Politiche ambientali Legal Roma Capitale affronta il problema del caldo estremo Maurizio Carv... 13 July 2026 Eco-News Italia Sostenibilità Il clima a livello mondiale è cambiato con buona pace dei negazionisti e di coloro che confondono il meteo con il clima. Perché la scienza è una cosa, la percezione individuale, obiettivamente un’altra. La siccità duratura, i violenti temporali, le improvvise grandinate sono eventi sempre più tipici delle estati alle nostre latitudini. Tutti segni tangibili di un clima che è mutato e in modo incontrovertibile. Circostanze avverse che mettono in ginocchio molte nostre città, creando non solo disagio generalizzato ma anche problemi di salute, talvolta anche molto gravi. Basti, in tal senso, ricordare solo gli oltre mille morti causati nel 2010 da un’ondata di caldo ad Ahmedabad, in India, con temperature che raggiunsero i 46,6 gradi centigradi. Non solo conseguenze sanitarie e di peggiore vivibilità in genere. Il clima torrido comporta anche conseguenze economiche che impattano sui bilanci statali. Aumento dell’inflazione, dovuti al rincaro della bolletta energetica ma anche dei generi alimentari. Diminuzione della produttività lavorativa (in calo fino al 3% per ogni grado sopra i 30°C) ma anche interventi d’emergenza per fronteggiare gli effetti di episodi climatici intensi come i nubifragi estivi che spesso seguono lunghi periodi di siccità. Non solo soluzioni nazionali Davanti a estati tropicali che fanno, talvolta, capolino già da maggio inoltrato, la risposta delle amministrazioni comunali di molte città italiane non può più attendere. Perché, accanto a strategie adottate a livello nazionale che passano attraverso importanti politiche energetiche a favore di fonti rinnovabili in luogo di quelle fossili, ci sono anche altre soluzioni che impattano direttamente sul tessuto urbano, portando in dote risultati importanti in termini di contrasto alle periodiche ondate di calore. Si tratta, in quest’ultimo caso, di scelte apparentemente più piccole ma non per questo marginali. E tali soluzioni possono, meglio, debbono essere adottate dalle amministrazioni comunali. Perché il flagello del caldo torrido, spesso associato a nomi mitologici, da Caronte a Minosse, passando per Cerbero e Lucifero, infierisce senza tregua da Bolzano ad Agrigento. Pavimenti drenanti, foreste urbane ma anche particolari tipi di vernici o crescita di zone di ombreggiatura in città. Sono solo alcune delle soluzioni che una realtà urbana può adottare senza, oltretutto, incidere significativamente, sui già magri bilanci comunali. Nel novero di quelle città che hanno preso sul serio il contrasto ai cambiamenti climatici partendo da soluzioni che vengono dal basso, si inserisce di diritto Roma. E, allora, bisogna mettere sul tavolo decisionale scelte convincenti e rapide. Il piano capitolino contro il caldo estremo Lo scorso 2 luglio in Campidoglio è stato ufficialmente presentato il “Piano Caldo” ovvero la risposta strategica della Capitale alle sistematiche ondate di calore che da anni imperterrite affliggono i romani e non. Alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, degli assessori all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, all’Urbanistica, Maurizio Veloccia e al Sociale, Barbara Funari, la strategia capitolina al gran caldo è stata adeguatamente presentata. Non solo la politica, ovviamente. Anche la scienza ha fatto la sua parte nel corso della tavola rotonda sul tema caldo e soluzioni urbane. Tra i presenti Paola Mercogliano, ricercatrice del CMCC ovvero il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Ma anche Giulia Benati dell’Università di Barcellona o Paola Michelozzi, Direttrice del Dipartimento epidemiologia ambientale. Politica, scienza ma anche istituzioni quali la Protezione civile, rappresentata dal Direttore Dipartimento Protezione Civile Roma Capitale Giuseppe Sorrentino. Voci diverse, realtà d’appartenenza differenti -tra i presenti anche Andrea Aliscioni, Direttore Generale Acea ATO2, Bruno Manzi, Presidente di Ama, nonché Giuseppe Napolitano, Vicecapo di Gabinetto Roma Capitale e Edoardo Zanchini Direttore Ufficio Clima- ma tutti con un unico scopo: ridurre il caldo urbano. Perché, come ha ricordato il sindaco Gualtieri, «La maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore non è più un’eccezione, bensì la regola in tutto il mondo.» Le soluzioni in campo verso i più fragili Il contrasto alle periodiche ondate di calore passa attraverso quattro punti fondamentali, linee guida sulle quali si basa l’intero piano adottato da Roma Capitale. In primis, l’attenzione verso le persone ritenute più fragili. Anziani, ovviamente ma anche bambini, ovvero i soggetti più esposti agli effetti nocivi sulla salute del caldo. Per loro il Piano Caldo prevede un incremento dei posti disponibili nei centri diurni ma anche