Tech HumanX Giovani e schermi: il nuovo Eurobarometro UE conferma l’impatto sulla salute mentale. Focus Italia Laura Biarella 21 June 2026 App Device Digitalizzazione Giovani e schermi. Il Flash Eurobarometer FL579 della Commissione europea fotografa l’uso degli schermi e dei social media tra gli adolescenti 13-18 anni. In Europa cresce il tempo online, aumentano i sintomi di stress, stanchezza e difficoltà di concentrazione. In Italia i genitori risultano meno preoccupati della media UE, ma i dati mostrano segnali chiari: sonno, rendimento scolastico e benessere emotivo sono sempre più influenzati dall’iperconnessione. Giovani europei sempre più connessi Il nuovo Flash Eurobarometer FL579 analizza l’impatto dell’uso intensivo degli schermi e dei social media sulla salute mentale dei giovani europei. Il sondaggio, condotto tra marzo e aprile 2026 su 12.750 interviste nell’UE (di cui 500 in Italia), conferma che l’esposizione digitale è ormai parte strutturale della vita quotidiana degli adolescenti . Secondo la Commissione europea, i giovani trascorrono in media 4,5 ore online nei giorni di scuola e 6,1 ore nei weekend, con un dato particolarmente critico: il 14% supera le 10 ore al giorno. Italia: percezioni diverse, problemi simili Il sondaggio mostra una differenza interessante tra Italia ed Europa: i genitori italiani tendono a percepire l’uso degli schermi come meno problematico rispetto alla media UE. Quanto tempo passano i figli davanti agli schermi? – 41% dei genitori italiani ritiene che i figli passino troppo tempo sugli schermi (UE: 48%) – 43% pensa che passino troppo tempo sui social (UE: 43%) Preoccupazioni principali dei genitori I genitori italiani risultano meno allarmati rispetto alla media europea su temi chiave: – Contenuti inappropriati: IT 26% vs UE 46% – Impatto sul sonno: IT 16% vs UE 38% – Rendimento scolastico: IT 15% vs UE 33% – Contatti con sconosciuti online: IT 26% vs UE 37% Un dato che emerge chiaramente è che la percezione del rischio in Italia è più bassa, ma i sintomi osservati dai genitori sono in linea con il resto d’Europa. Sintomi osservati negli adolescenti Negli ultimi 30 giorni, i genitori italiani hanno notato nei figli: – Difficoltà di concentrazione (22% IT – 30% UE) – Stanchezza o sovraccarico (16% IT – 27% UE) – Occhi stanchi (20% IT – 15% UE) – Mal di testa (13% IT – 20% UE) – Meno tempo per hobby e attività offline (18% IT – 20% UE) Il quadro conferma che l’utilizzo intensivo degli schermi ha un impatto reale sul benessere psicofisico, anche quando non percepito come “allarmante”. Esperienze negative online Il sondaggio evidenzia inoltre che i giovani sono esposti a rischi crescenti: – Contenuti generati da AI difficili da riconoscere (33% IT = UE) – Disinformazione (27% IT – 26% UE) – Pressioni estetiche e di consumo (19% IT – 17% UE) Questi dati confermano la necessità di rafforzare l’educazione digitale e la capacità critica dei ragazzi. Impatto percepito, positivo o negativo? Quando si chiede ai genitori se gli schermi abbiano un impatto positivo o negativo sulla vita dei figli: – 44% degli italiani ritiene che l’impatto sia piuttosto negativo (UE: 41%) – Solo il 12% vede un impatto positivo (UE: 17%) Sui social media, la percezione è ancora più netta: 41% dei genitori italiani ritiene che abbiano un impatto negativo sul benessere mentale dei figli (UE: 36%). Cosa chiede l’Europa, più sicurezza e più educazione digitale Il sondaggio FL579 si inserisce nel lavoro europeo su: – Digital Services Act (DSA) – Linee guida per la protezione dei minori online – Better Internet for Kids Strategy – EU Action Plan contro il cyberbullismo La Commissione europea sottolinea che un giovane su tre dichiara che i social lo fanno sentire “stressato, triste o escluso” e che un quarto è esposto a contenuti problematici. Un segnale chiaro: servono strumenti, regole e consapevolezza. Un fenomeno da governare, non da demonizzare Il FL579 non demonizza la tecnologia, ma evidenzia la necessità di: – monitorare il tempo online, soprattutto nelle ore serali; – rafforzare l’educazione digitale nelle scuole; – supportare le famiglie con linee guida chiare; – creare ambienti digitali più sicuri per i minori. L’Italia mostra una percezione del rischio più bassa, ma i dati indicano che gli effetti sulla salute mentale sono reali e misurabili. La sfida è culturale, educativa e politica.