Verona si prepara ad accogliere i sindaci di tutta Italia: dal 25 al 27 novembre la 43ª Assemblea nazionale Anci

Verona si prepara ad accogliere i sindaci di tutta Italia: dal 25 al 27 novembre la 43ª Assemblea nazionale Anci

“Cara Italia. I Sindaci per l’ottantesimo della nostra Repubblica” è il titolo scelto per l’edizione 2026. Tre giorni di confronto tra amministratori locali, Governo e istituzioni per discutere il futuro dei territori, le sfide delle città e il ruolo dei Comuni nella crescita del Paese. Alla giornata inaugurale è atteso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Verona si prepara a diventare, per tre giorni, il centro del confronto istituzionale e amministrativo italiano. Dal 25 al 27 novembre 2026, negli spazi di Veronafiere, si svolgerà la 43ª Assemblea annuale dell’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, appuntamento che riunirà sindaci, amministratori locali, rappresentanti del Governo, esponenti delle istituzioni nazionali ed europee, operatori economici e protagonisti del mondo sociale.

Un appuntamento di particolare rilievo per il sistema delle autonomie locali, chiamato quest’anno a confrontarsi anche con una ricorrenza dal forte valore storico e simbolico: l’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana. Non è casuale, infatti, il titolo scelto per l’edizione 2026: “Cara Italia. I Sindaci per l’ottantesimo della nostra Repubblica”. Una formula che richiama il rapporto profondo tra le istituzioni democratiche e le comunità locali, sottolineando il ruolo che i Comuni hanno avuto e continuano ad avere nella costruzione dell’identità nazionale.

L’Assemblea ANCI non è soltanto un appuntamento annuale di rappresentanza, ma costituisce uno dei principali momenti nei quali le amministrazioni comunali possono portare all’attenzione del Governo le proprie esigenze, condividere esperienze, confrontarsi sulle difficoltà quotidiane e avanzare proposte per affrontare le trasformazioni del Paese.

I Comuni, primo presidio della Repubblica

Il messaggio che accompagnerà i lavori di Verona è chiaro: la Repubblica vive anche attraverso i suoi Comuni. Sono i sindaci e gli amministratori locali a rappresentare il primo punto di riferimento istituzionale per milioni di cittadini. Dalla gestione dei servizi essenziali alla manutenzione delle infrastrutture, dalle politiche sociali alla pianificazione urbana, dall’istruzione alla promozione culturale, le amministrazioni comunali sono chiamate ogni giorno a trasformare le esigenze delle persone in risposte concrete.

Una responsabilità che negli ultimi anni è diventata ancora più complessa. L’aumento dei bisogni sociali, le difficoltà economiche delle famiglie, l’invecchiamento della popolazione, la necessità di garantire servizi nelle aree interne e nei piccoli centri, insieme alle nuove sfide legate alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione, impongono ai Comuni di ripensare strumenti e modalità di intervento.

A tutto questo si aggiunge la questione delle risorse finanziarie e del personale. Molte amministrazioni devono fare i conti con bilanci sottoposti a forti pressioni, difficoltà nel reperire professionalità qualificate e una crescente quantità di adempimenti amministrativi. Il rafforzamento della capacità amministrativa diventa quindi una condizione indispensabile per garantire servizi efficienti e realizzare gli investimenti necessari allo sviluppo dei territori.

È proprio su questi aspetti che il confronto nazionale assume un significato particolare: le richieste dei sindaci non riguardano soltanto la gestione delle singole città, ma investono direttamente la capacità dell’intero sistema Paese di affrontare le sfide future.

L’apertura con il Presidente Mattarella

La giornata inaugurale di mercoledì 25 novembre avrà un significato istituzionale particolarmente importante. Alle ore 17 è prevista la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui partecipazione sottolinea il valore nazionale dell’appuntamento e il legame tra le istituzioni repubblicane e le autonomie territoriali.

