Corte dei conti Lombardia, sì all’incentivo tecnico al direttore dell’esecuzione anche nelle società miste

Corte dei conti Lombardia, sì all’incentivo tecnico al direttore dell’esecuzione anche nelle società miste

Incentivo tecnico al direttore dell’esecuzione, La Sezione regionale chiarisce: l’art. 45 del Codice dei contratti si applica anche agli affidamenti a società miste pubblico‑private.

La Corte dei conti della Lombardia, con la deliberazione n. 101/2026/PAR depositata il 17 marzo 2026, ha sciolto un nodo interpretativo rilevante per i Comuni: il direttore dell’esecuzione del contratto può percepire l’incentivo tecnico previsto dall’art. 45 del d.lgs. n. 36/2023 anche quando il servizio pubblico locale è affidato a una società mista pubblico‑privata.

Una decisione che incide direttamente sulla gestione dei servizi locali, sulla programmazione finanziaria degli enti e sull’organizzazione delle strutture tecniche interne.

Quesito del Comune

Il Sindaco di un Comune lombardo aveva chiesto alla Corte se fosse possibile riconoscere l’incentivo al direttore dell’esecuzione nel caso di affidamento del servizio a una società mista, richiamando due ostacoli normativi:

  • l’art. 174, comma 4, del Codice dei contratti, che rinvia al TUSP per il PPP istituzionalizzato;
  • l’art. 17 del TUSP, che disciplina la gara a doppio oggetto per la scelta del socio privato.

Il Comune richiamava inoltre precedenti della stessa Sezione e pareri ANAC che escludevano l’incentivo negli affidamenti diretti alle società in house, in quanto attività svolte “in autoproduzione”.

Richiamo ai precedenti è fuorviante

La Sezione chiarisce che i precedenti citati dal Comune riguardavano solo le società in house, dove manca la terzietà e non vi è gara.

Nel documento si legge infatti: “Si sostanziano delle attività svolte in autoproduzione dalla società in house […] che precludono l’erogazione delle misure”

La società mista, invece, non è autoproduzione: richiede una gara pubblica a doppio oggetto, con applicazione combinata di TUSP, Codice dei contratti e d.lgs. n. 201/2022 sui servizi pubblici locali.

Perché l’incentivo è ammissibile nelle società miste

La Corte ricostruisce l’intero quadro normativo, evidenziando che:

  • la società mista è un partenariato pubblico‑privato istituzionalizzato, con gara obbligatoria;
  • l’affidamento del servizio resta soggetto alle norme del Codice dei contratti, salvo specifiche esclusioni;
  • l’art. 45 del Codice si applica a tutte le procedure di affidamento, non solo agli appalti, come chiarito anche dalla Relazione al Codice.

La Sezione afferma: “In caso di affidamento di un servizio economico di interesse generale ad una società mista […] trovano applicazione […] anche l’articolo 45”.

E conclude: “Al direttore dell’esecuzione […] può essere riconosciuto l’incentivo previsto e disciplinato dall’articolo 45 del d.lgs. n. 36/2023”.

Ruolo del direttore dell’esecuzione

La Corte dedica un passaggio notevole alla funzione del direttore dell’esecuzione, definendolo: “snodo cruciale del ciclo dell’appalto […] incaricato di presidiare la fase esecutiva, il coordinamento, la direzione e il controllo tecnico‑contabile”.

Una figura quindi essenziale anche negli affidamenti a società miste, dove il controllo pubblico deve restare forte e documentato.

Impatto finanziario e limiti di spesa

La Corte ricorda che:

  • l’incentivo non può superare il 2% dell’importo posto a base di gara;
  • deve essere previsto in un atto generale dell’ente;
  • la ripartizione interna deve essere definita in un atto negoziale;
  • vige la clausola di invarianza finanziaria: nessun nuovo onere per la finanza pubblica.

Perché la decisione è rilevante per i Comuni

La pronuncia ha un impatto diretto su:

Programmazione dei servizi pubblici locali

Gli enti possono affidare servizi a società miste senza perdere la possibilità di riconoscere incentivi tecnici.

Organizzazione interna

Il personale tecnico può essere valorizzato anche in modelli di gestione complessi.

Equilibri di bilancio

Gli incentivi devono essere coperti con risorse già disponibili, senza aumenti di spesa.

La Corte dei conti Lombardia conferma il principio secondo cui la società mista non è un affidamento “interno” e quindi non impedisce l’applicazione dell’art. 45 del Codice dei contratti.

La decisione in materia di incentivo tecnico al direttore dell’esecuzione offre certezza agli enti locali e rafforza la governance dei servizi pubblici, in un momento in cui i modelli di partenariato pubblico‑privato stanno assumendo un ruolo crescente nella governance dei servizi essenziali.