Siena, sicurezza stradale: via al piano sfalci 2026 su oltre 4.000 chilometri di banchina

Siena, sicurezza stradale: via al piano sfalci 2026 su oltre 4.000 chilometri di banchina

Per migliorare la sicurezza stradale a Siena prenderà via il pian sfalci: intervento su oltre 4mila chilometri di banchina, durerà 4 mesi

Con l’avvento del mese di maggio a Siena prenderà il via il cosiddetto “piano sfalci 2026” su oltre 4.000 chilometri di banchina. Si tratta di interventi di taglio dell’erba e manutenzione delle banchine lungo tutta la rete viaria di competenza per garantire la massima visibilità agli automobilisti e non solo.

Si tratta di un intervento che coprirà un’estensione di circa 1.550 chilometri di strade provinciali. Essenso eseguito su entrambi i lati e, in diverse zone, con cadenza ciclica, si tratta di uno sfalcio totale che supererà i 4.000 chilometri.

Siena, sicurezza stradale: le parole della Presidentessa della Provincia

Siena, sicurezza stradale: via al piano sfalci 2026 su oltre 4.000 chilometri di banchina

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Nel complesso, il personale della Provincia di Siena si occuperà direttamente di circa 600 chilometri di rete, mentre i restanti 950 sono stati appaltati a ditte esterne specializzate per un’operazine che durerà circa 4 mesi.

Non si tratta di un intervento per il secmplice decoro, ma per impedire che l’eccesso di vegetazione crei pericoli agli automobilisti, limitandone la visibilità. Queste le parole della Presidentessa della Provincia, Agnese Carletti: “Siamo consapevoli che la sicurezza stradale e il decoro ambientale siano precondizioni essenziali per la qualità della vita dei nostri cittadini e per l’accoglienza turistica che rende la nostra provincia un’eccellenza internazionale. Nonostante le sfide finanziarie che gli Enti provinciali affrontano, abbiamo scelto di investire risorse e potenziare i mezzi per garantire risposte concrete e tempestive. Vedere i nostri addetti attivi su oltre 1.500 km di strade è il segno di un’amministrazione che vuole essere vicina a ogni Comune, dalle aree urbane a quelle più periferiche, valorizzando il lavoro del personale interno e la sinergia con le imprese del territorio”.