Smart Road Enforcement Legal Fermo preventivo, cosa prevede l'accompagnamento coattivo del decreto sicurezza Laura Biarella 28 March 2026 Citizen Italia Safety & Security Sicurezza Il decreto sicurezza 2026 introduce all’articolo 7 una nuova misura per la gestione dell’ordine pubblico nelle città: il cosiddetto fermo preventivo, tecnicamente definito accompagnamento coattivo. La norma è entrata al centro del dibattito in occasione delle manifestazioni del movimento No Kings, per identificazioni e controlli preventivi su scala ampia, segnando di fatto il primo banco di prova operativo dello strumento. Cos’è il fermo preventivo del decreto sicurezza Il fermo preventivo consente alle forze di polizia di: accompagnare una persona negli uffici di polizia, trattenerla fino a un massimo di 12 ore, svolgere accertamenti legati alla sicurezza della manifestazione. Si tratta di una misura: preventiva, non penale, applicabile prima della commissione di reati. Si intende evitare che soggetti ritenuti pericolosi possano creare disordini durante cortei o eventi pubblici. L’approccio si basa su: monitoraggio dei partecipanti, attività preventiva sul territorio, individuazione di soggetti considerati a rischio prima dell’evento. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha più volte sottolineato la necessità di strumenti capaci di “intervenire prima” per isolare i soggetti violenti e impedire infiltrazioni nelle manifestazioni. Quando può essere applicato L’accompagnamento coattivo può essere disposto solo in presenza di elementi concreti e attuali, tra cui: possesso di armi o oggetti atti a offendere, utilizzo di strumenti per eludere l’identificazione, precedenti per reati violenti legati a manifestazioni. Non basta un sospetto generico, servono circostanze specifiche e verificabili, come chiarito anche nel dibattito istituzionale. Durata e garanzie, ruolo del pubblico ministero La misura è limitata nel tempo: massimo 12 ore, solo per lo svolgimento degli accertamenti. Sono previste garanzie: comunicazione immediata al pubblico ministero, possibilità di rilascio immediato se mancano i presupposti. Il controllo del PM rappresenta il principale elemento di bilanciamento rispetto alla libertà personale. Perché il fermo preventivo è stato introdotto La misura nasce nel contesto di un rafforzamento delle politiche di sicurezza, dopo episodi di violenza durante manifestazioni pubbliche. Secondo il Viminale, l’obiettivo è: impedire a soggetti violenti di infiltrarsi nei cortei, ridurre il rischio di disordini, migliorare la gestione preventiva dell’ordine pubblico. Il fermo preventivo rappresenta quindi uno strumento di intervento anticipato, prima che si verifichino reati. Impatto su città e sicurezza urbana Per le città italiane, la norma introduce un cambiamento nella gestione delle manifestazioni: maggiore centralità della prevenzione, rafforzamento dei controlli sul territorio, nuove modalità operative per le forze di polizia, impatto sulla percezione di sicurezza urbana. In contesti metropolitani ad alta intensità di eventi pubblici, la misura può incidere in modo significativo sulle strategie di ordine pubblico. Criticità nel dibattito pubblico Il caso No Kings ha riacceso il confronto su limiti e rischi della misura. Tra le principali criticità: rischio di uso discrezionale, possibile compressione della libertà personale, timori per il diritto di manifestazione. Il Quirinale stesso ha sottolineato la necessità che il fermo non si basi su semplici atteggiamenti sospetti, ma su presupposti rigorosi. Decreto sicurezza, norma in vigore e conversione in corso Il decreto è già operativo, ma è attualmente in fase di conversione in legge. Il Parlamento potrà: modificare la norma, introdurre limiti più stringenti, chiarire meglio i criteri applicativi. Una fase decisiva per definire l’equilibrio tra sicurezza e diritti. FAQ – Fermo preventivo e manifestazioni Cos’è il fermo preventivo? È una misura che consente di trattenere una persona fino a 12 ore per accertamenti legati alla sicurezza. Quando si applica? Solo in presenza di elementi concreti che indicano un rischio per l’ordine pubblico. È un arresto? No, è una misura preventiva e non penale. Cosa è successo nelle manifestazioni pubbliche? Sono stati rafforzati controlli e identificazioni preventive, segnando l’utilizzo operativo della strategia. In sintesi L’articolo 7 del decreto sicurezza introduce un nuovo strumento di prevenzione anticipata nella gestione delle manifestazioni pubbliche. Il caso No Kings rappresenta il primo test sul campo: un passaggio che evidenzia sia le potenzialità operative della misura, sia le criticità legate al suo impatto su libertà e diritti.