Tech Enforcement Legal Smart Road Londra punta a strade a zero morti entro il 2041: il nuovo Piano Vision Zero con 43 azioni concrete Laura Biarella 23 March 2026 AI Extra UE Mobility News&Trend Safety & Security Sicurezza Il sindaco Sadiq Khan e Transport for London lanciano il secondo Piano d’Azione Vision Zero: telecamere AI per i conducenti pericolosi, 1.000 nuovi attraversamenti pedonali e una rete ciclabile che raggiungerà il 55% dei londinesi entro il 2035. Londra ha reso le sue strade più sicure più rapidamente di New York, Parigi, Roma e di ulteriori 12 capitali mondiali. Ora alza ulteriormente l’asticella: entro il 2041, nessuno dovrà più perdere la vita sulle strade della capitale britannica. È questo l’obiettivo del secondo Piano d’Azione Vision Zero, presentato venerdì 13 marzo 2026 dal sindaco Sadiq Khan insieme a Transport for London (TfL), Metropolitan Police Service e ai 33 distretti londinesi. Che cos’è Vision Zero e perché Londra è un pattern globale? Vision Zero è una strategia di safety road originata in Svezia negli anni Novanta e nell’attualità adottata da numerose città nel mondo. Il pillar è che nessuna morte sulle strade è accettabile né inevitabile: ogni decesso è il risultato di un fallimento del sistema che può essere prevenuto tramite infrastrutture migliori, regolamentazione più efficace e tecnologie innovative. Londra ha abbracciato questo approccio nel 2018 col primo Piano d’Azione Vision Zero. I risultati sono stati misurabili: nel 2024 il numero di persone uccise o gravemente ferite è stato inferiore del 24% rispetto al timelapse 2010-2014, con 1.162 vittime in meno. Si tratta del dato più basso mai registrato nella storia della città al di fuori degli anni della pandemia. I dati provvisori del 2025, secondo TfL, eguagliano questo risultato storico. “Sono orgoglioso dei progressi compiuti finora per salvare vite umane nell’ambito del mio progetto Vision Zero, che ha permesso di rendere le nostre strade più sicure più rapidamente rispetto al resto del Paese e a capitali internazionali di pari livello come New York e Parigi. Tuttavia, ogni decesso o grave infortunio sulle nostre strade è inaccettabile”, Sadiq Khan, Sindaco di Londra Le 43 azioni del nuovo Piano: cosa cambierà concretamente? Il secondo piano quinquennale definisce 43 misure operative prioritarie, selezionate sulla base di evidenze scientifiche e analisi dei sinistri. Tra le più significative: Telecamere AI anti-infrazioni Sperimentazione con la Polizia Metropolitana di telecamere con AI per rilevare l’utilizzo del cellulare alla guida e mancato uso delle cinture. 1.000 nuovi attraversamenti Entro il 2031 saranno realizzati 1.000 nuovi attraversamenti pedonali, a strisce e semaforizzati, lungo percorsi scolastici e fermate bus. Rete ciclabile al 55% La percentuale di londinesi entro 400 m da una pista ciclabile sicura si eleverà dal 29% del 2025 al 55% entro il 2035. 200 nuove School Streets Ulteriori 200 “School Streets” entro il 2030, per un totale di 1.000: strade scolastiche chiuse al traffico nelle ore di entrata e uscita. Limiti a 20 miglia orari (mph) estesi Almeno 65 km della rete stradale TfL avranno limiti di velocità più sicuri; il limite 20 mph dimezza le vittime gravi tra i bambini. Bus con ISA al 100% Entro il 2031 l’intera flotta di autobus londinesi sarà equipaggiata con il sistema Intelligent Speed Assist (ISA). 20 nuove telecamere fisse Modernizzazione della rete di controllo con almeno 20 nuove postazioni e tecnologie adattabili a future esigenze di enforcement. SUV sotto la lente Valutazione specifica sui rischi dei veicoli di grandi dimensioni, più presenti sulle strade londinesi e con maggiori probabilità di causare vittime gravi. Risultati già ottenuti, numeri che parlano Dal 2015, si stima che siano stati evitati 262 decessi sulle strade londinesi grazie all’azione congiunta del sindaco, di TfL e dei partner Vision Zero. Un dato che Londra confronta favorevolmente con New York, Parigi, Bruxelles, Varsavia, Dublino, Montreal, Barcellona, Roma e Lisbona. L’introduzione dello Standard di Visione Diretta (DVS) per i mezzi pesanti, sistema che valuta la visibilità dal posto di guida su una scala da 0 a 5, ha ridotto in media di sei all’anno i decessi di pedoni, ciclisti e motociclisti coinvolti in collisioni con camion e autoarticolati. Sul