Smart Road Torino, crolla il trasporto pubblico: in dieci anni gli spostamenti dimezzati dal 22,7% all’11,4%. Lo studio Marco Gramigni 27 September 2026 Citizen Mobility Il Rapporto Rota 2026 fotografa una trasformazione profonda della mobilità di Torino: in dieci anni la quota degli spostamenti con bus, tram e metro è scesa dal 22,7% all’11,4%. C’è una cifra, dentro il Rapporto Rota 2026, che da sola vale più di mille discorsi: dal 22,7% all’11,4%. È il crollo, in dieci anni, della quota di spostamenti che i torinesi affidano a bus, tram e metro. Praticamente dimezzata. E chi prende ancora la metro la mattina lo sa bene: i vagoni sono più vuoti di una volta, e le auto in coda sul corso, invece, non si contano più. Il rapporto porta il nome di Giorgio Rota, un economista che da anni cura per il Centro Einaudi — think tank torinese che studia da decenni economia e società piemontese — questa fotografia annuale della città. Uno studio che, numeri alla mano, racconta come Torino si stia muovendo. O meglio: come si stia fermando, dentro le auto. Fuori città va persino peggio Se in centro il quadro fa già storcere il naso, appena si esce dai confini comunali la situazione precipita. Nella cintura e nell’area metropolitana, il trasporto pubblico copre ormai meno del 5% degli spostamenti. Un dato che fotografa una realtà semplice: chi abita a Nichelino, a Moncalieri, a Settimo, in pratica non ha alternative. O l’auto, o niente. Il traffico che cambia forma Torino, crolla il trasporto pubblico: in dieci anni gli spostamenti dimezzati dal 22,7% all’11,4%. Lo studio LEGGI ANCHE Alta velocità, da novembre cambia la prenotazione per i pendolari Trenitalia Ecco il punto che, a mio avviso, merita più attenzione di tutti: gli spostamenti tra i comuni della cintura sono cresciuti del 65%. Non è un dettaglio da poco. Fino a qualche anno fa il traffico era quasi tutto radiale: dalla periferia verso il centro, la mattina, e viceversa la sera. Il classico pendolarismo casa-lavoro. Oggi no. I flussi sono diventati trasversali, policentrici — la gente si sposta da un comune di cintura a un altro, saltando Torino come fosse un ostacolo di troppo. Il trasporto pubblico, tarato ancora su quella vecchia geografia radiale, resta a guardare. E chi deve fare quel tragitto trasversale trova poche linee, orari scomodi, coincidenze che non tornano mai. Risultato: sale in macchina. Una città che si allarga senza rete Il quadro che emerge è quello di una metropoli diffusa che si muove sempre di più, ma sempre più in auto. Il trasporto collettivo non ha retto il passo dei cambiamenti nei percorsi quotidiani della gente, e quel vuoto lo ha riempito, quasi per intero, l’automobile privata. Una sfida, insomma, tutta da riscrivere per chi in futuro dovrà ripensare linee, orari e percorsi del trasporto pubblico torinese.