Smart Road Targhe personalizzate in Italia, via libera con la riforma del Codice della Strada: costi, regole e tempi Alberto Bruzzone 29 October 2026 Le nuove targhe “on demand” potranno finalmente arrivare anche in Italia, ma per poterle richiedere bisognerà attendere ancora. L’entrata in vigore della normativa è prevista per il 2028. Ecco come funzioneranno, quanto costeranno e quali combinazioni saranno consentite Citizen Le targhe personalizzate si preparano a fare il loro ingresso sulle strade italiane. La recente riforma del Codice della Strada apre infatti alla possibilità di scegliere una combinazione alfanumerica per la propria auto o moto, seguendo un modello già diffuso in altri Paesi. Tuttavia, non sarà possibile prenotarle nell’immediato: il percorso normativo e gli adeguamenti tecnici necessari richiederanno ancora tempo, con il 2027 che potrebbe non essere sufficiente per avviare il servizio. Quando arriveranno le targhe personalizzate? Prima di poter scegliere la propria targa, sarà necessario completare l’iter parlamentare del nuovo Codice della Strada e ottenere i pareri degli organismi competenti, tra cui il Consiglio di Stato e la Conferenza Unificata. La pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale è prevista per la primavera del prossimo anno. L’entrata in vigore formale della normativa è fissata al 1° gennaio 2028. Anche dopo questa data, però, serviranno ulteriori passaggi: la Motorizzazione Civile dovrà predisporre i regolamenti attuativi, aggiornare i sistemi informatici e rendere operativo il Portale targhe personalizzate. Di conseguenza, l’effettiva possibilità di presentare le richieste dipenderà anche dai tempi necessari per completare questi interventi. Quanto costeranno le targhe personalizzate? Il nuovo sistema prevede tariffe differenti in base al tipo di veicolo. Per le automobili, il costo indicato è di 600 euro per la coppia di targhe, anteriore e posteriore. La cifra comprende 500 euro destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione materiale e 100 euro di maggiorazione destinati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i motoveicoli, invece, la tariffa prevista è di 360 euro. Questi importi riguardano la scelta della combinazione e la produzione delle targhe. A essi dovranno essere aggiunti gli eventuali normali costi delle pratiche di immatricolazione. Stesso formato delle targhe attuali La personalizzazione riguarderà esclusivamente la combinazione di lettere e numeri, senza modificare l’aspetto esteriore della targa. Le nuove targhe dovranno infatti rispettare il formato standard attualmente in vigore: caratteri neri su sfondo bianco, bande blu laterali, dimensioni regolamentari e font conforme alle disposizioni europee. Non sarà quindi possibile scegliere colori, caratteri grafici o dimensioni differenti. La novità consisterà nella possibilità di selezionare una sequenza alfanumerica specifica, nel rispetto delle combinazioni ammesse dalla normativa. Quali lettere e numeri si potranno scegliere? Lo schema previsto resterà quello tradizionale di sette caratteri, rappresentato dalla sequenza AA 000 AA, con tre cifre centrali comprese tra 0 e 9. La scelta non sarà però completamente libera. Alcune lettere, come I, O, Q e U, continueranno a essere escluse per evitare possibili confusioni nella lettura. Non saranno ammessi nemmeno caratteri accentati, lettere appartenenti ad alfabeti stranieri o simboli speciali, come Ç, Ñ, Ö e Ü. Resteranno invece disponibili le altre 22 lettere dell’alfabeto, comprese X, Y, W, K e J, che potranno essere utilizzate per creare combinazioni particolari, iniziali, sigle o sequenze dal significato personale. Saranno inoltre vietate le combinazioni già assegnate. Il sistema consentirà invece, secondo quanto previsto, di recuperare targhe utilizzate dal 28 febbraio 1994 a oggi che siano successivamente tornate disponibili. La targa resterà legata al veicolo Un aspetto importante riguarda il rapporto tra la targa e il proprietario. La combinazione personalizzata resterà associata al veicolo e non alla persona che l’ha richiesta. Questo significa che la targa accompagnerà l’auto o la moto fino alla demolizione del mezzo, senza essere automaticamente trasferibile su un altro veicolo appartenente allo stesso proprietario. Il sistema potrebbe favorire, nel tempo, la nascita di un mercato parallelo di automobili usate caratterizzate da targhe particolarmente ricercate, un fenomeno già presente nel Regno Unito. L’eventuale sviluppo di questo mercato dipenderà, tuttavia, dalle regole che disciplineranno la disponibilità e l’utilizzo delle combinazioni. In caso di furto o smarrimento, sarà comunque possibile richiedere un duplicato mantenendo la medesima combinazione alfanumerica. Creatività sì, ma nel rispetto delle regole La riforma apre dunque una nuova possibilità per gli automobilisti italiani, che potranno finalmente dare un tocco personale alla targa del proprio veicolo. Le combinazioni potranno richiamare iniziali, numeri significativi o sequenze particolari, ma sempre all’interno dello schema prestabilito e delle lettere ammesse. Per vedere le prime targhe personalizzate sulle strade italiane, però, bisognerà ancora attendere. Tra l’approvazione definitiva delle norme, i regolamenti attuativi e gli aggiornamenti informatici, il 2028 rappresenta la data di riferimento per l’avvio del nuovo sistema. La direzione è tracciata: anche in Italia si apre la strada alle targhe personalizzate, con una libertà di scelta maggiore, ma senza rinunciare agli standard tecnici e alle regole che garantiscono uniformità e leggibilità.