Enforcement Legal Misc Smart Road Fuga all’alt della polizia: verso un nuovo reato? Filippo Bisanti 26 March 2026 Cds Italia Safety & Security Sicurezza È stata presentata una proposta di legge che mira a introdurre nel nostro ordinamento un nuovo reato: la fuga a seguito dell’ordine di arrestare la marcia del veicolo o dell’invito a fermarsi impartito dalle Forze dell’ordine.Un’iniziativa che nasce da una constatazione tanto semplice quanto problematica: l’attuale sistema sanzionatorio rischia di premiare chi scappa. Il paradosso dell’attuale disciplina Secondo quanto evidenziato nella proposta, l’art. 192 del Codice della strada, così come oggi formulato, produce un effetto distorsivo.Il conducente che non si ferma all’alt delle Forze dell’ordine risponde, nella maggior parte dei casi, solo di un illecito amministrativo. Ne deriva un paradosso evidente: chi si ferma ha la certezza di essere controllato; chi fugge può invece tentare di sottrarsi ai controlli, subendo al più una sanzione amministrativa. In altri termini, l’ordinamento rischia di rendere più conveniente la fuga rispetto all’obbedienza, con un evidente cortocircuito sul piano della prevenzione e della sicurezza. L’assenza di un reato autonomo Il nodo centrale individuato dalla proposta è proprio questo: manca oggi una fattispecie penale autonoma che punisca la fuga in quanto tale. La conseguenza è che la condotta del conducente che ignora l’alt e si dà alla fuga risulta, di fatto, tollerata o comunque scarsamente disincentivata, salvo che si accompagni a ulteriori comportamenti penalmente rilevanti. Il ruolo (incerto) della giurisprudenza In alcuni casi, la giurisprudenza ha tentato di colmare questo vuoto riconducendo la fuga nell’alveo del reato di resistenza o violenza a pubblico ufficiale, valorizzando il rischio per l’incolumità degli agenti e della collettività. Tuttavia, si tratta di soluzioni interpretative, non sempre omogenee, che affidano ai giudici un delicato compito di ricostruzione del fatto in assenza di una norma chiara, tipica e tassativa. Il risultato è una inevitabile disomogeneità applicativa, con decisioni che possono variare sensibilmente da caso a caso. Il senso della proposta: certezza e deterrenza Se dovesse essere accolta la proposta di legge, si introdurrebbe nel codice penale l’art. 337-ter per cui: “Chiunque, omettendo di fermarsi all’obbligo legittimamente intimato da Ufficiali e/o Agenti di Polizia Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza, si dia alla fuga con modalità tali da mettere in pericolo l’incolumità dei predetti operatori ovvero di altri utenti della strada, è punito con le medesime pene di cui agli artt. 336 e 337 c.p.. Nel caso in cui i fatti di cui al primo comma siano commessi mediante l’utilizzo di veicoli, all’accertamento del reato consegue la confisca del veicolo e, se trattasi di fatti commessi con veicoli a motore, consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Per i fatti di cui ai precedenti commi si applicano le disposizioni in tema di arresto in flagranza differito di cui all’art. 382 bis cpp”. L’introduzione di un reato autonomo avrebbe l’obiettivo di: eliminare l’attuale convenienza della fuga; rafforzare la tutela della sicurezza stradale; garantire maggiore certezza del diritto; ridurre la discrezionalità interpretativa. La fuga non verrebbe più letta come un semplice comportamento elusivo, ma come una condotta penalmente rilevante in sé, idonea a mettere in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica. Sicurezza, legalità e Smart City Nelle Smart City, la sicurezza urbana non è solo tecnologia e videosorveglianza, ma anche regole chiare e coerenti.Un sistema di mobilità intelligente funziona solo se l’obbedienza ai controlli è percepita come un dovere inderogabile, non come un’opzione. La proposta di introdurre un reato di fuga all’alt delle Forze dell’ordine si inserisce in questa prospettiva: una città davvero intelligente non può tollerare zone d’ombra normative, soprattutto quando in gioco vi sono la sicurezza collettiva e l’autorità dello Stato.