Misc Videogiochi, la Commissione UE apre un dialogo con l’industria: verso un codice di condotta sul “fine vita” dei giochi Laura Biarella 17 June 2026 Videogiochi, la Commissione europea risponde all’Iniziativa dei cittadini europei “Stop Destroying Videogames” annunciando un confronto strutturato con editori e consumatori entro il 2026. Nessun obbligo giuridico per mantenere i giochi attivi dopo la fine del supporto, ma più tutele, trasparenza e un futuro codice di condotta per gestire la disattivazione dei server. Iniziativa dei cittadini che arriva fino a Bruxelles L’Iniziativa dei cittadini europei “Stop Destroying Videogames” ha portato la Commissione a pronunciarsi su un tema sempre più rilevante per milioni di giocatori: la disattivazione dei server che rende i videogiochi inutilizzabili dopo la fine del supporto commerciale. Secondo l’ICE, gli editori dovrebbero garantire che i giochi restino fruibili anche dopo la chiusura dei servizi online. La Commissione, pur riconoscendo la rilevanza culturale ed economica del settore, ritiene che non sia possibile introdurre un obbligo giuridico in questa fase, soprattutto per i vincoli legati ai diritti di proprietà intellettuale. Perché non è possibile imporre un obbligo di mantenimento La Commissione richiama il quadro normativo europeo: I titolari dei diritti d’autore hanno diritti esclusivi sulle loro opere. Anche altri diritti di proprietà intellettuale possono proteggere elementi tecnologici e visivi dei videogiochi. Imporre la riproducibilità obbligatoria dopo la fine del supporto commerciale entrerebbe in conflitto con tali diritti. Tuttavia, l’UE ricorda che la normativa sui contenuti e servizi digitali già tutela i consumatori: se un gioco diventa inutilizzabile prima del previsto, gli utenti possono ottenere rimborso proporzionato. Misure annunciate dalla Commissione Per rispondere alle preoccupazioni dei giocatori e degli editori, Bruxelles avvierà tre azioni concrete: 1. Codice di condotta sul “fine vita” dei videogiochi Un tavolo di confronto tra Commissione, industria e associazioni dei consumatori per definire standard condivisi sulla gestione della disattivazione dei giochi. 2. Maggiore informazione sui diritti dei consumatori Campagne e iniziative con autorità nazionali e associazioni per rendere più chiari i diritti previsti dalla direttiva sui contenuti digitali. 3. Monitoraggio dell’applicazione della direttiva Entro fine 2026 la Commissione presenterà un rapporto sull’applicazione delle norme, valutando eventuali criticità e margini di miglioramento. Dichiarazioni dei Commissari Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per Sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, sottolinea il valore culturale dei videogiochi e auspica che l’industria “ascolti le comunità dei giocatori” e collabori per standard più equi. Michael McGrath, commissario per Democrazia, giustizia e tutela dei consumatori, ricorda che gli editori devono trattare i giocatori “in modo equo”, garantendo rimborsi quando un gioco viene interrotto prima del previsto. Perché questa decisione è importante per l’Italia In un mercato nazionale in forte crescita, con milioni di utenti e un settore professionale sempre più strutturato, la definizione di standard europei potrebbe: aumentare la trasparenza contrattuale; ridurre i casi di giochi resi inutilizzabili senza preavviso; rafforzare la tutela economica dei consumatori; stimolare l’industria a progettare titoli con ciclo di vita più lungo.