Imballaggi in Europa, la plastica cresce dell’11%: Italia tra i Paesi con il maggior consumo di bottiglie d’acqua

Imballaggi in Europa, la plastica cresce dell’11%: Italia tra i Paesi con il maggior consumo di bottiglie d’acqua

Secondo un nuovo studio del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea, tra il 2011 e il 2025 la plastica è stata l’unica categoria di imballaggi a registrare una crescita costante nell’Unione Europea. In Italia le bottiglie d’acqua in plastica rappresentano il 46% del consumo totale di packaging plastico, un dato tra i più elevati in Europa.

Imballaggi UE, quasi 100 kg pro capite immessi sul mercato

La quantità di imballaggi immessi sul mercato europeo continua a rimanere molto elevata.

Secondo il nuovo rapporto pubblicato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, nei 19 Stati membri analizzati, che rappresentano oltre il 97% della popolazione dell’UE, il volume complessivo di imballaggi ha raggiunto i 98 chilogrammi pro capite.

Lo studio ha esaminato il periodo compreso tra il 2011 e il 2025, considerando vetro, plastica, metalli, carta e cartone e materiali compositi. Il settore alimentare e delle bevande continua a rappresentare il principale utilizzatore di packaging, concentrando circa il 97% degli imballaggi immessi sul mercato.

La plastica è l’unico materiale in crescita

Il dato più significativo emerso dall’analisi riguarda la plastica.

Tra tutte le categorie considerate, è infatti l’unica ad aver registrato una crescita nel lungo periodo.

Tra il 2011 e il 2025, gli imballaggi in plastica sono aumentati dell’11% in termini assoluti, confermando una tendenza che continua a rappresentare una sfida per le politiche europee orientate all’economia circolare e alla riduzione dei rifiuti.

Nel 2025 il volume di packaging plastico immesso sul mercato ha raggiunto 5,9 milioni di tonnellate, equivalenti a circa 14 chilogrammi per abitante nei Paesi esaminati.

Il PET domina il mercato degli imballaggi

Le bottiglie per acqua e bevande analcoliche continuano a rappresentare una delle principali applicazioni della plastica destinata ai consumatori.

Il materiale maggiormente utilizzato è il PET (polietilene tereftalato), che costituisce la quota più consistente degli imballaggi plastici presenti sul mercato europeo.

Tuttavia, alcuni Paesi mostrano modelli di consumo differenti.

In Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia, infatti, il polipropilene (PP) supera o affianca il PET, in virtù del suo utilizzo in numerose categorie di prodotti alimentari e bevande.

Italia tra i maggiori consumatori di bottiglie d’acqua in plastica

Le differenze tra gli Stati membri risultano particolarmente marcate.

Mentre Belgio, Paesi Bassi e Francia hanno mantenuto livelli relativamente stabili di utilizzo degli imballaggi plastici, Paesi come Irlanda, Polonia e Romania hanno registrato incrementi significativi nel corso degli anni.

L’Italia emerge per un dato particolarmente rilevante: le bottiglie d’acqua in plastica rappresentano il 46% dell’intero consumo nazionale di imballaggi plastici.

Una quota nettamente superiore rispetto a quella registrata in Svezia, dove la stessa categoria pesa soltanto per il 6%.

Ciò evidenzia come le abitudini di consumo e la diffusione dell’acqua confezionata influenzino direttamente la produzione di rifiuti da imballaggio.

Germania e Svezia agli estremi della classifica europea

Anche i dati pro capite mostrano notevoli differenze territoriali.

Nel 2024 la Germania ha registrato circa 16 chilogrammi di imballaggi in plastica per abitante, mentre la Svezia si è fermata a circa la metà.

La media dei 19 Paesi europei monitorati dal JRC è risultata pari a 14 chilogrammi per persona.

Le divergenze evidenziano come i modelli di consumo, i sistemi di raccolta e le politiche nazionali possano incidere in modo significativo sulla quantità di packaging immessa sul mercato.

Il vetro pesa di più, rappresenta il 75% del totale

Nonostante l’attenzione pubblica sia spesso concentrata sulla plastica, è il vetro a rappresentare la quota maggiore in termini di peso.

Su un totale di 98 chilogrammi di imballaggi procapite registrati nel 2024, circa il 75% del peso complessivo è attribuibile agli imballaggi in vetro, principalmente per effetto della loro maggiore densità.

Le bottiglie in vetro, sia riutilizzabili sia monouso, rappresentano la categoria dominante.

Il comparto della birra guida la classifica con circa 16,5 milioni di tonnellate di imballaggi immessi sul mercato.

Per la plastica, invece, le categorie più rilevanti restano acqua in bottiglia, latticini e bevande gassate.

Ruolo del JRC nella transizione verso l’economia circolare

Lo studio rientra nelle attività di supporto tecnico che il Centro Comune di Ricerca fornisce agli Stati membri per la rendicontazione obbligatoria dei rifiuti di imballaggio prevista dalla normativa europea.

La metodologia aggiornata del JRC amplia inoltre il campo di osservazione oltre il settore alimentare e delle bevande, includendo prodotti per la cura della persona, della casa e degli animali domestici.

Si intende offrire agli Stati membri strumenti più accurati per monitorare gli imballaggi immessi sul mercato e supportare l’attuazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), elemento cruciale della strategia europea per la sostenibilità e l’economia circolare.