Smart Road Legal Vittorio Veneto, segnaletica in revisione per piazze e ciclabili: un intervento da 9.272 euro per rimettere ordine in centro Marco Gramigni 28 July 2026 Citizen Italia Mobility Affidato l’incarico di riprogettazione per Piazza Sant’Andrea, Piazza Duomo e otto chilometri di piste ciclabili. L’assessore Dus: “Un primo passo verso una mobilità più chiara e sicura” C’è una piazza a Ceneda che da anni fa discutere i cittadini di Vittorio Veneto: Piazza Papa Giovanni Paolo I, uno spazio con un discreto valore storico e simbolico, ridotto però — nei fatti — a parcheggio a cielo aperto. Non è l’unico nodo su cui il Comune ha deciso di intervenire, ma è probabilmente quello con più significato simbolico all’interno di un pacchetto di lavori che punta, più in generale, a rimettere ordine nella segnaletica cittadina. Chi fa cosa, e con quali soldi Con determina n. 614 del 20 luglio 2026, l’amministrazione comunale ha affidato alla Beyond S.r.l.s. di Enrico Bonizzoli & C. un incarico importante: analisi puntuale e riprogettazione della segnaletica verticale e orizzontale in quattro zone della città. Tradotto: prima si va a vedere cosa c’è oggi — cartelli, strisce, percorsi — poi si ridisegna tutto da capo dove serve. Il costo dell’operazione è di 9.272 euro, Iva inclusa. Le aree coinvolte sono quattro, e non sono state scelte a caso: Piazza Sant’Andrea, nel cuore del centro storico Piazza Duomo, altro spazio simbolico della città La ciclabile di via Brandolini, circa quattro chilometri La ciclabile della zona industriale, altri quattro chilometri, lungo l’anello tra via Podgora, via Caduti sul Lavoro e via Mattei Otto chilometri di piste ciclabili in tutto, quindi, più due piazze storiche. Un intervento che tiene insieme il centro città e le periferie produttive, il turismo e il pendolarismo quotidiano. Non solo turismo: la bici come mezzo per andare a lavorare Vittorio Veneto, segnaletica in revisione per piazze e ciclabili: un intervento da 9.272 euro per rimettere ordine in centro LEGGI ANCHE Firenze sempre più a misura di bici: in arrivo bike box e velostazioni L’assessore all’Urbanistica, Mobilità Sostenibile e Ambiente, nonché vicesindaco, Marco Dus, insiste su un punto che a volte viene dato per scontato: la sicurezza in bicicletta non riguarda solo chi pedala nel weekend o i turisti in visita. Riguarda anche — e forse soprattutto — chi ogni mattina inforca la bici per andare a lavorare nella zona industriale. Dus lo dice chiaramente: la sicurezza dei ciclisti “non è un tema che riguarda solo il tempo libero o il turismo: riguarda anche chi pedala per andare a lavorare”. È una distinzione che cambia la prospettiva del progetto: non si tratta solo di abbellire il centro per chi passeggia la domenica, ma di garantire percorsi leggibili e sicuri anche nelle ore di punta feriali, quando le strade si riempiono di pendolari. Piazza Papa Giovanni Paolo I: un cantiere che aspetterà, ma non troppo Sul fronte delle piazze, il discorso più delicato riguarda proprio Piazza Papa Giovanni Paolo I a Ceneda. Dus non nasconde il disagio nel vedere uno spazio vicino a edifici ecclesiastici e monumentali trasformato di fatto in un parcheggio permanente. Una riqualificazione vera e propria, però, richiederebbe fondi che al momento il Comune non ha a disposizione. Da qui la scelta di procedere per gradi: prima il decoro urbano, la riorganizzazione della sosta e la nuova segnaletica, poi — quando le risorse lo permetteranno — un intervento più strutturale. Dus è onesto sui tempi: servirà pazienza prima che il cambiamento sia visibile, ma la direzione, assicura, è quella giusta. Un tassello piccolo, un obiettivo più grande Novemila euro non sono una cifra che rivoluziona una città. Ma il Comune lo presenta esplicitamente come un primo passo, non come un punto d’arrivo. L’idea di fondo è che la sicurezza stradale non si costruisce solo con grandi opere, ma anche — e a volte soprattutto — con interventi mirati sulla segnaletica, sulla chiarezza dei percorsi e sulla gestione degli spazi condivisi tra pedoni, ciclisti e automobilisti. Vittorio Veneto, insomma, prova a ripartire da dettagli apparentemente minori — un cartello spostato, una striscia ridisegnata — per costruire, un pezzo alla volta, un’idea più ampia di città vivibile.