Smart Road HumanX Indicatori demografici 2025, Italia stabile grazie alle migrazioni, ma crollano le nascite Laura Biarella 31 March 2026 Citizen Per l’ultimo rapporto ISTAT sugli indicatori demografici, pubblicato il 31 marzo 2026, la popolazione italiana resta stabile grazie al forte contributo migratorio, mentre continua il calo delle nascite e cresce la speranza di vita. Aumentano gli stranieri residenti, diminuiscono gli italiani, e le famiglie cambiano struttura: boom di nuclei unipersonali, coppie con figli in costante riduzione. Popolazione stabile, saldo naturale negativo compensato dalle migrazioni Nel 2025 l’Italia registra 355mila nascite e 652mila decessi, confermando un saldo naturale fortemente negativo (-296mila). Come evidenzia il documento ISTAT: “Le immigrazioni dall’estero sono 440mila, le emigrazioni per l’estero 144mila”, un flusso che determina un saldo migratorio positivo di +296mila unità, sufficiente a mantenere stabile la popolazione complessiva a 58,9 milioni di residenti al 1° gennaio 2026. Nord in crescita, Mezzogiorno in calo Il quadro territoriale è molto differenziato: – Nord: +2,2‰ – Centro: crescita zero – Mezzogiorno: –3,1‰ Le regioni più dinamiche sono Trentino-Alto Adige (+4,2‰), Emilia-Romagna (+3,4‰) e Lombardia (+3,2‰). Le perdite più marcate si registrano in Basilicata (-9‰), Molise (-6,5‰) e Sardegna (-5,1‰). Stranieri in aumento, italiani in calo Al 1° gennaio 2026 gli stranieri residenti sono 5,56 milioni, in crescita di 188mila unità. Il comunicato sottolinea: “La crescita della popolazione straniera è trainata soprattutto da un forte saldo migratorio con l’estero (+348mila)”. Gli italiani scendono invece a 53,38 milioni, con una perdita di 189mila residenti, dovuta a: – saldo naturale negativo (-333mila) – saldo migratorio negativo (-53mila) Fecondità ai minimi storici, 1,14 figli per donna Il 2025 segna un nuovo record negativo: 1,14 figli per donna, in calo rispetto all’1,18 del 2024. Le differenze territoriali restano stabili: – Centro: 1,07 – Nord: 1,15 – Mezzogiorno: 1,16 La Sardegna conferma la fecondità più bassa d’Italia: 0,85 figli per donna. Speranza di vita in aumento, divario di genere ai minimi La speranza di vita cresce ancora: – Uomini: 81,7 anni – Donne: 85,7 anni ISTAT evidenzia: “Nel 2025 la differenza di genere è scesa ad appena 4 anni, un livello che non si registrava dal 1953”. Il Nord resta l’area più longeva, mentre il Mezzogiorno mostra comunque un recupero significativo. Famiglie, boom di nuclei unipersonali Nel biennio 2024-2025 le famiglie italiane sono 26,6 milioni, con una trasformazione strutturale evidente: – Famiglie unipersonali: 37,1% (erano 25,9% vent’anni fa) – Coppie con figli: 28,4% – Coppie senza figli: 20,2% – Famiglie monogenitore: 10% La dimensione media familiare scende a 2,2 componenti. Mobilità interna, Centro-Nord attrattivo, Sud in perdita I trasferimenti di residenza tra Comuni crescono del 5,1%, trainati dagli stranieri (+14,8%). Il saldo interno è positivo per il Centro-Nord (+45mila), negativo per il Mezzogiorno (-45mila). Le regioni più attrattive: – Valle d’Aosta (+2,4‰) – Emilia-Romagna (+2,1‰) – Friuli-Venezia Giulia e Liguria (+1,8‰) Immigrazioni in lieve calo, espatri in forte diminuzione Gli ingressi dall’estero scendono a 440mila, mentre gli espatri crollano a 144mila, minimo dell’ultimo decennio. Particolarmente rilevante la riduzione degli espatri verso: – Germania: –37,1% – Regno Unito: –38,4% – USA: –6,5% – Australia: –9,3% Un Paese che invecchia, Italia la più anziana d’Europa L’età media sale a 47,1 anni. Gli over 65 raggiungono 14,8 milioni (25,1% della popolazione). Gli ultracentenari superano quota 24.700. ISTAT osserva: “Se si adottasse una soglia dinamica basata sulla speranza di vita residua, la quota di popolazione anziana sarebbe del 12,3%, la metà rispetto al criterio anagrafico tradizionale”.