Genova 2030, poche superfici ciclabili e pedonali, troppe auto e incidenti: il dossier Legambiente e Fiab

Genova 2030, poche superfici ciclabili e pedonali, troppe auto e incidenti: il dossier Legambiente e Fiab

Legambiente e Fiab hanno presentato il dossier sulla situazione di Genova in vista degli obiettivi dell’agenda 2030, tra il bisogno di più aree ciclabili e pedonali e la necessità di ridurre il numero di auto e incidenti

Genova e l’agenda 2030: c’è ancora del lavoro da fare. Il capoluogo ligure deve ancora ottenere risultati importanti nell’ambito degli obiettivi di tutela ambientale e di qualità della vita nei centri urbani, oltre che della sicurezza stradale. Lo hanno evidenziato Legambiente Liguria e la Fiab cittadina, che hanno redatto il dossier dal titolo “Genova e il divario 2030 – dove siamo e cosa manca”, che evidenzia che la sesta città d’Italia è ancora indietro rispetto ai livelli posti come traguardo da raggiungere a questo punto del percorso verso l’anno target.

Il dossier, che attinge a dati ufficiali come a quelli Istat e confronta tra loro le città italiane ed europee in base ai vari parametri, ha evidenziato come Genova abbia ancora carenze da vari punti di vista. Si parte intanto dal numero di auto, che sono 47 ogni 100 abitanti, nei quali però sono inclusi anche coloro che non hanno o non possono avere la patente di guida. Un numero elevato, quasi un veicolo ogni due persone, che indica come il capoluogo ligure sia ancora una città a misura di auto. A fronte di un obiettivo 2030 che vorrebbe portare la quota sotto ai 35. 

Una delle dirette conseguenze di questo è anche il numero di incidenti che avvengono a Genova. Legambiente Liguria e Fiab ne contano 8,7 con feriti o vittime ogni 1.000 abitanti. Il target al 2030 è di restare sotto ai 2, tanto per far capire la necessità di ridurre i sinistri stradali. Che può passare per esempio dalle politiche di incentivazione del trasporto pubblico, la cui domanda nella Superba resta ancora molto inferiore all’obiettivo vero il 2030. Il dossier evidenzia che la domanda è di 300 viaggi Tpl pro capite tra i cittadini, mentre dovrebbe arrivare minimo a quota 400. 

La seconda grande conseguenza dell’utilizzo ancora eccessivo dell’auto privata, e del non ricorso al trasporto pubblico, è il livello di inquinamento della città. Genova ha già attivato misure di divieto di circolazione giornaliero per esempio ai diesel Euro 4 nella fascia urbana più centrale. Ma per arrivare a rispettare i target 2030, sottolineano Legambiente e Fiab, c’è bisogno di ridurre del 26% la quantità di biossido di azoto presente nell’aria.

Genova ancora lontana dagli obiettivi 2030, l’assessore Robotti: “Puntare su Zone 30, trasporto pubblico e mobilità dolce”

Genova 2030, poche superfici ciclabili e pedonali, troppe auto e incidenti: il dossier Legambiente e Fiab

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Di pari passo, invece, Genova non ha ancora sufficienti spazi pedonali e ciclabili. E questo incide fortemente anche sul dato degli incidenti con feriti e vittime. Perché, per esempio, un altro dossier presentato sempre da Legambiente Liguria e Fiab Genova ha evidenziato che sull’incidentalità e mortalità degli utenti deboli della strada influisce anche la circolazione di mezzi pesanti per le strade della città. Una circolazione massiccia che ha portato a sinistri stradali, anche a basse velocità, causati principalmente dagli angoli ciechi dei mezzi.

Questo è dovuto agli spazi stretti di Genova e alle sue rare infrastrutture per la logistica pesante. Ma anche perché non ci sono spazi a sufficienza per pedoni e ciclisti. Ci sono solo 8,3 metri quadrati di superficie pedonalizzata ogni 100 abitanti, contro un valore medio di riferimento di 223 mq nelle città più virtuose. La città poi presenta 1,11 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti, a fronte di valore medio di riferimento di 31,5, secondo il dossier Legambiente-Fiab. Un percorso, quindi, su cui la Superba è nettamente indietro.

Ne prende atto l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti, presente alla discussione del dossier.  Commentando i dati che riguardano Genova, l’assessore traccia la linea da seguire:

Potenziare e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico, creare zone 30, strade scolastiche e spazi riservati ai pedoni e alla mobilità dolce, ridurre il traffico e lavorare per l’affermazione di una cultura della sicurezza stradale, rientrano in una strategia complessiva per migliorare concretamente la vita quotidiana delle cittadine e dei cittadini genovesi, grazie agli enormi benefici attesi in termini sanitari e sociali, ecologici ed economici. Un obiettivo che porteremo avanti in maniera trasparente e condivisa con associazioni e comunità territoriali, mettendo sempre al primo posto l’interesse pubblico

Genova in effetti ha già progettato di introdurre almeno una Zona 30 in ognuno dei 9 Municipi. Modalità che ha scelto di percorrere per incentivare la pedonalizzazione e la sicurezza degli utenti deboli, al pari delle future “strade scolastiche”. La necessità però è anche quella di trovare spazi per piste ciclabili, aumentandone il chilometraggio. Si tratta di una sfida per una città come il capoluogo ligure, che ha davvero una superficie disponibile ridotta.

In sede di presentazione del dossier Legambiente-Fiab una proposta è arrivata dal Gaslini Green Team, su uno dei nodi più sensibili della città: la connessione ciclabile protetta da Corso Italia all’Ospedale pediatrico Gaslini e poi fino a Nervi. Con particolare attenzione alla sicurezza presso istituti scolastici e sanitari. Alessia Franceschi, rappresentante del team, ha chiesto

la realizzazione di una pista ciclabile continua e protetta da Corso Italia fino a Nervi, con priorità al collegamento diretto con l’Istituto Giannina Gaslini. Non si tratta di un’opera simbolica, ma di un’infrastruttura necessaria per garantire un accesso sicuro e dignitoso a dipendenti, pazienti, famiglie e utenti che scelgono la bicicletta per raggiungere l’ospedale