Smart Road Festival di Sanremo 2026, chiusi due tratti di pista ciclabile: ecco dove Matteo Curci 24 February 2026 Mobility Il Comune di Sanremo, in occasione del Festival 2026, ha scelto di chiudere due tratti della pista ciclabile che collega la città a San Lorenzo Tutto è pronto per il Festival di Sanremo 2026. La kermesse canora sarà l’argomento centrale dell’Italia per cinque giorni: è così da sempre e anche quest’anno non farà differenza. Si parla solo di Sanremo, con la città ligure pronta ad accogliere turisti, cantanti, media, inviati e tutti gli addetti ai lavori. C’è, però, anche un rovescio della medaglia. A Sanremo, in modo inevitabile, cambierà la viabilità e nel piano del Comune è compresa anche la chiusura di due tratti della pista ciclabile. Nel progetto di viabilità, infatti, la mobilità sostenibile sarà, in parte, ridotta. Festival Sanremo 2026, i dettagli sulla chiusura della ciclabile Festival di Sanremo 2026, chiusi due tratti di pista ciclabile: ecco dove LEGGI ANCHE Festival di Sanremo 2026, divieti di sosta e aree riservate: come cambia la viabilità La decisione è stata quella di chiudere due tratti della ciclopedonale che collega San Lorenzo a Sanremo dalle 16 alle 2 da martedì 24 febbraio fino a data da destinarsi. Per garantire il servizio delle navette, infatti, l’amministrazione ha scelto di chiudere la parte della pista per riservarla proprio ai bus che serviranno per il trasporto. Nel tratto di ponente, inoltre, dalle 16 alle 2, l’accesso sarà consentito anche a un numero limitato e controllato di taxi e Ncc. Paolo Pileri, docente di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano, è intervenuto con parole dure sulla questione: Senza neanche un confronto con i cittadini verrà chiusa una pista vanto del turismo sostenibile ligure. Una ciclabile, come un marciapiede, sono beni pubblici al servizio di tutti: scegliere di chiuderla per garantire un servizio privato è problematico. In più, non si sa per quanto tempo questa normativa resterà in vigore e non si sa in base a quale principio. La sostenibilità viene così messa al servizio dello spettacolo, il contrario della transizione. Non importa se chi transiterà per quella strada utilizzerà un’auto elettrica: è come se un reparto di neonatologia diventasse per una settimana un obitorio. Non si capisce perché, quando c’è bisogno, spiagge e parchi diventano sedi di concerti e tutto il mondo della sostenibilità si deve così accodare agli interessi del capitale. Non è accettabile la motivazione che in questo periodo non ci sono ciclisti: nessuno userebbe un cimitero per farci una discoteca