Treni a idrogeno, si parte: nella notte i primi test sulla Brescia-Iseo-Edolo

Treni a idrogeno, si parte: nella notte i primi test sulla Brescia-Iseo-Edolo

Nella notte tra il 15 e il 16 settembre partono le prove su rotaia dei primi sette treni a idrogeno del progetto H2iseO.

Ci siamo quasi. Nella notte tra il 15 e il 16 settembre parte una fase che, diciamocelo, aspettavamo da un po’: i treni a idrogeno della Brescia-Iseo-Edolo scendono finalmente in pista per i test dinamici. Non più prove da fermi, ma corse vere, su rotaia, al buio.

Di cosa si tratta esattamente

Il progetto si chiama H2iseO e nasce da un accordo quadro tra Fnm (Ferrovie Nord Milano, la holding che controlla il trasporto ferroviario lombardo) e Alstom, il colosso francese che costruisce i convogli. L’obiettivo dei test è semplice da spiegare, meno da realizzare: controllare che ogni singolo treno, con i suoi impianti e i sistemi di bordo, funzioni a dovere prima di portare passeggeri veri.

I protagonisti di questa tornata sono i primi sette treni già consegnati da Alstom. L’ottavo arriverà entro fine anno, mentre gli altri sei sono attesi addirittura nel 2028 — tempi lunghi, ma la tecnologia dell’idrogeno in ferrovia è ancora un cantiere aperto in tutta Europa.

Come funzionano le prove

Treni a idrogeno, si parte: nella notte i primi test sulla Brescia-Iseo-Edolo

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Le corse si svolgeranno:

  • Di notte, nelle fasce già previste per l’interruzione del servizio ordinario
  • Senza toccare la circolazione regolare dei treni passeggeri
  • Su due tratte specifiche: Brescia-Iseo e Bornato-Rovato

Insomma, mentre i pendolari dormono, i tecnici lavorano. A collaborare al progetto ci sono Fnm, Ferrovienord, Fnm Power, Trenord (la società che gestisce il servizio ferroviario regionale lombardo), Alstom e Maintrains, l’impresa che si occupa di manutenzione.

Cosa succede dopo

Finita questa fase di test “di accettazione”, si passerà all’esercizio sperimentale: altri giri di prova, stavolta pensati per simulare ogni possibile scenario operativo. È un passaggio obbligato, richiesto dal processo autorizzativo, prima che i treni possano finalmente trasportare passeggeri paganti. La data fissata per l’avvio commerciale resta il 2027.

La strada già percorsa

Non si parte da zero, anzi. A giugno Ansfisa — l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, in pratica il “controllore” statale che deve dare il via libera tecnico — ha rilasciato l’Amis, l’Autorizzazione di messa in servizio. Un documento che, senza troppi giri di parole, certifica che i treni possono cominciare a circolare nell’ambito del percorso autorizzativo.

Sempre a giugno sono stati completati anche gli impianti per produrre e distribuire l’idrogeno a Iseo e a Edolo: il carburante, insomma, ora ha dove nascere e dove arrivare.

Una linea di montagna, la Brescia-Iseo-Edolo, che rischia di trasformarsi in un piccolo laboratorio a cielo aperto per il futuro della mobilità ferroviaria italiana. Vedremo se le notti di settembre manterranno le promesse.