HumanX Legal Reddito di Libertà 2026, contributo sale a 530 euro. Novità per le donne vittime di violenza Laura Biarella 14 April 2026 Italia INPS, con la circolare n. 44 del 9 aprile 2026, conferma l’aumento del Reddito di Libertà a 530 euro mensili e definisce le regole per l’integrazione delle domande 2025 e per la gestione delle richieste 2026. Ecco cosa cambia per beneficiarie, Comuni e Regioni. Sostegno rafforzato per l’autonomia delle donne Il Reddito di Libertà, misura economica destinata alle donne vittime di violenza in condizione di bisogno, viene potenziato per l’anno corrente. La circolare INPS n. 44/2026 chiarisce che, in attuazione del decreto interministeriale del 17 settembre 2025, l’importo mensile da 500 si eleva a 530 euro, per un massimo di 12 mensilità. Nel documento si legge: “È riconosciuto un contributo denominato ‘reddito di libertà’, stabilito nella misura massima di euro 530,00 pro capite su base mensile per un massimo di dodici mensilità” (circolare INPS n. 44/2026, §2). Integrazione delle istanze accolte nel 2025 Le beneficiarie che hanno ottenuto il Reddito di Libertà nel 2025 riceveranno un’integrazione fino a raggiungere il nuovo importo massimo di 6.360 euro complessivi (530 × 12 mesi), nei limiti delle risorse disponibili. L’INPS precisa: “L’Istituto provvederà a integrare fino a concorrenza dell’importo di 6.360 euro l’importo già corrisposto per le domande accolte nel 2025 secondo l’ordine cronologico” (circolare INPS n. 44/2026, §2). Se il budget statale ovvero regionale 2025 non risulta sufficiente, l’integrazione sarà effettuata utilizzando le risorse 2026. Domande 2026, chi può presentarle e come Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 possono presentare domanda: le donne in possesso dei requisiti previsti dalla circolare INPS n. 54/2025; le donne la cui domanda 2025 è stata respinta per “insufficienza di budget”. La domanda deve essere trasmessa esclusivamente dai Comuni, tramite il modulo SR208. La circolare ribadisce: “I Comuni devono inviare solo le domande per le quali abbiano verificato preventivamente il possesso dei requisiti e la validità dei dati indicati nel modulo” (circolare INPS n. 44/2026, §3). Il contributo 2026 viene erogato in un’unica soluzione, fino a un massimo di 530 euro × 12 mesi. Risorse disponibili, 16,5 milioni di euro per il 2026 Il finanziamento della misura cresce in modo significativo. In virtù degli incrementi previsti dalle leggi di Bilancio 2024, 2025 e 2026, nonché dai decreti interministeriali, il plafond complessivo per l’anno corrente raggiunge 16,5 milioni di euro. Come riportato nella circolare: “Le risorse complessive destinate al beneficio per l’anno 2026 […] ammontano a 16,5 milioni di euro” (circolare INPS n. 44/2026, §4). Le Regioni possono inoltre aumentare il proprio budget con risorse aggiuntive. Ruolo dei Comuni, verifica dei requisiti e trasmissione I Comuni restano l’unico canale autorizzato per l’invio delle domande. Devono verificare: stato di bisogno; percorso attivo con un centro antiviolenza; completezza e validità del modulo SR208; eventuale ripresentazione delle domande decadute del 2025. Solo dopo questi controlli la domanda può essere trasmessa all’INPS tramite il website istituzionale. Perché questa misura è cruciale Il Reddito di Libertà rappresenta uno strumento essenziale per: sostenere l’autonomia economica delle donne che lasciano situazioni di violenza; coprire spese urgenti (casa, istruzione figli, mobilità); facilitare percorsi di fuoriuscita e reinserimento sociale. L’aumento a 530 euro mensili rafforza la capacità della misura di rispondere ai bisogni reali delle beneficiarie.