Smart Road Italia, nuovo operatore francese per l’alta velocità, ma Rfi denuncia: treni troppo alti per le gallerie Francesco Ton... 13 March 2026 Nuovo capitolo dei treni ad alta velocità in Italia per l’ingresso del nuovo operatore francese, Rfi osserva che i convogli Sncf sono troppo alti per transitare in alcune gallerie Prosegue il braccio di ferro tra Rete Ferroviaria Italiana e Sncf, l’operatore francese che dovrebbe entrare nel 2027 come terzo attore protagonista dell’alta velocità nel nostro Paese, insieme a Trenitalia e Italo. L‘Antitrust recentemente ha dato il via libera e costretto Rfi a rivedere i piani di assegnazione delle linee, così da garantire per 10 anni almeno 18 fasce orarie per il nuovo concorrente. Che potrebbe quindi portare maggiori benefici ai consumatori italiani che volessero spostarsi in treno. Ma la partita non è ancora chiusa. Perché Rfi ha avanzato nuove osservazioni e rimostranze. Che partono dalla tipologia di treni che Sncf ha intenzione di immettere in circolazione sui binari dell’alta velocità italiana. Si tratta del Tgv, un treno a due piani che potrà procedere a 320 chilometri orari, che l’operatore francese punta a introdurre in Italia da settembre 2027, partendo da 15 convogli. Il problema, ravvisato da Rfi, è che questo mezzo è alto 4 metri e 33 centimetri, contro i 4 di Trenitalia e Italo. Il che renderebbe rischioso il suo transito in centinaia di gallerie delle ferrovie italiane, molte delle quali costruite nell’Ottocento. Italia, alta velocità, Rfi: treni di Sncf troppo alti per le gallerie. L’Art respinge l’obiezione, ma il Tar Piemonte l’accoglie Italia, nuovo operatore francese per l’alta velocità, ma Rfi denuncia: treni troppo alti per le gallerie LEGGI ANCHE Italia, stallo sulle energie rinnovabili: il 70% dei progetti è bloccato. Il report Legambiente La criticità non emergerebbe sulle linee dell’alta velocità, in quanto i tunnel sono costruiti appositamente per i treni che effettuano queste tratte. Ma, rileva Rfi, in caso di situazioni di emergenza alcuni convogli sarebbero fatti deviare su linee regionali, la cosiddetta “Linea convenzionale affiancata”. Sulla quale non si può garantire un’altezza sufficiente per le gallerie. Rfi ha presentato quest’osservazione all’Autorità di Regolazione Trasporti, che ha il compito di arbitrare in questioni di questo tipo. L’Art ha però espresso parere contrario alle obiezioni del gestore della rete italiana, soprattutto perché risulterebbe escludere dall’ingresso nel mercato un potenziale nuovo attore che permetterebbe una maggiore concorrenza. Ma Rfi non si è arresa e ha presentato ricorso al Tar della Regione Piemonte, che ha deciso di dare parzialmente ragione al ricorrente. La decisione dell’Autorità di Regolazione Trasporti, secondo il tribunale amministrativo, non risulta adeguatamente motivata, secondo quanto ha riportato La Repubblica. Il che significa che l’Art dovrà motivare meglio la decisione di bocciare le osservazioni di Rete Ferroviaria italiana, per poter dare un ulteriore via libera all’ingresso del Tgv di Sncf nell’alta velocità italiana.