La cerimonia comprenderà una testimonianza di Walter Veltroni dedicata alla figura di Giorgio La Pira, protagonista della vita politica e istituzionale italiana e simbolo di un’idea di amministrazione attenta alla dimensione sociale e umana delle città. Seguirà la relazione del presidente ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. L’esecuzione dell’Inno di Mameli sarà affidata a Gianni Morandi.

La scelta di dedicare uno spazio alla figura di La Pira si inserisce nel tema generale dell’Assemblea: riflettere sul ruolo dei Comuni nella storia repubblicana e sulla responsabilità degli amministratori nella costruzione di comunità inclusive, solidali e capaci di guardare al futuro.

Casa, welfare, sicurezza e sostenibilità: le grandi questioni delle città

Giovedì 26 novembre i lavori entreranno nel vivo con una giornata dedicata alle principali questioni amministrative ed economiche che interessano i territori.

Uno dei temi centrali sarà quello delle politiche abitative. L’accesso alla casa rappresenta oggi una delle questioni più rilevanti per le città italiane, soprattutto nei centri caratterizzati da una forte pressione immobiliare e turistica. Giovani, famiglie, lavoratori e studenti incontrano difficoltà crescenti nel trovare alloggi a prezzi sostenibili. Per le amministrazioni locali diventa quindi fondamentale individuare strumenti di intervento capaci di favorire l’offerta abitativa, recuperare il patrimonio esistente e promuovere nuove forme di edilizia sociale.

Altro capitolo fondamentale sarà quello del welfare e dei servizi alla persona. Le trasformazioni demografiche e sociali richiedono risposte sempre più articolate, soprattutto nei confronti degli anziani, delle persone fragili, delle famiglie in difficoltà e dei cittadini che vivono situazioni di marginalità. Il ruolo dei Comuni nella costruzione di reti territoriali di assistenza e inclusione sarà uno degli elementi centrali del confronto.

Grande attenzione sarà riservata anche alla sicurezza urbana, alla mobilità e alla qualità degli spazi pubblici. Le città sono chiamate a conciliare esigenze diverse: garantire sicurezza e vivibilità, migliorare i collegamenti, ridurre il traffico, favorire la mobilità sostenibile e rendere gli spazi urbani accessibili a tutti.

La transizione energetica e il cambiamento climatico rappresentano un ulteriore fronte di impegno. I Comuni sono in prima linea nella gestione delle conseguenze degli eventi meteorologici estremi, nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella riqualificazione energetica degli edifici pubblici e nella promozione di modelli urbani più sostenibili. Per affrontare queste sfide sono necessari investimenti, competenze e una collaborazione sempre più stretta tra amministrazioni locali, Governo e istituzioni europee.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale: la pubblica amministrazione cambia

Un’altra questione destinata ad avere un peso significativo nel dibattito sarà quella dell’innovazione tecnologica. La digitalizzazione della pubblica amministrazione non rappresenta più soltanto un obiettivo di modernizzazione, ma una necessità per rendere i servizi più accessibili, ridurre i tempi burocratici e migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

L’intelligenza artificiale apre nuove possibilità per la gestione delle procedure amministrative, l’organizzazione dei servizi, l’analisi dei dati e la pianificazione urbana. Allo stesso tempo, introduce interrogativi importanti sulla tutela della privacy, sulla sicurezza informatica, sulla trasparenza delle decisioni e sulle competenze necessarie all’interno degli enti pubblici.

Per i Comuni, soprattutto quelli di dimensioni più contenute, la sfida sarà riuscire a cogliere le opportunità dell’innovazione senza aumentare le differenze tra territori che dispongono di risorse e competenze molto diverse.

In questo contesto, la cooperazione tra amministrazioni, la condivisione dei servizi e il sostegno tecnico e finanziario diventano strumenti fondamentali per evitare che la trasformazione digitale proceda a velocità differenti.

