Misc Carburanti, da oggi aumentano le accise sul gasolio: rischio rincari alla pompa. Atteso il decreto Bollette Alberto Bruzzone 08 November 2026 Scade il taglio delle accise e da oggi il gasolio rischia un aumento di 4,88 centesimi al litro. Il calo delle quotazioni del petrolio potrebbe però contenere i rincari. Intanto il Governo si prepara a rilanciare il Decreto Bollette bis con un tetto al prezzo del gas per ridurre i costi dell'energia Il taglio delle accise sul gasolio è scaduto ieri e, in assenza di una proroga, da oggi gli automobilisti potrebbero fare i conti con un nuovo aumento dei prezzi alla pompa. L’incremento fiscale sarà di 4,88 centesimi di euro al litro, IVA compresa, con un aggravio di circa 2,44 euro per un pieno da 50 litri. Intanto, il Governo si prepara a portare nuovamente in Consiglio dei ministri il Decreto Bollette bis, che punta a ridurre il costo dell’elettricità attraverso un tetto al prezzo del gas. Gasolio, scade il taglio delle accise: quanto costerà un pieno Il provvedimento che aveva introdotto lo sconto sulle accise era stato approvato con il decreto Mef-Mase del 28 ottobre scorso. La misura prevedeva una riduzione di 632,90 euro ogni mille litri, equivalente a uno sconto di circa 4,9 centesimi al litro, IVA inclusa, con validità fino al 7 novembre. Al momento, sulla Gazzetta Ufficiale non risulta pubblicata alcuna proroga. Di conseguenza, da oggi il prelievo fiscale sui carburanti tornerà ai livelli precedenti, determinando un possibile aumento del prezzo del gasolio. Per gli automobilisti, l’impatto sarà di circa 2,44 euro in più per ogni rifornimento da 50 litri. Un rincaro che potrebbe tuttavia essere parzialmente compensato dall’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio. Prezzi dei carburanti, il calo del petrolio potrebbe limitare i rincari Secondo Adusbef, infatti, l’andamento delle quotazioni petrolifere degli ultimi giorni lascia aperta la possibilità di nuovi ribassi dei prezzi alla pompa, anche in assenza dello sconto fiscale. Il Brent ha registrato una flessione del 16,2% in pochi giorni, un andamento che potrebbe favorire una riduzione dei listini dei carburanti. Lo stop al taglio delle accise arriva quindi in una fase caratterizzata da un deprezzamento del petrolio sui mercati internazionali. Le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) mostrano comunque prezzi ancora elevati. Nella modalità self-service, sulla rete stradale nazionale, la benzina si attesta mediamente a 2,001 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,224 euro al litro. Il Ministero ha inoltre evidenziato che, grazie al price cap al quale hanno aderito le principali compagnie petrolifere, in gran parte della rete stradale i prezzi self-service rimangono sotto i 2 euro al litro per la benzina e sotto i 2,20 euro per il diesel. Decreto Bollette bis, lunedì il nuovo esame del Consiglio dei ministri Sul fronte dell’energia, il Governo non intende fare marcia indietro sul Decreto Bollette bis. Il provvedimento, che punta a contenere il costo dell’elettricità attraverso un tetto al prezzo del gas utilizzato per la produzione energetica, dovrebbe tornare in Consiglio dei ministri lunedì, senza modifiche sostanziali. Il rinvio della precedente riunione è stato causato da una questione tecnica legata alla contabilità dello Stato. Il Ministero dell’Economia ha infatti avviato un confronto con l’Unione europea per chiarire alcuni aspetti del testo e individuare una soluzione. Il nodo riguarda in particolare l’articolo 9, relativo all’utilizzo dei proventi derivanti dalla vendita, nel 2026, del gas acquistato e stoccato nel 2022 durante la crisi energetica. Le risorse dovrebbero essere utilizzate da Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, per contribuire alla riduzione delle bollette del gas delle imprese energivore nel 2027. La Ragioneria generale dello Stato ha sollevato alcune perplessità sul disallineamento temporale tra le entrate previste nel 2026 e le uscite programmate per il 2027. Si tratta, secondo quanto emerso, di una questione di natura contabile e non di un problema relativo alle coperture finanziarie o agli aiuti di Stato. LEGGI ANCHE: Caro carburanti, tassisti in protesta al Mit: servono aiuti. Le richieste Tetto al prezzo del gas a 58,9 euro: come funzionerà La misura centrale del Decreto Bollette bis, contenuta nell’articolo 6, non sarebbe invece interessata da criticità. Il Governo intende confermare il cosiddetto price cap sul prezzo del gas destinato alla produzione di energia elettrica, seguendo il modello già adottato in Spagna e concordato con la Commissione europea. Il tetto previsto è di 58,9 euro per megawattora. L’obiettivo è ridurre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, che in Italia è fortemente condizionato dalle quotazioni del gas, con conseguenti benefici sulle tariffe finali pagate da famiglie e imprese. Il meccanismo prevede che la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il limite stabilito venga rimborsata ai produttori attraverso un onere inserito nelle bollette elettriche. Secondo l’impostazione del provvedimento, il sistema dovrebbe comunque tradursi in un risparmio complessivo per i consumatori. Bollette delle imprese, risparmi attesi ma restano i dubbi Le stime sui benefici del Decreto Bollette bis sono tuttavia differenti. Secondo Confcommercio, il provvedimento potrebbe consentire alle imprese di ridurre le bollette elettriche fino al 10%. L’associazione evidenzia però quanto sia pesante il costo dell’energia per alcune attività economiche: nel terzo trimestre del 2026, la spesa energetica sarebbe aumentata del 133% per i bar, del 68% per gli alberghi e del 67% per le grandi superfici. Più prudente la valutazione del think tank sul clima Ecco, secondo il quale il risparmio effettivo per i consumatori potrebbe fermarsi a circa 1,4 euro al mese. La discussione sul decreto resta quindi aperta, soprattutto per quanto riguarda l’effettiva entità dei benefici economici. Intanto, per gli automobilisti, la prima scadenza è quella del taglio delle accise: da domenica il gasolio rischia di costare di più, anche se il calo delle quotazioni petrolifere potrebbe contribuire a contenere gli aumenti.