Anziani e rinnovo della patente, tra sinistrosità e problema sociale

Anziani e rinnovo della patente, tra sinistrosità e problema sociale

Anziani. L’ultimo caso di cronaca è di poche settimane fa.

Il 27 gennaio scorso, sull’A28, nei pressi di Portogruaro, complice, probabilmente, una fitta nebbia che rendeva la visibilità, già limitata dal buio, pressoché inesistente, un anziano alla guida del suo veicolo ha guidato per oltre cinque chilometri contromano.

Per fortuna questa gravissima violazione, grazie anche all’immediato intervento di una pattuglia della polizia stradale, non ha assunto i contorni della tragedia, al contrario della scorsa estate quando sono stati più di uno gli incidenti stradali con il diretto coinvolgimento di conducenti anziani, la cui clamorosa disattenzione alla guida ha determinato dei sinistri con purtroppo morti e feriti.

Il caso più eclatante è stato quello dello scorso 27 luglio, quando un ultraottantenne ha percorso diversi chilometri sull’autostrada Milano-Torino contromano, fino all’epilogo più drammatico.

Nel tratto compreso tra Novara Est e Marcallo Mesero l’autovettura guidata dall’anziano si è scontrata frontalmente con un veicolo che procedeva nel giusto senso di marcia.

L’esito è stato il peggiore possibile.

Nello scontro sono morti non solo l’anziano ma anche tre dei quattro occupanti dell’altra vettura.

Quattro morti, triste eredità di un comportamento messo inconsciamente in atto dall’uomo che ha preso involontariamente contromano il tratto autostradale.

Perché sia chiaro, casi come quello dello scorso luglio ma anche altri simili, sono il prodotto della distrazione, di una temporanea confusione mentale, di un calo della concentrazione di conducenti piuttosto anziani che, fino al tragico epilogo, sono fermamente convinti di guidare in massima sicurezza.

Il fenomeno in dati

La guida contromano su strade e autostrade è una tipologia di violazione non così marginale come si possa immaginare.

Nel 2024, dati ISTAT, sono stati 110 i sinistri stradali riconducibili alla circolazione contromano sulle strade italiane di cui 33 sulle autostrade.

Quanto alle conseguenze umane i dati sono allarmanti: 20 vittime e 180 feriti.

Nello specifico va sottolineato come il 13.6% dei conducenti che guidavano contromano era sopra i 65 anni, una percentuale apparentemente minima ma non se analizzata in base alle conseguenze.

Quando, infatti, a condurre un veicolo contromano sono gli anziani, il numero dei morti è nettamente maggiore rispetto a quei sinistri in cui alla guida c’erano conducenti più giovani, difformità probabilmente spiegabile con la minore capacità di reagire di un over settanta.

Numeri simili si registrano anche nel 2025, nonostante i dati non siano ancora del tutto completi.

Nel periodo gennaio-luglio 2025 sono stati 59 gli incidenti sulle strade italiane, di cui 22 su autostrade ed extraurbane principali dovuti alla circolazione contromano; di questi 7 hanno avuto esito mortale con 10 decessi e 108 feriti.

Meritevole di attenzione è ancora una volta la percentuale dei conducenti anziani che procedendo contromano ha causato dei sinistri mortali, pari al 57%, un dato non certo trascurabile.

Cosa prescrive il codice della strada per il rinnovo della patente agli anziani

Il vigente codice della strada nell’ambito del rinnovo della patente di guida non prevede particolari differenze per i conducenti anziani, se non per la durata della conferma della validità che varia in relazione all’età del richiedente e della patente posseduta o da prendere.

L’articolo 126 del codice della strada, infatti, statuisce che, ad esempio, per la patente B la categoria più diffusa (ma tale norma vale anche per la AM, la A, la A2, la A, la B1 e la BE), dai settant’anni in poi il rinnovo debba essere effettuato ogni 3 anni, limite che si abbassa a 2 anni dopo gli ottant’anni d’età. Di fatto, un soggetto, qualora rispettasse i requisiti psicofisici per l’idoneità alla guida di un veicolo a motore, potrebbe ottenere il rinnovo della patente sine die, un ostacolo, oggettivamente, non insormontabile.

