Misc Carburanti, trasporto pubblico e biometano: il d.l. n. 63 convertito in legge n. 113 impatta mobilità e città intelligenti Laura Biarella 29 June 2026 Accise ridotte, incentivi per autotrasporto e TPL, spinta a biogas e biometano: il Decreto 63/2026 affronta la crisi energetica con misure dirette su mobilità urbana, logistica e smart city. Prezzi energetici e mobilità, la risposta del decreto n. 63/2026 Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, convertito nella legge n. 113/2026, interviene in maniera urgente per fronteggiare l’aumento dei prezzi energetici legati alla crisi internazionale. Le misure adottate hanno un impatto diretto su: mobilità urbana trasporto pubblico locale logistica stradale transizione energetica delle smart city Accise sui carburanti, riduzioni temporanee e impatto sui costi Il decreto introduce un meccanismo di riduzione temporanea delle accise per contenere il costo dei carburanti. Primo periodo (2–10 maggio 2026) Benzina: 622,90 €/1000 litri Gasolio: 472,90 €/1000 litri GPL: 242,77 €/1000 kg Gas naturale: 0 euro/m³ Secondo periodo (23 maggio – 6 giugno 2026) Benzina: invariata Gasolio: 572,90 €/1000 litri GPL: invariato Gas naturale: zero accisa confermata Effetto diretto per le città: contenimento dei costi per mobilità privata e flotte aziendali riduzione temporanea dei costi della logistica urbana Logistica e autotrasporto, crediti d’imposta rafforzati Il decreto rafforza gli strumenti a favore dell’autotrasporto: proroga del credito d’imposta sui carburanti fino a giugno 2026 aumento delle risorse da 100 a 300 milioni di euro Inoltre: credito anche per il trasporto passeggeri con autobus estensione ai veicoli a basse emissioni (Euro V e VI) Impatto per smart city: sostegno alle flotte urbane maggiore resilienza della supply chain cittadina mitigazione degli aumenti nei servizi di delivery Trasporto pubblico locale, più risorse per i contratti Una delle misure più rilevanti riguarda il trasporto pubblico locale (TPL): incremento di 80 milioni di euro annui del fondo nazionale destinazione: rinnovi contrattuali del personale Effetti per la mobilità urbana: maggiore stabilità del servizio riduzione del rischio di scioperi o discontinuità miglioramento della qualità nei sistemi di trasporto smart Biogas e biometano, spinta alla transizione energetica urbana Il decreto introduce misure per favorire l’utilizzo di: residui agroalimentari nei processi di produzione energetica biomasse e sottoprodotti per impianti di biogas e biometano Novità principali: possibilità di ammettere residui agroalimentari e biomasse negli impianti solo se rispettano le condizioni dell’art. 184-bis e dell’art. 184-ter del d.lgs. n. 152/2006 il decreto conferma che il digestato può essere qualificato come sottoprodotto solo se rispetta le condizioni dell’art. 184-bis del d.lgs. n. 152/2006 integrazione con normativa ambientale (economia circolare) Impatto smart city: sviluppo di carburanti alternativi per flotte urbane riduzione emissioni nel trasporto locale maggiore autonomia energetica territoriale Energia locale, focus su territori e isole Il decreto contiene anche misure per la gestione energetica: nuove regole per le isole non interconnesse i distributori locali possono gestire sistemi di stoccaggio elettrico, ma esclusivamente nell’isola in cui operano e alle condizioni stabilite da ARERA a proroga ventennale delle concessioni è prevista, ma diventa efficace solo previa autorizzazione della Commissione europea (comma 2-novies) Implicazioni: modelli di micro-grid per territori isolati sperimentazioni utili anche per quartieri smart Impatti sulla road economy urbana Il decreto non interviene solo sui prezzi, ma sulla struttura economica della mobilità: Costi operativi riduzione temporanea carburanti incentivi fiscali per operatori Logistica urbana sostegno alla continuità delle attività attenuazione dell’impatto inflattivo Trasporto pubblico rafforzamento del sistema TPL maggiore sostenibilità del servizio Effetti indiretti per cittadini e imprese Le misure producono effetti diffusi: minor costo dei trasporti merci, prezzi più stabili supporto al settore agricolo (fertilizzanti +30% credito) sostegno a industria e produzione (es. Ilva) Nelle smart city questo si traduce in: maggiore accessibilità economica alla mobilità resilienza delle economie urbane Un equilibrio delicato: sostegno vs transizione Il decreto rappresenta una risposta emergenziale: da un lato riduce i costi energetici dall’altro mantiene incentivi verso energie alternative Sfida per le smart city: conciliare: riduzione dei costi nel breve termine transizione ecologica nel medio-lungo periodo Cosa cambia per le città intelligenti Mobilità urbana Riduzione costi carburanti e maggiore stabilità dei servizi Logistica Supporto a operatori e filiera distributiva Trasporto pubblico Più risorse e continuità operativa Energia urbana Spinta a biometano e modelli circolari Verso una mobilità più resiliente Il Decreto n. 63/2026 mostra come le politiche energetiche siano ormai centrali nella progettazione delle smart city. Le città del futuro dovranno integrare: gestione intelligente dell’energia diversificazione delle fonti sostenibilità economica dei servizi di mobilità