Tech HumanX Legal Banda ultralarga, il Consiglio di Stato conferma il diritto di accesso agli atti sul riequilibrio delle concessioni pubbliche Laura Biarella 08 July 2026 Digitalizzazione Italia Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati contro la sentenza del TAR Lazio che aveva riconosciuto il diritto di accesso alla documentazione relativa alla revisione dei piani economico-finanziari delle concessioni per la rete a banda ultralarga nelle aree bianche. La decisione rafforza i principi di trasparenza amministrativa, concorrenza e controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Importante pronunciamento del Consiglio di Stato in materia di trasparenza amministrativa e infrastrutture digitali. I giudici di Palazzo Spada hanno respinto gli appelli presentati contro la decisione del TAR Lazio che aveva riconosciuto il diritto di accesso alla documentazione relativa alla revisione dei piani economico-finanziari delle concessioni pubbliche per la realizzazione della rete a banda ultralarga nelle cosiddette aree bianche del Paese. Al centro il riequilibrio economico-finanziario delle concessioni La vicenda riguarda il procedimento di revisione dei piani economico-finanziari delle concessioni per la realizzazione della rete pubblica a banda ultralarga, conclusosi con un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 21 gennaio 2025. Il provvedimento ha introdotto misure di riequilibrio economico-finanziario e contributi pubblici per circa 660 milioni di euro. L’istanza di accesso era stata presentata per acquisire la documentazione istruttoria alla base della decisione ministeriale, con l’obiettivo di verificare la compatibilità degli interventi con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato e con le regole della concorrenza sul mercato delle infrastrutture digitali. La posizione del Consiglio di Stato Nella sentenza, il Consiglio di Stato ha chiarito che sussiste un interesse diretto, concreto e attuale all’accesso quando la documentazione richiesta risulta funzionale alla tutela di una posizione giuridica potenzialmente incisa dalle decisioni amministrative. I giudici hanno evidenziato che il mercato delle reti in fibra ottica presenta caratteristiche oligopolistiche e che la verifica delle modalità di utilizzo delle risorse pubbliche può assumere rilevanza per gli operatori attivi nel settore. Per questo motivo, la mancata partecipazione alla gara originaria non esclude automaticamente il diritto di accedere agli atti relativi alle successive modifiche del rapporto concessorio. Trasparenza sì, ma con tutela delle informazioni sensibili Uno dei punti centrali della decisione riguarda il bilanciamento tra diritto alla conoscenza e tutela della riservatezza. Secondo il Consiglio di Stato, le amministrazioni coinvolte non hanno motivato in modo sufficientemente dettagliato il diniego integrale all’accesso, limitandosi a richiamare genericamente l’esistenza di segreti tecnici e commerciali. La sentenza precisa però che eventuali informazioni realmente sensibili potranno essere oscurate prima dell’ostensione, garantendo così un equilibrio tra esigenze di trasparenza e tutela delle informazioni riservate. Ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Particolare rilievo assume il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che aveva gestito parte della documentazione relativa al procedimento di revisione dei piani economico-finanziari e aveva disposto il parziale rigetto delle richieste di accesso. Il Consiglio di Stato ha tuttavia ritenuto che le motivazioni addotte non fossero sufficienti a giustificare l’esclusione totale di alcuni documenti dalla consultazione. Precedente per la governance delle infrastrutture digitali La pronuncia rappresenta un precedente significativo per il settore della digitalizzazione e delle infrastrutture di telecomunicazione. Il Consiglio di Stato conferma infatti che il principio di accesso agli atti costituisce uno strumento essenziale per garantire trasparenza, controllo sull’impiego delle risorse pubbliche e corretto funzionamento del mercato. La decisione rafforza inoltre il principio secondo cui gli atti istruttori e le valutazioni tecniche connesse alla revisione dei rapporti concessori non possono essere sottratti automaticamente alla conoscibilità da parte dei soggetti titolari di un interesse qualificato.