Italia, caro carburante: nuovo meccanismo dei tagli alle accise sul diesel. Cosa cambia dal 18 settembre

Italia, caro carburante: nuovo meccanismo dei tagli alle accise sul diesel. Cosa cambia dal 18 settembre

Il Governo ha varato le nuove misure per fronteggiare il caro carburante, i tagli alle accise sul diesel restano fino al 5 ottobre con due scaglioni di sconto differenti. Poi torna il meccanismo delle imposte mobili

Il taglio alle accise sul diesel in Italia continua, ma ancora per poco. La manovra era nell’aria, ma l’ultimo Consiglio dei Ministri ha ufficializzato che proseguirà ancora per qualche settimana la riduzione dell’imposta sul gasolio, conseguenza diretta del rincaro del costo del carburante alla stazione di rifornimento. Fin da marzo il Governo ha adottato questo strumento per fronteggiare la crescita dei prezzi dopo la crisi di Hormuz, con una spesa pubblica che ha superato i 2 miliardi di euro. 

Fino a luglio il taglio alle accise riguardava anche la benzina, poi si è passati solo al diesel, che ha risentito maggiormente dell’aumento del costo. Ed è il carburante che predomina nei settori commerciali e produttivi, per esempio quello dell’autotrasporto. Andando con ordine, la nuova manovra del CdM ha stabilito che dal 18 al 25 settembre lo sconto sulle accise del diesel scenderà a 12,2 centesimi a litro.

Finora si attestava a quota 17 centesimi. Mentre dal 25 settembre al 5 ottobre il taglio si ridurrà ancora fino a 6 cent/l. Una discesa graduale che prolunga di una ventina di giorni la riduzione del prezzo, anche se nella seconda fascia il taglio sarà quasi impercettibile per i portafogli degli italiani.

Caro carburante, dal 6 ottobre tornano le accise mobili sul diesel. Ma ecco i tax credit

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A partire dal 6 ottobre ripartirà il meccanismo delle accise mobili. Dunque, per farla breve, si tornerà alla normalità. In questo modo lo Stato tornerà a incassare il gettito fiscale necessario a coprire altre spese. Per esempio la cancellazione del bollo auto ai veicoli di piccola e media potenza dal 2027. Trattandosi di una tassa regionale, il Governo ha previsto un rimborso di 2,3 miliardi di euro alle amministrazioni locali che perdono questo gettito.

E poi, soprattutto, il ritorno alle accise mobili potrà permettere di compensare i sussidi alle realtà più colpite dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Ad esempio le imprese di autotrasporto, che hanno tempo fino al 20 settembre per presentare domanda per i tax credit, ovvero gli aiuti che lo Stato garantirà sottoforma di crediti d’imposta da impiegare già quest’anno.

La dotazione complessiva delle sovvenzioni è stata anche aumentata di 16 milioni di euro da parte di Palazzo Chigi, per fare fronte ancora di più al rincaro dei costi di rifornimento che pesa su imprenditori e lavoratori del settore. Riguarderà però chi utilizza veicoli diesel Euro 5 o Euro 6, non quelli di livello inquinante inferiore.