Liguria, tir sull’A10: Scajola chiede lo stop. E rilancia una vecchia proposta...

Liguria, tir sull’A10: Scajola chiede lo stop. E rilancia una vecchia proposta…

Il presidente della Provincia di Imperia rilancia la proposta durante il Consiglio provinciale: limitare il passaggio dei mezzi pesanti diretti in Francia e nella Penisola Iberica e accelerare sulla bretella Albenga-Carcare-Predosa

C’è chi i problemi li affronta con studi e tavoli tecnici, e chi invece sale in piedi in un consiglio provinciale e dice le cose come stanno. Claudio Scajola, ex ministro ai tempi del governo Berlusconi e oggi doppio incarico da presidente della Provincia di Imperia e sindaco del capoluogo, ha scelto la seconda strada. Lunedì sera, a Villa Regina Margherita di Bordighera, ha praticamente sfidato lo Stato: se le cose non cambiano, l’A10 va chiusa ai tir che attraversano la Liguria senza portarci nulla.

Detta così sembra una boutade da campagna elettorale. Invece no: dietro c’è un ragionamento economico piuttosto solido, e pure un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio.

Il nodo: un’autostrada usata come corridoio gratis

Il punto è semplice, anche se nessuno l’aveva mai messo giù in modo così diretto. Quattro camion su cinque che sfrecciano sull’A10 diretti verso Francia, Spagna e Portogallo non si fermano mai in Liguria. Passano da Ventimiglia, passano da Voltri, e via. Zero indotto, zero benefici per i commercianti locali, zero ricadute sull’economia del territorio.

Quello che resta, invece, è tutto sul lato dei costi: asfalto da rifare in continuazione perché il peso dei mezzi pesanti lo consuma più in fretta, code chilometriche per i cantieri di manutenzione, e i liguri che restano incastrati nel traffico mentre cercano solo di andare al lavoro o in vacanza.

Scajola l’ha detto senza troppi giri di parole: quel traffico “non garantisce alcun ritorno all’economia locale, ma costringe alla costante manutenzione del manto autostradale e rallenta il normale transito di merci locali e dei mezzi che circolano in Liguria o turistici”.

La provocazione: stop ai tir “di passaggio”

Ecco allora l’idea, buttata lì a margine dei lavori consiliari ma destinata a far discutere parecchio nei prossimi mesi: bloccare l’accesso all’autostrada a chi la usa solo per attraversarla, senza caricare o scaricare merce sul territorio ligure.

Un blocco selettivo, non generalizzato. Non tutti i tir fuori, insomma, ma solo quelli che di fatto “isolano” — parola usata proprio da Scajola — il Ponente ligure invece di farlo crescere.

La vera partita: la bretella che aspetta da una vita

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L’idea è questa: costruire un collegamento che intersechi la Torino-Savona e la Voltri-Alessandria, sfruttando il nuovo casello di Predosa. Risultato pratico? Meno pressione sul nodo di Genova, che oggi è il vero collo di bottiglia di tutto il traffico merci del Nord Ovest.

Per portare avanti il progetto, Scajola ha chiesto più coordinamento con la Fondazione Slala, un ente che mette insieme le province di Lombardia, Piemonte, Imperia e Savona proprio per ragionare su logistica e infrastrutture di trasporto a livello sovraregionale.

Manutenzione in arrivo, ma non basta

Una buona notizia, in mezzo a tante lamentele legittime, c’è: secondo quanto riferito da Scajola, entro due anni i cantieri di manutenzione sull’A10 dovrebbero chiudersi, e con loro (si spera) anche le code infinite che ormai i liguri conoscono a memoria.

Ma attenzione, perché sistemare l’asfalto non risolve il problema strutturale. Serve, secondo l’ex ministro, un cambio di strategia vera e propria sulle infrastrutture, altrimenti tra qualche anno si ricomincia daccapo.

E non finisce qui: ferrovie, Aurelia Bis e tunnel del Tenda

Il pressing di Scajola non si è fermato all’autostrada. Ha chiesto accelerazioni anche sul raddoppio della linea ferroviaria che attraversa il Ponente e sull’Aurelia Bis, la variante stradale pensata per alleggerire la storica Aurelia dal traffico locale.

Su quest’ultima è stato categorico: l’opera “deve essere ultimata in tutto il Ponente o non avrebbe senso realizzarne un solo tratto aggiuntivo”. Tradotto: mezze misure zero, o si fa per bene o si lascia perdere.

Chiusura in bellezza con altri due dossier che da anni fanno discutere la zona: il collegamento Armo-Cantarana e la seconda canna del tunnel del Tenda, fondamentale per i rapporti commerciali e turistici con la Francia.