Genova, l’allarme di Confindustria: Liguria ultima in Italia per energia rinnovabile. I numeri

Genova, l’allarme di Confindustria: Liguria ultima in Italia per energia rinnovabile. I numeri

Liguria ultima in Italia per potenza complessiva degli impianti di produzione di energia rinnovabile, Confindustria Genova lancia l’allarme e indica l’eolico come ambito per invertire la tendenza

La Liguria ha la maglia nera in Italia per la produzione di energia rinnovabile. È quanto emerge dal Position Paper di Confindustria Genova, presentato nelle scorse ore ed elaborato grazie al supporto delle imprese locali in un periodo in cui, a livello di energia e di carburanti, il nostro Paese sta affrontando una fase critica. La crisi in Medio Oriente ha reso ancora più manifesto quanto l’Italia dipenda ancora troppo dagli approvvigionamenti esteri: il 75% del fabbisogno nazionale va soddisfatto con importazioni di gas, petrolio o energia acquistata da altri Paesi, contro il 58% della media europea. 

In questo senso, servirebbe un maggiore investimento sulle energie rinnovabili. E la Liguria è tra le 20 Regioni dello Stivale quella che riesce a produrre meno elettricità pulita. Nel 2024 si era contraddistinta per essere la realtà regionale più virtuosa, con il 41% dei consumi del suo territorio coperti da energia prodotta da fonti green. Ma evidentemente la Liguria non è altrettanto brava a produrla.

La Liguria occupa l’ultimo posto a livello nazionale per potenza complessiva installata da fonti rinnovabili al 2025, che corrisponde a circa 540 MW. Gli obiettivi fissati prevedevano di incrementare la capacità di ulteriori 1.059 MW tra il 2020 e il 2030. Ma nel periodo 2021-2025 la crescita è stata di soli 223 MW, inferiore ai target intermedi.

Liguria ultima in Italia per produzione di energia rinnovabile e in ritardo sugli obiettivi 2030. Confindustria: puntare sull’eolico

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Questo è dovuto in parte alla fisionomia del territorio ligure, che rende difficoltose per esempio le installazioni di grandi parchi fotovoltaici che in altre Regioni proliferano. E infatti Confindustria Genova ha individuato nell’eolico l’ambito che potrebbe svoltare la scarsa capacità produttiva di energia rinnovabile regionale. Il Position Paper parla di circa 400 MW di potenza complessiva che potrebbe essere installata nell’ambito di progetti che già esistono e sono in fase di valutazione.

Con i suoi rilievi e le creste montane la Liguria potrebbe prestarsi a questo tipo di installazioni, anche se in svariati casi i progetti andrebbero a impattare troppo sui territori e sulle comunità di riferimento. È per esempio il caso del parco eolico da 7 pale da 4,5 MW ciascuna progettato per sorgere tra Santo Stefano d’Aveto in Liguria e Ferriere in Emilia-Romagna. Un disegno rigettato dai due enti locali coinvolti e dalle rispettive cittadinanze, perché troppo impattante sulle realtà naturali e paesaggistiche del luogo, oltre alle ricadute negative a livello economico e sociale. Serve, insomma, trovare un equilibrio perché i territori non risentano eccessivamente di impianti che, invece di portare vantaggi, causano criticità.

In proposito, Confindustria Genova sottolinea che è necessario anche semplificare i processi di autorizzazione per gli impianti di energia pulita. Fatto già evidenziato da Legambiente nel dossier “Scacco matto alle rinnovabili” di marzo 2026, in cui ha riportato che il 70% dei progetti a livello nazionale risulta ancora in fase di valutazione. Tanti aspetti che risultano ostacolare una transizione energetica di cui l’Italia ha sempre più bisogno. E la Liguria in modo particolare.