Retribuzioni contrattuali, salari in aumento ma cala il ritmo dei rinnovi

Retribuzioni contrattuali, salari in aumento ma cala il ritmo dei rinnovi

Retribuzioni contrattuali, nel primo trimestre 2026 continuano a crescere, restando sopra l’inflazione, ma la dinamica mostra un rallentamento diffuso. Secondo Istat, oltre quattro milioni di lavoratori sono ancora in attesa di rinnovo contrattuale, soprattutto nella pubblica amministrazione.

Dati del primo trimestre 2026

L’aggiornamento al comunicato stampa Istat del 29 aprile 2026, diffuso da ARAN il 30 aprile, fotografa l’andamento delle retribuzioni contrattuali nel periodo gennaio–marzo 2026. Nel trimestre sono stati recepiti 7 contratti collettivi, di cui 5 nel settore industriale, 1 nei servizi privati e 1 nella pubblica amministrazione, relativo al triennio 2022‑2024.

Oltre 4 milioni di lavoratori senza contratto rinnovato

Alla fine di marzo 2026 risultano ancora 29 contratti in attesa di rinnovo, che coinvolgono circa 4,1 milioni di dipendenti. La quota più ampia riguarda la pubblica amministrazione, con 2,8 milioni di lavoratori, mentre 1,2 milioni operano nel settore privato.

Retribuzioni in crescita, +2,4% su base annua

Dal punto di vista salariale, i dati mostrano segnali positivi:

  • a marzo 2026 l’indice generale delle retribuzioni contrattuali cresce dello 0,1% rispetto a febbraio;
  • su base annua l’aumento è del +2,4% rispetto a marzo 2025.

La dinamica tendenziale è più sostenuta nella pubblica amministrazione, con un +3,2%, mentre industria e servizi privati registrano entrambi un incremento del +2,3%.

Settori cogli aumenti più elevati

L’andamento non è uniforme tra i comparti. I maggiori incrementi retributivi si registrano in:

  • energia e petroli: +7,7%;
  • estrazione di minerali: +7,4%;
  • servizi di smaltimento rifiuti: +5,7%.

Questi settori trainano la media complessiva, compensando la crescita più moderata in altre aree dell’economia.

Crescita sopra l’inflazione, ma in rallentamento

Pur restando superiore al tasso di inflazione, la crescita delle retribuzioni contrattuali mostra un rallentamento diffuso. Per il terzo trimestre consecutivo, l’incremento tendenziale si colloca sotto la soglia del 3%, segnalando un progressivo raffreddamento della dinamica salariale nel corso del 2026.

Scenario che pesa su lavoratori e PA

Il quadro che emerge evidenzia una ripresa salariale ancora incompleta, sostenuta dai rinnovi recenti ma frenata dall’elevato numero di contratti scaduti, soprattutto nel settore pubblico. Una situazione che resta centrale nel confronto tra istituzioni, parti sociali e lavoratori, anche in relazione al potere d’acquisto e alla tenuta dei redditi reali.

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