HumanX Legal Sharenting e social, Garante Privacy vieta la pubblicazione di foto dei figli senza consenso di entrambi i genitori Laura Biarella 19 June 2026 Privacy Nuovo provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali: pubblicare immagini di minori sui social senza l’accordo di entrambi i genitori è illecito. Rafforzata la tutela dei bambini nell’era digitale. Immagini dei figli sui social senza consenso condiviso Il Garante per la protezione dei dati personali, col provvedimento del 29 aprile 2026, ha ribadito che la pubblicazione online di fotografie di minori richiede il consenso di entrambi i genitori. La vicenda origina da un reclamo presentato da un padre contro l’ex compagna, accusata di aver condiviso immagini dei figli minorenni sui social network, in particolare Facebook, senza il suo consenso. La madre aveva giustificato la pubblicazione sostenendo una finalità puramente affettiva e relazionale, legata alla condivisione di momenti familiari. Per il Garante la pubblicazione è illecita L’Autorità ha stabilito che la diffusione delle immagini è avvenuta in assenza di una base giuridica valida, configurando una violazione del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR). In particolare, il Garante ha evidenziato che: la pubblicazione di foto di minori sui social non rientra nella sfera strettamente domestica; è necessario il consenso di entrambi i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale; anche contenuti ritenuti “innocui” o condivisi con finalità affettive non giustificano la diffusione. Sharenting e rischi per i minori Il fenomeno dello sharenting, ovvero la condivisione online di contenuti sui propri figli, è al centro della decisione. Il Garante rimarca che l’esposizione digitale dei minori può comportare rischi significativi, tra cui: perdita di controllo sui dati personali; possibile utilizzo improprio delle immagini; impatti futuri sull’identità digitale del minore. Inoltre, i minori, soprattutto sotto i 14 anni, non sono pienamente consapevoli delle conseguenze legate alla diffusione dei propri dati online, motivo per cui necessitano di una tutela rafforzata. I social non garantiscono una diffusione limitata Un punto cruciale del provvedimento riguarda l’illusione della privacy sui social. Anche con impostazioni restrittive: i contenuti possono essere condivisi e redistribuiti; i profili possono diventare pubblici in qualsiasi momento; le immagini possono circolare fuori dal controllo dell’autore. Per questo motivo, il concetto di “cerchia ristretta” non è ritenuto sufficiente a garantire la protezione dei minori. Misure adottate, stop alle pubblicazioni Il Garante ha disposto: il divieto di ulteriore pubblicazione delle immagini dei minori senza consenso di ambedue i genitori; un ammonimento formale alla madre; l’obbligo di comunicare entro 30 giorni le azioni intraprese per conformarsi alla decisione. Un precedente importante per famiglie e digitale Questo provvedimento rafforza un indirizzo già consolidato: la gestione dell’identità digitale dei minori è una responsabilità condivisa e non può essere unilateralmente esercitata. La decisione rappresenta un segnale chiaro per tutte le famiglie: la presenza online dei figli deve essere gestita con maggiore cautela, nel rispetto della normativa e del loro futuro diritto alla privacy.