Smart Road Legal I Misteri di Campobasso, tra religiosità e folklore Maurizio Carv... 26 June 2026 Citizen Italia I Misteri di Campobasso, da secoli, rappresentano uno degli snodi della comunità del capoluogo molisano, un evento sospeso tra religiosità, folklore, storia. Non una semplice celebrazione, nemmeno una sfilata di suggestive macchine sceniche ma l’orgoglio di un’intera comunità, quella di Campobasso. Una trazione secolare L’origine dei Misteri, le macchine processionali che sfilano nel giorno del Corpus Domini per le strade di Campobasso, principiò nel corso della metà del XVIII secolo. In quegli anni lo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno creò le prime macchine devozionali su commissione di alcune confraternite cittadine. In particolare, quelle di Sant’Antonio Abate, Santa Maria della Croce e, infine della Santissima Trinità. Allo scultore venne richiesto di creare qualcosa che celebrasse nel migliore dei modi una delle feste centrali del calendario liturgico: quella del Corpus Domini. Lo scultore conoscitore della storia locale, ripartì dalle rappresentazioni religiose in voga a partire dal Medioevo. Gli archivi testimoniarono come la festa del Corpus Domini prevedesse già rappresentazioni sacre allestite su palchi mobili, una tradizione che si consolidò nel tempo. Nel corso del XVI secolo, infatti, le diverse corporazioni locali degli artigiani si erano organizzate, esponendo lungo le più importanti vie i cosiddetti Trionfi. Si trattava, nello specifico, di rappresentazioni allegoriche-religiose composte da una vera e propria struttura scenica alla quale si aggiungevano dei figuranti. I Trionfi, che nel nome e non solo riecheggiavano le parate dell’antica Roma, coinvolgevano l’intera cittadinanza che partecipava anche nei giorni antecedenti la sfilata vera e propria, prendendo parte attiva alla creazione delle macchine sceniche. E da quelle stoiche macchine sceniche prese avvio Di Zinno. I Misteri di Paolo Saverio Di Zinno Campobassano doc, Paolo Saverio Di Zinno, nato nel capoluogo molisano il 3 dicembre 1718, fece l’apprendistato di scultore a Napoli, presso l’artista Gennaro Franzese. Nella città partenopea non solo acquisì la tecnica della lavorazione del legno ma affinò quel talento innato che poco dopo mise a frutto. Rientrato a Campobasso Di Zinno iniziò a coltivare il sogno di dare una nuova veste alle antiche macchine sceniche. E il suo talento trovò piena espressione. Legno ma anche ferro e tutto ciò utile alla bisogna furono i materiali che Di Zinno utilizzò per dare vita ai suoi Misteri. Alla fine di quelle macchine, create per essere movimentate dall’uomo, Di Zinno ne realizzò ben ventiquattro, anche se solo diciotto furono quelle davvero utilizzate. I Misteri oggi Definire i Misteri di Campobasso, perfettamente organizzati dall’Associazione Misteri e tradizioni, solo celebrazione è senza dubbio riduttivo. La parata di quelle che sono vere e proprie rappresentazioni viventi, inizia ben prima della processione per le vie cittadine. Nelle prime ore del mattino inizia la prima delle fondamentali attività dei Misteri, quella della vestizione che riguarda i figuranti, i veri protagonisti della celebrazione. Bambini, bambine ma anche adulti, vengono riccamente abbigliati in relazione al ruolo assegnatogli. Diavoli, angeli ma anche santi e, ovviamente, Maria, sono alcuni dei personaggi che animano i Misteri. Ma la vestizione non si limita a indossare i diversi costumi previsti. I figuranti nelle fasi preparatorie si sottopongono anche all’operazione di imbracatura. Si tratta di un’attività fondamentale con la quale le numerose comparse, dovendo essere poi issate sulle macchine sceniche a considerevoli altezze, vengono assicurati, per evitare pericolosi contrattempi. Grazie a quelle protezioni i figuranti sembrano fluttuare nell’aria, quasi volassero per davvero. Ma la processione dei Misteri non esisterebbe se non ci fossero loro: i portatori. Sono loro, infatti, che con evidente fatica – il peso delle macchine a cui si aggiunge quello dei diversi figuranti non è marginale- portano a spalla i Misteri lungo il tragitto che si snoda per il centro di Campobasso. Sospinti dal ritmo incalzante della musica delle diverse bande ma anche dall’entusiasmo della gente, i portatori movimentano gli imponenti Misteri. I loro volti madidi di sudore, i muscoli tesi per lo sforzo sono la dimostrazione evidente di quell’immane fatica. I Misteri, in media, pesano circa 400 kg, con il record di quello di San Nicola che va oltre i 600 kg. Ma la percepibile sofferenza dei portatori è ampiamente ripagata dall’entusiasmo generale e dal pieno successo della manifestazione. Tutto inizia alle 9.45 in punto, quando il corteo si muove dalla sede del Museo dei Misteri, in via Trento. Poi, intorno, alle 13, la processione giunge in piazza Vittorio Emanuele. Qui, sotto il balcone di Palazzo San Giorgio, su cui si dispongono le autorità cittadine e religiose, arrivano tutti i tredici Misteri. Sant’Isidoro, San Crispino, San Gennaro, con tanto di angelo che regge la celebre ampolla. E poi, Abramo, Maria Maddalena, Sant’Antonio con gli immancabili diavoli e donzella come nel racconto agiografico. Ma anche l’Immacolata Concezione, San Leonardo, il santo protettore dei carcerati, presenti nel Mistero e San Rocco con tanto di cane. Ecco, poi, l’Assunta, San Michele, San Nicola, il Mistero più ponderoso ma anche quello con più personaggi, ben 9, tra cui angeli e fanciulle. In ultimo, il Sacro Cuore di Gesù, aggiunto nel 1959, sulla base di un disegno attribuito a Di Zinno, realizzato dagli scultori Tucci. Questi tutti e tredici Misteri nell’ordine. Figuranti, portatori, organizzatori e ovviamente il pubblico ricevono dal vescovo la solenne benedizione. È il momento del commiato ma è solo un arrivederci, perché nell’attimo in cui si conclude il tutto già si pensa alla nuova edizione, quella dell’anno dopo. Credits fotografici https://www.misterietradizioni.com/