HumanX Legal Coordinamento sicurezza sociale UE, accordo provvisorio per lavoratori e mobilità europea Laura Biarella 08 June 2026 UE Gli ambasciatori UE confermano l’accordo provvisorio sulla revisione delle regole di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Più tutele per lavoratori mobili, nuove norme su disoccupazione, assistenza e prestazioni familiari. Nuovo step in avanti per la sicurezza sociale europea Il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nell’Unione europea compie un importante passo avanti: i rappresentanti degli Stati membri hanno confermato l’accordo provvisorio raggiunto col Parlamento europeo per aggiornare i regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009. Si tratta della prima revisione significativa in oltre dieci anni del quadro normativo europeo, con l’obiettivo di rendere le regole più chiare, più eque e più facili da applicare. L’intervento nasce dalla crescente mobilità dei lavoratori e dall’evoluzione dei mercati del lavoro europei, che richiedono strumenti più efficaci per garantire diritti sociali anche oltre frontiera. Cosa cambia, i 5 pilastri della riforma La revisione si concentra su cinque ambiti chiave: prestazioni di disoccupazione assistenza di lungo periodo accesso alle prestazioni per persone inattive prestazioni familiari norme per lavoratori distaccati e multi‑Stato Queste modifiche mirano a garantire maggiore certezza giuridica e a facilitare la libera circolazione dei cittadini europei, evitando la perdita dei diritti sociali quando si lavora in più Paesi. Disoccupazione, sussidi esportabili fino a sei mesi Una delle novità più rilevanti riguarda i lavoratori che cercano occupazione all’estero. Le nuove norme prevedono: possibilità di mantenere le indennità di disoccupazione fino a sei mesi mentre si cerca lavoro in un altro Stato membro eventuale proroga fino alla durata totale del beneficio, a discrezione dello Stato competente diritto ai sussidi dal Paese di ultimo impiego dopo almeno 22 settimane di attività continuativa Queste misure rafforzano il principio della “lex loci laboris”, trasferendo responsabilità e diritti al Paese in cui si è effettivamente lavorato. Lavoratori distaccati, più controlli e obbligo di notifica Per contrastare abusi e migliorare la trasparenza, l’accordo introduce: obbligo di notifica preventiva prima di lavorare in un altro Stato membro richiesta anticipata del documento PD A1, con ricevuta automatica eccezioni per attività brevi (massimo 3 giorni su 30), escluse nel settore edile Inoltre, viene rafforzato il requisito di affiliazione: il lavoratore deve essere assicurato nello Stato di origine per almeno tre mesi prima del distacco. Assistenza a lungo termine, definizioni e diritti più chiari Una delle innovazioni più attese riguarda le prestazioni di assistenza di lungo periodo, finora poco definite. La riforma introduce: una definizione europea uniforme di queste prestazioni un elenco ufficiale (Annex XII) dei benefici coordinati maggiore tutela per persone non autosufficienti e caregiver Questo intervento riduce l’incertezza giuridica e migliora la mobilità delle persone che necessitano assistenza. Prestazioni familiari: nuova distinzione e maggiore equità Le nuove regole chiariscono la differenza tra: prestazioni familiari in denaro che sostituiscono il reddito durante la cura dei figli altre prestazioni destinate alle spese familiari Questa distinzione influisce sul calcolo dei diritti tra Stati membri e mira a favorire la condivisione delle responsabilità genitoriali. Più cooperazione tra Stati e lotta alle frodi Il nuovo quadro rafforza la collaborazione tra istituzioni nazionali: scambio elettronico di dati tra Paesi membri controlli più rigorosi sui documenti nuove procedure comuni per il recupero dei crediti definizione europea di frode in materia di sicurezza sociale Le istituzioni potranno confrontare informazioni per individuare errori o abusi, migliorando l’efficacia del sistema. Tempistiche e prossimi passi L’accordo dovrà ancora essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. I passaggi successivi prevedono: pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale UE entrata in vigore il mese successivo applicazione completa delle principali norme dopo 24 mesi Questo periodo servirà agli Stati per adeguare i sistemi amministrativi e digitali. Impatti: più mobilità e diritti per i cittadini UE La riforma rafforza il modello sociale europeo, garantendo: maggiore sicurezza per chi lavora all’estero continuità dei diritti sociali riduzione degli ostacoli burocratici migliori condizioni per la mobilità del lavoro Come sottolineato nel comunicato INPS, l’accordo rappresenta “un passo concreto a tutela di chi vive e lavora oltre i confini nazionali”.