Smart Road Genova, carenza di trasporto pubblico: al Lagaccio arriva il “Taxi sociale universale”. Come funziona Francesco Ton... 29 September 2026 Sta per partire a Genova la sperimentazione del “Taxi sociale universale” nel quartiere del Lagaccio, dove l’isolamento dovuto alla carenza di trasporto pubblico sarà sopperito da un servizio a chiamata Le difficoltà di Amt hanno causato una diminuzione dei servizi di trasporto pubblico a Genova. Con la conseguenza che certe zone risultano ora molto più scollegate di prima al resto della città, laddove già soffrivano di un certo isolamento. Il Lagaccio si sente un po’ più solo con il ridimensionamento delle linee autobus che transitano nell’area e, soprattutto, con la soppressione della ex navetta che permetteva i collegamenti con altri mezzi pubblici. La scelta ha compromesso le abitudini di mobilità e anche molte possibilità di spostarsi dei residenti, tanto che è stato necessario trovare una soluzione il prima possibile. E infatti nelle scorse settimane si sono tenuti vari tavoli tecnici in Comune tra l’assessore comunale Emilio Robotti, la presidente del Municipio I Simona Cosso, l’assessore municipale Alberto Cattaneo, Spi Cgil e alcune rappresentanze dei soggetti sociali del Lagaccio, tra cui “Quartiere in piazza”. Nell’ultimo degli incontri, avvenuto nelle scorse ore, c’erano anche rappresentanti di RadioTaxi Genova, perché coinvolti nel progetto che emerge dai dialoghi intercorsi: il “Taxi sociale universale”. Si tratta di un progetto che vuole sostituire l’ex navetta con un mezzo più flessibile e a ridotto costo per il Comune, perché funziona a chiamata. Non c’è più il veicolo che circola a prescindere da quanti lo utilizzano, ma al suo posto c’è un’auto che viaggia solo se prenotata. E dunque i costi di trasporto saranno coperti dagli utenti. L’assessore Robotti spiega che Questo progetto ha una grandissima rilevanza sociale per la mobilità cittadina: non serve soltanto a sopperire a un servizio momentaneamente in difficoltà, ma vuole colmare concretamente la distanza geografica e psicologica tra il Lagaccio e il centro. È una misura che tutela l’autonomia quotidiana dei residenti e, se la sperimentazione produrrà i risultati che ci attendiamo, potrà diventare un modello virtuoso da replicare ed estendere anche ad altri quartieri della città Genova, ecco il Taxi sociale universale: servizio a chiamata per massimo 4 utenti alla volta Genova, carenza di trasporto pubblico: al Lagaccio arriva il “Taxi sociale universale”. Come funziona LEGGI ANCHE Ottobre, raffica di scioperi nei trasporti di tutta Italia: date e orari Il modello è pensato per gli utenti del Lagaccio, specie le fasce più deboli, che erano abituate a utilizzare il trasporto pubblico. Ma che hanno subìto la decisione della soppressione della navetta, in un’area in cui la carreggiata è troppo stretta per il passaggio dei mezzi tradizionali. Il trasporto infatti potrà essere utilizzato solo da chi ha un abbonamento Amt, per una piena convenzione tra Tursi, la partecipata e RadioTaxi Genova. Funzionando a chiamata, la richiesta andrà effettuata tramite prenotazione alla sala operativa dei tassisti entro 12 ore dall’orario richiesto e fino un’ora prima rispetto alla necessità di spostamento. Ogni vettura potrà trasportare un massimo di 4 persone compiendo un giro circolare. Il capolinea sarà di fronte a casa Gavoglio e la fine della corsa al capolinea del 39, con varie fermate intermedie. Si tratta per il momento di un progetto sperimentale che verrà monitorato ogni giorno. E, come ha anticipato l’assessore Robotti, se il test desse risultati positivi potrebbe venire esteso ad altre zone di Genova in difficoltà coi trasporti. L’obiettivo è quello di far partire il Taxi sociale universale a novembre 2026, per la soddisfazione di Simona Cosso, presidentessa del Municipio I che Si è speso moltissimo per arrivare a questo risultato, formulando questo progetto che poi abbiamo presentato all’assessore Robotti, che lo ha accolto e condiviso poi nelle sue tappe con le associazioni del quartiere del Lagaccio. Il taxi sociale nasce da una necessità di mobilità dei cittadini di questo quartiere, che come ben sappiamo risente di uno storico isolamento infrastrutturale, che è anche un isolamento sanitario, per cui il lavoro tecnico sulle corse e sulle modalità è stato intenso e capillare