Accessi ad ANPR tramite PDND, dal 1° luglio scatta la vigilanza del Ministero dell’Interno

Accessi ad ANPR tramite PDND, dal 1° luglio scatta la vigilanza del Ministero dell’Interno

O Dal 1° luglio 2026 le Pubbliche Amministrazioni e i Gestori di Pubblici Servizi potranno accedere automaticamente ai dati dell’ANPR tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Contestualmente, il Ministero dell’Interno avvierà un sistema strutturato di vigilanza sugli accessi, basato su indicatori di anomalia e verifiche periodiche. Gli enti con comportamenti irregolari riceveranno una comunicazione PEC semestrale e dovranno fornire riscontro entro sei mesi.

Nuovo capitolo per l’accesso ai dati ANPR

Dal 1° luglio 2026 entra pienamente in vigore quanto previsto dall’art. 62, comma 3-bis, del Codice dell’Amministrazione Digitale, con l’attivazione dei servizi di accesso automatico ai dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).

Gli enti che utilizzano questi servizi operano come titolari autonomi del trattamento, assumendo responsabilità diretta sulla liceità, pertinenza, proporzionalità e sicurezza dei dati consultati.

Parte la vigilanza sugli accessi, criteri e controlli

Il Ministero dell’Interno avvia un’attività strutturata di monitoraggio, basata su verifiche periodiche e sull’analisi di indicatori di anomalia. Saranno oggetto di attenzione:

– Accessi giornalieri anomali – volumi significativamente superiori rispetto allo storico dell’ente.

– Accesso notturno – attività tra le 18:00 e le 08:00 oltre la media storica.

– Accessi nei giorni festivi – volumi superiori alla media dei giorni festivi.

– Comuni con accessi sproporzionati – almeno il doppio della popolazione residente.

– E-service con interrogazioni anomale – volumi oltre la media storica del singolo servizio.

– Gestori di Pubblici Servizi con picchi anomali – interrogazioni sensibilmente superiori ai valori medi.

L’elenco degli indicatori potrà essere aggiornato nel tempo, in base all’evoluzione dei servizi e delle esigenze di monitoraggio.

Comunicazioni PEC e obblighi degli enti

Ogni semestre, il Ministero dell’Interno invierà una PEC agli enti che presentano anomalie negli accessi.

Il destinatario dovrà rispondere entro sei mesi dalla ricezione.

In caso di mancato riscontro o di accessi non autorizzati, il Ministero potrà adottare misure correttive, fino alla sospensione dei servizi PDND sottoscritti.

Perché questo controllo è strategico

L’ANPR è una delle infrastrutture più sensibili del Paese. L’accesso automatico tramite PDND rappresenta un passo decisivo verso l’interoperabilità dei dati pubblici, ma richiede:

– tutela della privacy,

– prevenzione degli abusi,

– tracciabilità delle operazioni,

– responsabilizzazione degli enti fruitori.

La vigilanza annunciata dal Ministero si inserisce in questo quadro, garantendo un uso corretto e proporzionato dei dati anagrafici.