Sesso e italiani, tra digitalizzazione e stereotipi. Il report Censis

Sesso e italiani, tra digitalizzazione e stereotipi. Il report Censis

Il Rapporto Censis Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali, presentato il 24 marzo, fotografa un Paese che sperimenta più di ieri, ma che continua a vivere la sessualità soprattutto all’interno di relazioni stabili. Crescono le pratiche online, aumentano i partner nel corso della vita, si diffonde una maggiore fluidità identitaria. Restano contraddizioni profonde sul tema del consenso e della percezione della violenza.

Sessualità degli italiani tra stabilità e sperimentazione

L’Italia del 2026 racconta una sessualità più complessa, più digitale e più libera rispetto al passato, ma ancora fortemente ancorata alla coppia stabile.

Secondo il Censis, l’80,4% degli italiani tra i 18 e i 60 anni ha rapporti esclusivamente con il partner stabile, mentre solo il 12% vive la sessualità con partner occasionali e il 6,2% alterna relazione stabile e incontri sporadici.

Un dato che sorprende, considerando che negli ultimi 25 anni la vita sessuale degli italiani si è ampliata e diversificata:

  • tra le donne, le esperienze con 6 o più partner sono passate dall’8,4% del 2000 al 21,8% nel 2025;
  • tra gli uomini, la quota è rimasta stabile ma elevata: 33,7% nel 2025.

La sperimentazione cresce anche nelle pratiche: i rapporti a tre o più persone, dichiarati dallo 0,7% delle donne nel 2000, arrivano al 6,8% nel 2025; tra gli uomini il salto è dal 3,2% al 20,1%.

Vita sessuale: frequenza, durata e soddisfazione

Dal documento emerge che gli italiani vivono la sessualità con ritmi molto diversi:

  • il 29,9% degli adulti tra 18 e 60 anni è “attivo” (2-3 volte a settimana),
  • il 27,3% dei giovani 18-34 anni è “regolare” (una volta a settimana),
  • l’8,5% degli adulti e il 6,4% dei giovani si definisce “astinente”.

La durata media dei rapporti (preliminari inclusi) si concentra tra i 6 e i 30 minuti, con il 44% che indica la fascia 16–30 minuti.

Sul piano emotivo, la stabilità paga:

  • il 68,9% delle persone in coppia stabile è soddisfatto della propria vita sessuale,
  • tra i single la soddisfazione scende al 29,8%.

Sesso online: social, sexting e pornografia

La digitalizzazione della sessualità è ormai un dato strutturale.
Il 32,5% degli italiani ha conosciuto partner sessuali tramite social media.

Tra i giovani 18-34 anni:

  • il 43,4% pratica sexting,
  • il 31,2% invia immagini pornografiche,
  • il 28,3% pratica masturbazione a distanza,
  • il 15,9% si riprende durante i rapporti.

Il porno resta un elemento centrale:

  • lo guarda da solo il 59,3% degli italiani,
  • tra gli uomini la quota sale al 76,6%,
  • il 38,9% ritiene che i porno “insegnino qualcosa” e migliorino la propria sessualità.

Consenso, tra consapevolezza e stereotipi

Il tema del consenso mostra luci e ombre.
Il 66,1% degli italiani ritiene sempre possibile capire quando una donna non desidera un rapporto sessuale.

Ma quasi la metà della popolazione (47%) pensa che abbigliamento, alcol o droghe possano “esporre le donne al rischio di violenza sessuale”.

Una contraddizione che evidenzia quanto la cultura del consenso sia ancora fragile, nonostante una maggiore sensibilità pubblica.

Identità di genere e orientamenti, cresce la fluidità

Il 16,3% degli italiani non si riconosce in un’identità di genere netta e binaria.
La percentuale sale al 21,9% tra i giovani.

Tra chi conosce i movimenti LGBTQIA+:

  • il 58,3% li considera importanti per la lotta alle discriminazioni,
  • il 75,7% ritiene che in Italia ci siano ancora troppe discriminazioni verso persone non cisgender o non eterosessuali.

Informazione sessuale, tra conoscenze e false credenze

Il documento Censis mostra anche un quadro preoccupante sulle conoscenze di base:

  • il 41,5% delle donne e il 76,6% degli uomini guarda porno da solo,
  • il 20,2% delle donne e il 17,6% degli uomini crede che “con le mestruazioni sia impossibile rimanere incinta”,
  • il 10,9% pensa che la pillola anticoncezionale possa causare infertilità,
  • il 35,4% ritiene che la pillola protegga dalle infezioni sessualmente trasmissibili (falso).

Questi dati confermano la necessità di una maggiore educazione sessuale, scientifica e accessibile.

Un Paese che cambia, tra libertà e contraddizioni

Il nuovo Rapporto Censis restituisce un’Italia che vive la sessualità con maggiore libertà, più partner, più sperimentazione e una forte componente digitale.
Ma allo stesso tempo emerge un bisogno di stabilità, di relazione e di sicurezza emotiva.

La sessualità degli italiani nel 2026 è un equilibrio complesso: più aperta, più fluida, più connessa, ma ancora profondamente legata alla coppia e attraversata da stereotipi difficili da scardinare.

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