Legal Tragedia ferroviaria in Spagna, due treni si scontrano: quattro italiani salvi, una donna dispersa Marco Gramigni 28 October 2026 UE Cinque cittadini italiani si trovavano a bordo del treno Iryo coinvolto nel grave incidente ferroviario sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, in Spagna, dove due convogli si sono scontrati provocando numerose vittime e decine di feriti Mercoledì mattina, poco prima delle nove. Un orario qualunque, di quelli in cui mezza Spagna è già in viaggio per lavoro. E invece no: diventa il momento di una delle tragedie ferroviarie più gravi degli ultimi anni nel Paese iberico. Il bilancio, purtroppo, cresce ora dopo ora. Le autorità locali parlano di 68 persone morte, con decine di feriti e 15 di questi in condizioni disperate. Numeri che fanno rabbrividire, soprattutto se pensiamo a quanti viaggiatori normali, pendolari, famiglie, c’erano a bordo di quei convogli. Cosa è successo, in parole povere Siamo sulla linea Madrid-Siviglia, al chilometro 118, tra i paesini di Mora, Orgaz e Urda, provincia di Toledo. Un treno Renfe (la compagnia ferroviaria statale spagnola, un po’ come le nostre Ferrovie dello Stato) partito da Madrid alle 8 del mattino viaggiava a tutta velocità verso Siviglia. Sulla stessa tratta, però, c’era fermo un altro treno, stavolta della compagnia privata Iryo. Risultato: scontro frontale a circa 200 chilometri orari. Capite bene cosa significhi un impatto del genere. Alcune carrozze sono letteralmente volate fuori dai binari, finendo giù per un terrapieno. A bordo, in totale, viaggiavano 544 persone. Tra loro pure un neonato. La causa? Un errore umano, a quanto pare Qui le cose si fanno interessanti, e anche un po’ inquietanti. Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha spiegato che tutto nasce da un guasto tecnico: il sistema di sicurezza Lzb (un meccanismo che controlla automaticamente la velocità e la posizione dei treni) è andato in tilt per un problema ai computer della rete, intorno alle 8:30. Conseguenza diretta: 63 chilometri di binari sono rimasti senza protezione automatica, e tutti i treni della zona si sono fermati di colpo, come da protocollo. Fin qui, tutto normale, tutto previsto. Il problema arriva dopo. La gestione della situazione è passata al centro di controllo operativo di Adif (l’ente pubblico che gestisce le infrastrutture ferroviarie spagnole), con sede a Madrid-Atocha. Da lì, qualcuno ha dato il via libera al treno Renfe per ripartire. Peccato che il treno Iryo, quello fermo sui binari, avesse già segnalato — circa dieci minuti prima — di non riuscire a muoversi. Il ministro Puente non le manda a dire: «Era attivo un segnale di stop che avrebbe dovuto impedire al treno di proseguire; ciononostante, ne è stata autorizzata la ripartenza» E aggiunge che l’intera dinamica è «assolutamente inverosimile». Parole forti, che pesano come un macigno per chi dovrà rispondere di questa decisione. Tra le vittime, anche una ex ministra Tragedia ferroviaria in Spagna, due treni si scontrano: quattro italiani salvi, una donna dispersa LEGGI ANCHE Scuole Sicure, 1,5 milioni di euro per Polizia Locale e videosorveglianza: ecco i 70 Comuni beneficiari dei fondi del Ministero dell’Interno Una delle notizie che ha scosso di più l’opinione pubblica spagnola riguarda Fátima Báñez, ex ministra del Lavoro durante il governo di Mariano Rajoy (2011-2018). Viaggiava sul treno Iryo, diretta a Siviglia per un evento della Confederazione degli imprenditori andalusi. Inizialmente data per dispersa, purtroppo si è poi confermato che è tra le vittime. E gli italiani? La Farnesina (il Ministero degli Affari Esteri italiano) ha confermato la presenza di cinque connazionali sul treno Iryo. Quattro stanno bene, originari di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza, tutti residenti all’estero. Per la quinta, una donna originaria della provincia di Pistoia ma iscritta all’Aire (il registro degli italiani residenti all’estero), si temono ancora le sorti: al momento risulta dispersa. Il Console italiano a Madrid si è precipitato sul posto, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto l’attivazione di una cellula di crisi dell’ambasciata. Non è la prima volta, purtroppo Ecco un dettaglio che fa venire i brividi: la stessa linea era già stata teatro di un disastro simile lo scorso gennaio, vicino ad Adamuz (provincia di Cordova), con 46 morti. Il quotidiano El Mundo ha parlato apertamente di un «anno disastroso per l’alta velocità ferroviaria spagnola». Il premier Pedro Sánchez, arrivato personalmente sul luogo dell’incidente, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale e ha promesso massima trasparenza sulle indagini. Le sue parole: «Non è ammissibile per un Paese come la Spagna soffrire due incidenti nell’alta velocità nello stesso anno» Le testimonianze: scene da incubo I racconti di chi c’era sono agghiaccianti. Un passeggero del treno Iryo ha descritto la scena a El Mundo come qualcosa di «apocalittico», paragonandola a una bomba esplosa. Un altro viaggiatore, Jesús Jerónimo, 54 anni, era seduto nel vagone che ha centrato in pieno l’altro convoglio: ha raccontato a El País di aver avvertito un’accelerazione fortissima, per poi ritrovarsi sbalzato contro il sedile davanti. Anche l’arcivescovo di Toledo, Francisco Cerro Chaves, si è recato sul posto, definendo quanto visto una scena «dantesca». Una tragedia che riapre, inevitabilmente, il dibattito sulla sicurezza dell’alta velocità in Spagna — e sulle responsabilità di chi, quella mattina, ha preso una decisione che sta costando carissimo.