Politiche ambientali Italia, ondate di calore e temperature record: Legambiente rilancia la campagna "Che Caldo Che Fa" Francesco Ton... 25 June 2026 Temperature record e ondate di calore soffocano l’Italia già a giugno, Legambiente ritorna con la campagna “Che Caldo Che Fa” per sensibilizzare sulla cooling poverty La morsa del caldo sta stringendo tutta l’Italia da giorni ormai. Le temperature registrate in tutto il Paese sono stabilmente sopra i 30 gradi da tempo, con svariate città che hanno dovuto emettere il bollino rosso per l’emergenza delle elevate temperature che hanno raggiunto anche quota 40°. Le ondate di calore di questo fine giugno decisamente anomalo hanno riacceso i riflettori sull’importanza di difendersi dai pericoli che possono derivare da questa crisi climatica. E soprattutto sul fatto che tutti hanno diritto a poterlo fare. È ciò che si prefigge Legambiente, che anche nel 2026 torna con la campagna “Che Caldo Che Fa”, che da un lato vuole mettere in luce le criticità urbanistiche delle città quando arrivano periodi di caldo estremo. Dall’altro però il progetto mira a mettere in luce le disuguaglianze che ancora ci sono nel proteggersi dagli effetti che le ondate di calore hanno sulla salute. Perché se ognuno soffre il caldo, non tutti lo facciamo allo stesso modo. A cominciare dai soggetti fragili, come le persone anziane, che rappresentano l’85% dei decessi causati dalle temperature e dai fenomeni anomali. Che purtroppo stanno diventando la normalità. Una ricerca realizzata da Imperial College London e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, citata da Legambiente, ha evidenziato che le città italiane sono tra le più colpite: 4.597 i morti stimati per il caldo soffocante. Roma, tra le capitali europee, è quella che conta il bilancio più grave: 835 vittime, contro le 630 di Atene, 409 di Parigi, 387 di Madrid, 315 di Londra e 140 di Berlini. E questo anche perché troppe persone non hanno accesso adeguato a mezzi di difesa. Italia, Legambiente contro la cooling poverty: abbattere le disuguaglianze per difendersi dalle ondate di calore Italia, ondate di calore e temperature record: Legambiente rilancia la campagna “Che Caldo Che Fa” LEGGI ANCHE Acque di balneazione europee sempre più pulite: l’85% dei siti è “eccellente” Le disuguaglianze, infatti, non sono soltanto anagrafiche, spiega Legambiente. La cooling poverty, ovvero l’impossibilità di avere adeguate fonti per rinfrescarsi, dai rifugi climatici ai condizionatori passando per zone d’ombra e fonti d’acqua a portata di mano, esiste anche per altri motivi. Ci sono zone in Italia che, per ragioni economiche, infrastrutturali o di sviluppo, non offrono alla popolazione soluzioni contro il caldo in eccesso. O almeno l’offerta non è uguale per tutti. Alcuni riescono a proteggersi meglio di altri anche all’interno della stessa città. Le aree a basso reddito, spesso caratterizzate da scarsa presenza di verde e da limitato accesso a sistemi di raffrescamento, espongono maggiormente i residenti a rischi per la salute. Ed è ciò che la campagna “Che Caldo Che Fa” punta a combattere, cercando di spingere le città a offrire sempre più punti e rifugi climatici dove ogni persona possa trovare refrigerio. Il tour di Legambiente nelle piazze, a sostegno del progetto, è già cominciato. Quest’anno è partito il 23 giugno da Napoli, poi il 30 arriverà a Milano. A luglio le tappe saranno a Terni il 10, a Roma il 14, a Torino il 22 e la chiusura il 30 a Bari. In queste città coinvolte i volontari, circoli e comitati regionali di Legambiente saranno impegnati nella mappatura delle disuguaglianze termiche tra diversi quartieri. Per ognuno dei centri urbani, una volta raccolti i dati, saranno formulati specifici suggerimenti per trovare soluzioni che aiutino tutta la popolazione a proteggersi dalle ondate di calore sempre più comuni e intense.