Tech Decennio Digitale 2026, l’UE accelera sulla trasformazione Laura Biarella 18 June 2026 Digitalizzazione La Commissione europea pubblica la quarta relazione sullo stato del Decennio Digitale: avanzano 5G, competenze digitali e adozione dell’IA, ma l’Europa resta indietro su semiconduttori, capacità di calcolo e sicurezza informatica. L’Eurobarometro 2026 conferma un forte sostegno dei cittadini a un futuro digitale più autonomo e sicuro. L’Europa avanza nella digitalizzazione, ma la sfida ora è la scala La relazione 2026 sullo stato del Decennio Digitale conferma che l’UE sta compiendo progressi significativi verso gli obiettivi fissati per il 2030. La Commissione evidenzia come il continente abbia migliorato infrastrutture, servizi pubblici digitali e competenze, ma sottolinea che la vera sfida è accelerare l’implementazione su larga scala. Secondo il documento il 96,8% delle famiglie europee dispone oggi di copertura 5G di base, un risultato che avvicina l’UE agli standard globali. Tuttavia, la diffusione delle reti ad altissima capacità, quali la fibra FTTP, procede più lentamente del previsto. Imprese più digitali: cloud, dati e IA in crescita La trasformazione digitale del tessuto produttivo europeo mostra segnali incoraggianti: – 46,7% delle imprese utilizza servizi cloud – 39,9% applica analisi dei dati – quasi il 20% impiega soluzioni di intelligenza artificiale L’adozione dell’AI è cresciuta del 48% in un solo anno, trainata soprattutto dal settore sanitario, dove l’imaging medico basato su algoritmi avanzati sta migliorando diagnosi e tempi di intervento. Competenze digitali, oltre il 60% degli europei ha competenze di base La popolazione europea mostra un miglioramento costante nelle competenze digitali: più del 60% possiede almeno competenze di base. Tuttavia, la carenza di specialisti ICT resta critica: solo il 5% dell’occupazione appartiene a questa categoria, lontano dall’obiettivo del 10% entro il 2030. Le donne rappresentano meno del 20% degli specialisti, un dato fermo da due anni. Semiconduttori e supercalcolo, l’Europa resta indietro Le principali lacune strutturali emergono in due settori strategici: – Semiconduttori: l’UE detiene solo il 9% del mercato globale, contro l’obiettivo del 20% – Capacità di calcolo: nonostante i progressi sui nodi periferici, la domanda supera ampiamente l’offerta La Commissione avverte che tale dipendenza tecnologica rischia di compromettere la competitività europea. Cibersicurezza, progressi ma dipendenza dall’estero Malgrado investimenti e miglioramenti, l’Europa rimane strutturalmente dipendente da fornitori extra-UE. Le imprese europee sono ancora sottorappresentate nella leadership globale del settore, un elemento critico in un contesto di minacce crescenti. PMI, ostacoli persistenti nell’adozione delle tecnologie avanzate Le piccole e medie imprese continuano a incontrare difficoltà nell’adozione di soluzioni digitali avanzate, in specie per: – carenza di competenze – difficoltà di integrazione – mancanza di risorse – gestione dei dati Eurobarometro 2026, i cittadini chiedono autonomia digitale L’indagine Eurobarometro conferma un forte sostegno pubblico alla strategia digitale dell’UE: – 79% considera la politica digitale una priorità – 85% vuole infrastrutture sviluppate nell’UE – 82% chiede minore dipendenza tecnologica da paesi terzi – 58% sarebbe disposto a scegliere un fornitore europeo anche a costo maggiore Le tecnologie percepite come più positive per il prossimo decennio sono: – salute digitale (55%) – tecnologie verdi (50%) – connettività veloce (42%) – intelligenza artificiale (39%) Crescono però anche le preoccupazioni: il 92% chiede più protezione dei minori online e l’87% considera la manipolazione digitale una minaccia per la democrazia. Investimenti digitali, ogni euro genera fino a 2 euro di valore globale Uno studio della Commissione mostra che gli investimenti digitali finanziati da NextGenerationEU hanno un impatto economico superiore alla media: 1 euro investito genera 1,50 euro nell’economia UE e 2 euro a livello globale. Le raccomandazioni della Commissione: continuità dei fondi e coordinamento europeo Con quasi metà dei fondi nazionali destinati al Decennio Digitale in scadenza entro il 2026, Bruxelles chiede: – continuità dei finanziamenti – ampliamento dei progetti di successo (EDIC, IPCEI) – maggiore coordinamento tra Stati membri – prevenzione della frammentazione del mercato Nel 2027 è prevista una revisione degli obiettivi del programma, con aggiornamento al nuovo contesto tecnologico e normativo.