Il dopo PNRR e le nuove prospettive di investimento

Tra gli argomenti di maggiore interesse figura anche il futuro degli investimenti pubblici dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il PNRR ha rappresentato una stagione straordinaria di opportunità per le amministrazioni locali, coinvolte nella realizzazione di numerosi interventi in ambito infrastrutturale, scolastico, sociale, energetico e digitale.

La fase successiva richiederà però una riflessione sulla capacità di consolidare i risultati raggiunti e garantire continuità agli investimenti. Non sarà sufficiente completare le opere: occorrerà assicurare che gli interventi realizzati possano funzionare nel tempo, essere mantenuti e produrre benefici concreti per i cittadini.

In questa prospettiva si colloca anche la presentazione del rapporto “Le leve per la crescita”, prevista nel programma del 27 novembre, con un’attenzione particolare alle prospettive di coesione, competitività e modernizzazione istituzionale oltre la stagione del PNRR.

Il tema riguarda direttamente la possibilità per i Comuni di programmare il futuro, superando una logica legata esclusivamente ai singoli finanziamenti e costruendo politiche di sviluppo di medio e lungo periodo.

Una giornata conclusiva dedicata alle comunità

Venerdì 27 novembre l’Assemblea proseguirà con ulteriori momenti di approfondimento dedicati alla sicurezza, alla mobilità, all’educazione, allo sport, alla salute e all’inclusione sociale.

Sono ambiti che raccontano in maniera concreta il lavoro quotidiano delle amministrazioni locali. La scuola, i servizi educativi, gli impianti sportivi, gli spazi culturali e le strutture dedicate alla socialità costituiscono infatti elementi essenziali della qualità della vita delle comunità.

Particolare attenzione sarà rivolta anche alle politiche giovanili, alla partecipazione e alla necessità di creare nuove opportunità per le generazioni future. In un Paese caratterizzato da squilibri demografici e territoriali, il ruolo delle città e dei piccoli Comuni nella costruzione di condizioni favorevoli per vivere, lavorare e progettare il futuro assume un’importanza crescente.

Accanto alle sessioni principali, l’Assemblea ospiterà numerosi incontri, convegni e appuntamenti tematici promossi da ANCI, dalle associazioni regionali, da IFEL, Cittalia e dai partner istituzionali ed economici. Un programma articolato che permetterà agli amministratori di confrontarsi su esperienze e progetti, approfondire le novità normative e conoscere strumenti e soluzioni utili alla gestione degli enti locali.

Verona, luogo di confronto per il futuro dell’Italia

La scelta di Verona come sede dell’Assemblea conferma la dimensione nazionale dell’iniziativa e offre alla città l’opportunità di ospitare una manifestazione che coinvolge l’intero sistema delle autonomie locali.

Per tre giorni il confronto si sposterà dalle singole realtà territoriali a una dimensione nazionale, mettendo in relazione esperienze amministrative differenti: dalle grandi città metropolitane ai Comuni di medie dimensioni, fino ai piccoli centri e alle amministrazioni delle aree interne.

Una pluralità di realtà che, pur nelle differenze, condividono problemi e obiettivi: garantire servizi, sostenere lo sviluppo economico, contrastare le disuguaglianze, valorizzare il patrimonio territoriale e mantenere vivo il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

L’Assemblea ANCI 2026 si presenta dunque come un’occasione per fare il punto sullo stato dei Comuni italiani e sulle condizioni necessarie per rafforzarne il ruolo. Il confronto con il Governo e con gli altri livelli istituzionali sarà determinante per individuare risposte alle questioni che gli amministratori affrontano quotidianamente.

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il messaggio che arriva da Verona guarda alla centralità delle comunità locali nella vita democratica del Paese. Perché la qualità delle istituzioni si misura anche nella capacità di essere presenti nei territori, ascoltare i cittadini e trasformare i bisogni in opportunità.