ingressi gratuiti presso le 18 piscine comunali dislocate sul territorio. Non solo. Tra i cosiddetti “rifugi climatici” rientrano anche musei, biblioteche, aule studio, centri anziani, soluzioni poste in contesti interni ma anche esterni. A pieno regime il sistema garantirà un totale di 660 di questi luoghi. Per gli anziani, in particolare, il piano permette screening gratuiti nel circuito Farmacap. Presso queste strutture, consultabili attraverso il numero verde 800 957 774, è possibile effettuate una serie di esami clinici. Da un classico elettrocardiogramma alla misurazione della pressione. Non solo questo, però. Sono effettuabili anche analisi del sangue volti a conoscere i livelli di glicemia o colesterolo. Nell’ambito dell’attenzione ai più fragili vanno comprese anche attività quali il potenziamento dei servizi di consegna pasti a domicilio o i pranzi di Ferragosto, una giornata tradizionalmente difficile per le persone più sole. Più verde, meno calore percepito Che la presenza di più alberi contribuisca a limitare gli effetti del caldo in città non è certo una scoperta. Chiunque, infatti, nelle giornate molto calde ha sperimentato il sollievo offerto dall’ombra di una pianta. Per questo, sulla base di questo facile assioma, il Piano Caldo di Roma Capitale prevede l’implementazione della piantumazione di alberi su strada e nei parchi, cavallo di battaglia dell’amministrazione comunale. Dal 2022 il bilancio arboreo di Roma è nettamente positivo. A fronte degli abbattimenti programmati, di quelli urgenti ma anche degli schianti, il numero di nuove piantagioni è comunque considerevole. Sono 38.000 gli alberi in più ad oggi rispetto a quelli presenti nel 2022 con un incremento complessivo di aree verdi pari al 4.5%, che vuol dire 187 ettari in più di verde pubblico. Nello specifico, sulla base dei dati ricavabili dalla piattaforma “Greenspaces” che monitora il sistema verde a Roma, delle oltre 390.000 piante esistenti, ben 125.000 marginano le strade capitoline, garantendo a queste l’ombra necessaria a ridurre gli effetti del torrido soleggiamento. Non solo più alberi. La riduzione della canicola urbana passa anche attraverso la depavimentazione. Si tratta, in breve, di una strategia di rigenerazione urbana, adottata in molte città non solo italiane, consistente nella rimozione, ove possibile, di interi tratti di asfalto e nel contestuale rispristino dell’originario terreno. Tale azione rende le superfici precedentemente asfaltate nuovamente permeabili, con significativi effetti proprio nel contrasto al calore. Rimuovere asfalto e cemento, ripristinando il terreno naturale migliora l’assorbimento dell’acqua piovana, mitigando l’effetto “isola di calore” e favorendo la biodiversità. Resilienza delle infrastrutture primarie Il Piano Caldo di Roma Capitale passa anche attraverso un’opportuna azione volta a garantire la resilienza delle infrastrutture, innanzitutto, quelle energetiche. Il grande caldo, come facilmente desumibile, incide molto sulla rete energetica. Nei mesi estivi, più che in quelli invernali, la richiesta di energia elettrica è enorme con rischi di possibili blackout della rete. Per questo il Piano prevede specifici interventi per migliorare la rete energetica, garantendo la continuità del servizio erogato. Non solo la resilienza energetica, però. Nel Piano è previsto anche l’implementazione di altre strutture, il tutto nell’ambito di un’azione sinergica. La rete idrica, innanzitutto, che al pari di quella energetica è molto stressata nei mesi estivi. In questo caso, il miglioramento della rete idrica passa attraverso il suo ammodernamento. Nuove condutture ma, soprattutto, riduzione degli sprechi che passano attraverso la riparazione delle perdite. Ma nella strategia della resilienza delle infrastrutture passano anche azioni volte a migliorare la rete dei trasporti pubblici che in estate risente degli effetti delle ferie del personale ma anche delle reti di comunicazione. Il monitoraggio del fenomeno climatico Uno degli ambiti più innovativi del Piano passa per la creazione di una piattaforma che monitori il problema climatico da vari ambiti. Dati storici, ma anche rendicontazione degli eventi estremi con connesse proiezioni climatiche, con l’obiettivo di comprendere meglio l’evoluzione del clima urbano e i possibili scenari futuri. Il monitoraggio del fenomeno, sulla base anche dell’analisi dei primi dati degli interventi adottati, permetterà di avere in tempo reale il polso della situazione, proponendo nuove strategie o semplici cambiamenti in corso d’opera. A proposito del Piano il sindaco Gualtieri ha anche detto: «Con questo piano presentiamo la visione del cambiamento necessario per dare continuità a questi interventi e adattare gli spazi della città al nuovo scenario climatico per garantire che siano sicuri e vivibili per tutti». Maurizio Carvigno