Modena, maxi Ztl in centro storico: il progetto si ferma, la decisione del Comune

Modena, maxi Ztl in centro storico: il progetto si ferma, la decisione del Comune

Doveva rivoluzionare la viabilità del centro storico di Modena, portando la Ztl dal 59% al 94% della superficie. Ma la giunta guidata da Massimo Mezzetti ha deciso di congelare il progetto: servono nuovi approfondimenti su parcheggi, residenti, commercianti e accessibilità

Sei anni. Tanto tempo è passato da quando, era il 16 luglio 2020, il Consiglio comunale di Modena disse sì a un progetto niente male: allargare la zona a traffico limitato del centro storico di quasi il 60%. Praticamente, da un’isola pedonale piuttosto contenuta a un’area enorme. Risultato? Oggi quel piano dorme in un cassetto, e a svegliarlo (o meglio, a tenerlo ancora addormentato) ci ha pensato la giunta guidata dall’attuale sindaco Massimo Mezzetti.

Partiamo dal principio, perché qui c’è un bel po’ di storia dietro.

Cosa prevedeva, di preciso, questo benedetto piano

Il progetto nasceva dentro il Pums — sigla che sta per Piano urbano della mobilità sostenibile, in pratica il documento che ogni grande città redige per decidere come muoversi su gomme, rotaie e marciapiedi nei prossimi anni. Quello modenese porta la firma dell’allora assessora alla mobilità Alessandra Filippi e dell’ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, oggi entrambi fuori dai giochi dell’amministrazione comunale.

L’idea, sulla carta, era piuttosto audace: far passare la Ztl dal 59% al 94% della superficie del centro storico. Tradotto in metri quadrati, si andava da 750mila a un milione e 200mila. Numeri che fanno capire la portata della cosa: non un ritocco, ma una vera rivoluzione urbanistica. Nel mirino c’era soprattutto la zona nord della città, con strade come viale Berengario e corso Vittorio Emanuele che oggi vedono transitare migliaia di veicoli al giorno e che, con il nuovo assetto, sarebbero finite sotto le telecamere dei varchi elettronici.

Il freno tirato il 21 ottobre

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Ma c’è un ma, anzi parecchi. Nella delibera si legge chiaramente che allargare una Ztl non è mica solo questione di spostare un cartello stradale: ci sono di mezzo i permessi per i residenti, i nuovi civici che entrerebbero nella zona vincolata, e tutta la gestione dei parcheggi, che in centro storico è già un rompicapo di suo.

Perché Mezzetti ha deciso di prendere tempo

La giunta parla apertamente di “ulteriori approfondimenti” necessari. E qui entrano in gioco due fattori che in città sono sotto gli occhi di tutti: da una parte i cantieri di riqualificazione già aperti nel centro storico, dall’altra il turismo che a Modena cresce di anno in anno, portando con sé esigenze diverse in fatto di accessibilità.

Insomma, prima di stravolgere la viabilità di mezza città, il Comune vuole sedersi a un tavolo con chi in centro ci vive e ci lavora. Un percorso partecipato, lo chiamano, che coinvolgerà residenti e commercianti — categoria, quest’ultima, che su questo tema storicamente storce il naso. Non a caso nel testo si cita pure il caso Carpi, città non lontana da Modena, dove un’operazione simile ha scatenato polemiche niente male tra i negozianti della zona.

Tempi? Non pervenuti

La parte forse più onesta della delibera è quella finale, dove l’amministrazione ammette senza troppi giri di parole che il procedimento ha già accumulato ritardi su ritardi, e che al momento nessuno può dire con certezza quando – e se davvero – questo ampliamento vedrà la luce.

Nel frattempo, però, qualcosa si muove comunque: l’attuale sistema di telecontrollo ai varchi, giudicato ormai datato, verrà rinnovato da cima a fondo. Un passo tecnico, piccolo se vogliamo, ma necessario prima di qualsiasi discorso più ampio sul futuro della mobilità modenese.

Per ora, chi deve passare per viale Berengario o corso Vittorio Emanuele può stare tranquillo: le cose restano come sono. Il resto, si vedrà.