HumanX Legal Smart Road Welfare e segretari comunali, ARAN apre all’uso dello 0,80% ma senza legami con la performance Laura Biarella 22 March 2026 Italia ARAN segretari comunali, via libera al welfare, ma con regole precise Gli enti locali possono destinare anche al welfare le risorse pari allo 0,80% del monte salari 2021 previste dall’art. 40 del CCNL Area Funzioni Locali 2022-2024, sottoscritto il 23 febbraio 2026. Il chiarimento arriva da ARAN, che conferma la possibilità di utilizzare tali somme, in tutto o in parte, per finanziare interventi di welfare a favore dei segretari. Si tratta di risorse obbligatoriamente previste dal contratto nazionale, che gli enti devono quindi considerare nella propria programmazione. Chi decide la destinazione delle risorse La scelta sull’utilizzo delle risorse spetta all’ente, che può decidere se orientarle verso il welfare oppure verso altre finalità previste dal contratto. Tuttavia, non si tratta di una decisione unilaterale completa. I criteri di utilizzo delle somme destinate al welfare devono infatti essere definiti nell’ambito della contrattazione integrativa, come previsto dal CCNL. In sintesi: l’ente decide se destinare le risorse al welfare; la contrattazione decentrata stabilisce come distribuirle. Stop al collegamento con la valutazione del segretario Un punto particolarmente rilevante riguarda il rapporto tra welfare e performance. L’ARAN chiarisce che le somme erogate sotto forma di welfare non possono essere collegate alla valutazione del segretario. Questo perché, nella pubblica amministrazione, non si applicano le norme del settore privato che consentono la conversione dei premi di risultato in welfare. Ne consegue che: il welfare non può essere utilizzato come incentivo individuale legato alla performance; deve mantenere una natura distinta rispetto ai sistemi di valutazione. Cosa cambia per gli enti locali Il chiarimento ha implicazioni operative immediate per Comuni e Province. Gli enti dovranno infatti: valutare se destinare una quota dello 0,80% al welfare; attivare la contrattazione integrativa per definirne i criteri; costruire piani di welfare coerenti con i vincoli del pubblico impiego. Si rafforza quindi il ruolo del welfare come leva organizzativa, ma entro un quadro normativo che ne limita l’utilizzo come strumento premiale. Il quadro in sintesi Secondo ARAN: le risorse dello 0,80% possono finanziare il welfare, la decisione spetta all’ente, i criteri vanno definiti in contrattazione integrativa, nessun collegamento con la valutazione del segretario.