Smart Road Genova, Tunnel Subportuale: nessuna uscita intermedia nel progetto. Fondi e Sopraelevata i nodi da sciogliere: la situazione Francesco Ton... 09 March 2026 Mobility Tunnel Subportuale di Genova, si riaprono le discussioni sul progetto che non prevede alcuna uscita intermedia, che andrebbe a intercettare la Sopraelevata. E servirebbero nuovi fondi per realizzarla Il Tunnel Subportuale è tornato ad accendere dibattiti e polemiche a Genova. Solo pochi giorni fa a San Benigno è entrata in funzione la nuova galleria che permetterà di spostare lì la circolazione ferroviaria, per fare spazio agli scavi della talpa meccanica. Ma ora si ritorna a parlare del tracciato. E in particolare delle eventuali uscite intermedie del percorso che dalla foce del Bisagno arriverebbe proprio a San Benigno. A sollevare la questione è stata la riunione in Sala Rossa in Comune, dove si è presentato il subcommissario dell’infrastruttura Carlo De Simone, insieme al direttore investimenti di Aspi Alberto Selleri. I due hanno spiegato che, quando Autostrade ha pubblicato il bando di gara il 27 gennaio 2026 per realizzare il Tunnel Subportuale (spesa da quasi un miliardo di euro), non ha previsto nel programma dei lavori la realizzazione dell’uscita di via delle Casaccie e di via Madre di Dio, per esempio. L’infrastruttura, così come prevista dalla gara di appalto che si concluderà il 24 marzo, avrebbe solamente un’entrata e un’uscita. Anche se, nel disegno originario del 2022, era stata caldeggiata l’ipotesi di una specie di svincolo intermedio, per favorire l’ingresso in centro per chi proviene, per esempio, da Sampierdarena. Ma questo non fa parte del bando pubblicato da Aspi e questo apre nuovi interrogativi. Genova, nodo fermate intermedie del Tunnel Subportuale, Silvia Salis: “Senza quelle l’opera perde parte dell’utilità” Genova, Tunnel Subportuale: nessuna uscita intermedia nel progetto. Fondi e Sopraelevata i nodi da sciogliere: la situazione LEGGI ANCHE Micromobilità, anima umana nelle regole per i monopattini La problematica principale di eventuali fermate intermedie tra Foce e San Benigno sta nella presenza della Sopraelevata. Secondo De Simone la realizzazione di uno o più svincoli andrebbe in contrasto con le rampe della Aldo Moro, per esempio. Dunque una delle due infrastrutture potrebbe escludere l’altra. E questo riporta in auge la questione su cosa fare dell’iconica strada che passa sopra il Porto Antico, soprattutto una volta che il Tunnel Subportuale sarà realizzato. Un’altra criticità di eventuali fermate intermedie riguarda il patrimonio Unesco e i siti protetti, che potrebbero risentire di interventi della portata necessaria a uno svincolo. E questo potrebbe risultare un ostacolo all’approvazione architettonica dell’opera. Forse anche per questo nella gara d’appalto è stato bandito solo il Tunnel dritto per dritto e le opere di cantiere direttamente connesse. Nessuno teoricamente escluderebbe una futura realizzazione di una fermata intermedia, eventualmente con un altro bando di gara. Ma questo significherebbe che servono altri fondi per realizzarla, perché non è inclusa nel budget da quasi un miliardo di euro che Aspi ha messo in palio per chi si candida a costruire la galleria sottomarina. Dunque, se Genova volesse anche uno svincolo a metà percorso, dovrà reperire nuovi finanziamenti per farlo. Posto che il Tunnel Subportuale ora è finanziato da Autostrade come opera di compensazione del crollo del Ponte Morandi. Si tratta dunque di una questione complessa ma urgente, che ha spinto la sindaca Silvia Salis a chiedere un tavolo di confronto il prima possibile a Marco Bucci, presidente della Regione Liguria e commissario del Tunnel Subportuale. Senza fermate intermedie, spiega la nota della prima cittadina, potrebbe venir meno parte dell’utilità dell’opera, il cui scopo è velocizzare i collegamenti tra la parte più a Levante e quella a Ponente del Porto, decongestionando le vie attualmente presenti.