Codice della strada, Cassazione chiarisce i tempi per comunicare i dati del conducente dopo una multa

Codice della strada, Cassazione chiarisce i tempi per comunicare i dati del conducente dopo una multa

Comunicazione dei dati del conducente, quali sono i tempi? Con l’ordinanza n. 13604 pubblicata l’11 maggio 2026, la Corte di Cassazione interviene sull’applicazione dell’articolo 126-bis del Codice della strada. La decisione chiarisce quando scatta l’obbligo di comunicare i dati del conducente in ipotesi di ricorso contro una sanzione principale.

La decisione della Cassazione

La Corte Suprema di Cassazione è intervenuta su un tema ricorrente nell’ambito delle sanzioni amministrative previste dal Codice della strada.

Con l’ordinanza n. 13604/2026, pubblicata l’11 maggio 2026, la Seconda Sezione Civile ha precisato l’interpretazione dell’articolo 126-bis del Codice della strada, relativo alla comunicazione dei dati del conducente in caso di infrazioni che comportano la decurtazione dei punti patente.

Il procedimento nasce da un ricorso presentato contro una multa per eccesso di velocità. Successivamente era stata contestata anche la mancata comunicazione dei dati del conducente.

Il nodo interpretativo sull’articolo 126-bis

L’articolo 126-bis prevede che il proprietario del veicolo, o altro soggetto obbligato, debba comunicare all’autorità competente i dati personali e quelli della patente del conducente al momento dell’infrazione.

La mancata comunicazione può comportare una ulteriore sanzione amministrativa.

Nel caso esaminato dalla Cassazione, il punto centrale riguardava la decorrenza di questo obbligo in presenza di un ricorso contro il verbale originario.

Quando decorre l’obbligo di comunicazione

Secondo quanto stabilito dalla Corte, l’obbligo di comunicare i dati del conducente non si perfeziona finché non si conclude il procedimento amministrativo o giudiziario relativo alla sanzione principale.

La Cassazione ha chiarito che: se il ricorso contro il verbale viene accolto, viene meno anche il presupposto della comunicazione, invece se il ricorso viene respinto, l’amministrazione dovrà formulare una nuova richiesta, da quel momento inizierà a decorrere il termine previsto per adempiere.

Precedenti richiamati dalla Corte

Nell’ordinanza vengono richiamati anche precedenti orientamenti giurisprudenziali della stessa Cassazione e la sentenza n. 27/2005 della Corte Costituzionale.

Secondo i giudici, l’obbligo previsto dall’articolo 126-bis deve essere interpretato in collegamento con l’esito del procedimento relativo alla violazione principale.

Effetti della pronuncia

La Corte ha quindi annullato la sentenza emessa dal Tribunale di Salerno, rinviando il procedimento per una nuova valutazione conforme al principio espresso.

La decisione contribuisce a definire in modo più chiaro l’applicazione dell’articolo 126-bis del Codice della strada e potrebbe rappresentare un riferimento per casi analoghi futuri.