Italia, il caro carburanti impatta sulle immatricolazioni auto: crollo del diesel a settembre. I numeri

Italia, il caro carburanti impatta sulle immatricolazioni auto: crollo del diesel a settembre. I numeri

L’aumento dei prezzi dei carburanti impatta sul mercato dell’auto in Italia, immatricolazioni in aumento a settembre 2026 ma il diesel scende vertiginosamente, percorso inverso per le vetture elettriche

La crisi dei combustibili e l’aumento dei prezzi si sta riflettendo su tanti settori. E inevitabilmente anche sul mercato dell’auto. Che in Italia, per la verità, continua ad essere in ripresa rispetto al 2025. Ma il rincaro del costo alla stazione di rifornimento ha accelerato a settembre 2026 quelle tendenze che erano già in atto: crescita delle vetture elettriche o ibride, forte calo degli idrocarburi.

Secondo i dati Unrae, nell’ultimo mese le immatricolazioni di veicoli nel nostro Paese hanno superato quota 140mila, con una crescita del 10% rispetto a settembre 2025. Nei primi 9 mesi del 2026 c’è un aumento delle nuove registrazioni di targhe pari al 9% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Il che significa che la crisi petrolifera non ha influito sul mercato, che resta in positivo. Ma se per il momento gli italiani non rinunciano all’auto privata, si stanno spostando ancora di più verso quelle a ridotte o zero emissioni.

Immatricolazioni auto a settembre 2026: diesel quasi dimezzato, +50% per le vetture elettriche

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I numeri sul diesel evidenziano un crollo. Rispetto al settembre 2025 il gasolio ha perso in un mese il 40% delle immatricolazioni, quasi dimezzandosi. Nella struttura del mercato del nono mese 2026 ha rappresentato il 5% del totale delle vetture con nuova targa, ovvero la quota più bassa di tutte. L’anno scorso era al 9%. Le limitazioni alla circolazione e il nuovo riallineamento delle accise, che ha portato il diesel a costare di più della benzina, hanno giocato del tutto a sfavore di questo tipo di motori.

Infatti il calo del secondo carburante fossile è meno sentito. Rispetto a settembre 2025 ha perso circa il 14% delle immatricolazioni, ma mantiene ancora una struttura di mercato del 18%, classificandosi al secondo posto. Anche se, un anno fa, la benzina deteneva oltre il 22% del mercato. Il calo meno evidente è quello del Gpl, che nel confronto mese su mese ha ceduto solo il 4,5% e si mantiene più o meno stabile.

A farla da padrona, ormai da oltre un anno a questa parte, sono i motori a zero o ridotte emissioni. Il mercato è dominato dalle ibride elettriche HEV, che sono cresciute del 23% rispetto a settembre 2025 e hanno occupato oltre il 50% del mercato da sole. All’11% del totale delle nuove immatricolazioni ci sono invece le ibride elettriche plug-in, cresciute del 44% a settembre. Nel confronto sui primi 9 mesi dell’anno, le PHEV hanno conosciuto un aumento del 73% sulle nuove targature.

Un aumento notevole al quale potrebbero arrivare anche le vetture elettriche BEV, le cui immatricolazioni a settembre 2026 sono aumentate del 50% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel confronto tra i due anni a partire da gennaio, l’aumento è di 67 punti percentuali. In generale si tratta di buoni segnali per l’inquinamento delle città, dove si va verso un impatto sempre minore dei veicoli privati.