fronte della ciclabilità, la rete di percorsi sicuri è stata quadruplicata dal 2016, arrivando a 430 km. Il numero di spostamenti in bicicletta è cresciuto del 39% rispetto al 2010–2014, mentre il rischio di essere uccisi o gravemente feriti in bici si è ridotto del 23% nel medesimo timelapse. Dato chiave per i decisori pubblici: L’introduzione dei limiti di velocità a 20 miglia orarie sulle strade dei distretti londinesi ha portato al 34% in meno di persone uccise o gravemente ferite e al 50% in meno di bambini vittime di sinistri gravi su quelle strade (Fonte: TfL Research 2025). Coalizione che guida il piano, non solo TfL Highlight distintivo di Vision Zero London è la sua architettura istituzionale. Il piano non è gestito da un singolo ente, bensì da una coalizione operativa che include Transport for London, il Metropolitan Police Service, il London Ambulance Service, la London Fire Brigade e i 33 distretti municipali. Nell’ambito del nuovo piano sarà creato un team londinese dedicato alla riduzione dei pericoli stradali (London Road Danger Reduction Team), che concentrerà l’attività sulle condotte più pericolose: eccesso di velocità, uso del cellulare alla guida, guida sotto l’effetto di droghe o alcol, guida senza assicurazione o patente. “Londra ha compiuto progressi concreti nella riduzione dei pericoli stradali, salvando vite umane in tutta la città. Tuttavia, non possiamo accettare che sia inevitabile che qualcuno perda la vita mentre si sposta nella capitale”, Lilli Matson, Chief Safety Officer, Transport for London Thech al servizio della safety road, l’IA sulle strade londinesi Una delle novità più rilevanti del piano 2026 è l’introduzione sistematica dell’AI nel check del traffico. TfL collaborerà con la Polizia Metropolitana per testare telecamere AI in grado di riconoscere in tempo reale i conducenti che usano il telefono o non indossano le cinture di sicurezza, nonché per rilevare targhe illegali. Parallelamente, si investirà in tecnologie avanzate per i test antidroga su strada, rispondendo a un trend preoccupante registrato negli ultimi anni. TfL vede in questo piano anche un’occasione per allineare la propria strategia con quella del governo nazionale britannico, che controlla molte delle leve più importanti in materia di sicurezza stradale. Domande frequenti, Vision Zero Londra 2026 Quando è stato lanciato il secondo Piano d’Azione Vision Zero di Londra? Il secondo Piano d’Azione Vision Zero di Londra (VZAP2) è stato presentato ufficialmente venerdì 13 marzo 2026 dal sindaco Sadiq Khan insieme a Transport for London (TfL) e Metropolitan Police Service. Qual è l’obiettivo finale di Vision Zero Londra? L’obiettivo di Vision Zero Londra è eliminare completamente i morti e i feriti gravi sulle strade della capitale britannica entro il 2041. Quante vite ha già salvato Vision Zero a Londra? Dal 2015 si stima che siano stati evitati 262 decessi sulle strade londinesi grazie alle azioni del programma Vision Zero. Nel 2024 le vittime gravi sono diminuite del 24% rispetto al periodo 2010–2014. Cosa sono le School Streets di Londra? Le School Streets sono strade adiacenti alle scuole che vengono chiuse al traffico motorizzato durante gli orari di entrata e uscita scolastica, permettendo a bambini e ragazzi di muoversi a piedi o in bicicletta in sicurezza. Il piano prevede di portarle a 1.000 entro il 2030. Cosa significa per le altre città europee, e per l’Italia? Il pattern londinese risulta rilevante ben oltre i confini del M25. In Italia, dove ogni anno si registrano circa 3.000 morti sulle strade, città quali Milano, Roma e Bologna stanno esplorando approcci simili. Il Piano Vision Zero di Londra comprova che risultati concreti si ottengono con una combinazione di tre elementi: infrastrutture fisiche (percorsi sicuri, attraversamenti, limiti di velocità), enforcement tecnologico (telecamere, AI, standard di sicurezza per i veicoli), governance multi-stakeholder (polizia, trasporti pubblici, comuni). Per le città che intendono avvicinarsi alla filosofia Vision Zero, il piano londinese offre un manuale operativo dettagliato: 43 azioni verificabili, indicatori misurabili, deadline precise e una chiara catena di responsabilità istituzionale. Non un libro dei sogni, bensì un programma di governance della mobilità urbana del futuro.