Il via libera del medico si basa sul possesso di parametri psicofisici di cui una persona anziana, in discreto stato di salute, normalmente gode.

La tecnologia per testare l’idoneità alla guida    

Ancor prima della cronaca, funestata da non pochi drammatici casi, è la logica, il comune buon senso a dover prevedere nel caso di rinnovo della patente da parte di una persona con più di settant’anni degli accertamenti più specifici rispetto a quelli solitamente previsti e questo perché una persona anziana da un punto di vista fisico e psicologico non può essere considerata alla stregua di un quarantenne o, peggio ancora, di un ventenne.

Chiunque frequenti una persona molta anziana, in particolare un over ottanta, potrà facilmente constatare come anche il soggetto più in forma possibile manifesti delle difficoltà motorie e talvolta cognitive che pur in fase embrionale e non necessariamente invalidanti, possono rappresentare un problema nel momento in cui il soggetto si pone alla guida.

Per un anziano situazioni quali un inconveniente improvviso o un elemento perturbante, anche non per forza di grave entità, durante la guida, possono determinare una generale forma di tensione o, peggio ancora, veri e proprio stati di ansia che non è detto che sappia adeguatamente fronteggiare con la lucidità e la prontezza d’azione che la situazione richiederebbe.

Ma la reazione a simili circostanze dalle imponderabili conseguenze potrebbero essere testate in modo semplice e al tempo stesso proficuo, utilizzando appieno la tecnologia. Si tratterebbe, in buona sostanza, di ricreare virtualmente, utilizzando ad esempio dei simulatori di guida, una serie di imprevisti, (una manovra da compiere improvvisamente, la foratura di uno pneumatico) constatando immediatamente non solo l’eventuale insorgenza di ansia o addirittura panico ma anche la capacità dell’anziano di affrontare la situazione improvvisa.

Stressare, seppur virtualmente, un conducente, non necessariamente anziano, tali strumenti tecnologici potrebbero essere utilizzati per tutti i candidati all’esame della patente, significherebbe spostare la questione dall’ambito puramente normativo a quello primario della sicurezza stradale.

Non solo tecnologia ma anche psicologia

La questione anziani alla guida, tuttavia, non può essere affrontata solo da un punto di vista legale e procedurale.

Per una persona anziana, in particolare per un over 80, avere la patente equivale a mantenere una porzione di autonomia.

E rivendicare una certa indipendenza, poter ancora conservare una certa libertà nell’assolvimento di pratiche comuni e quotidiane, come fare la spesa o andare a trovare qualcuno senza, necessariamente, chiedere aiuto ai propri parenti.

Non solo questo, però.

Per un anziano rinnovare la patente di guida assume una rilevanza ben maggiore rispetto al mero superamento di un esame psicofisico.

Dietro quell’agognato rinnovo c’è la certificazione ufficiale che è in grado ancora di badare a sé stesso, che non deve essere considerato un peso.

Per questo gli anziani difendono il loro diritto a poter ancora guidare, specie quando intorno a loro più di qualcuno ipotizza la possibilità di una rinuncia a guidare.

Raramente un anziano approda volontariamente a una simile decisione, non percependo il guidare come un rischio per lui e per la collettività.

Anziani alla guida, tra autonomia personale e necessità di controlli più rigorosi

Per molti over 70 la patente rappresenta indipendenza e dignità, motivo per cui la rinuncia è spesso vissuta come una perdita e raramente avviene spontaneamente.

L’overconfidence porta molti anziani a sopravvalutare le proprie capacità, rendendo difficile accettare eventuali limitazioni.

Per questo il rinnovo della patente dovrebbe prevedere un doppio percorso.

Da un lato verifiche tecnologiche più accurate, come simulatori capaci di testare reazioni e gestione dell’ansia.

Dall’altro un supporto psicologico che aiuti a comprendere i propri limiti senza vissuti di fallimento, rendendo meno traumatico un eventuale esito negativo e migliorando la sicurezza stradale.

Maurizio Carvigno