Legal Smart Road Tech Videosorveglianza a Zingonia, Regione Lombardia stanzia 429mila euro per quattro Comuni Marco Gramigni 02 August 2026 Italia Sicurezza I fondi, avanzati da interventi già fatti nel passato, finanzieranno nuovi impianti nei Comuni di Boltiere, Ciserano, Verdellino e Verdello Quattro Comuni, un unico obiettivo: rendere Zingonia un posto un po’ più sicuro. La notizia è di quelle che, se abiti da quelle parti, ti fa drizzare le orecchie. Regione Lombardia ha deciso di dare oltre 429 mila euro a Boltiere, Ciserano, Verdellino e Verdello per potenziare la videosorveglianza sul territorio. Ma andiamo con ordine: da dove arrivano questi soldi? Non sono fondi nuovi di zecca, tanto per essere precisi. Si tratta di fondi avanzati da interventi già fatti in passato, soldi che, tecnicamente, sarebbero dovuti rientrare nelle casse regionali. Invece no: qualcuno ha deciso diversamente. A spiegarlo è stato Paolo Franco, l’assessore regionale che si occupa di Casa e Housing sociale, quindi la figura politica che segue da vicino i temi dell’edilizia popolare e degli alloggi pubblici in Lombardia. Franco non ha usato mezzi termini: si tratta di “economie derivanti da precedenti interventi, che vengono reinvestite nel territorio. I fondi sarebbero dovuti tornare nelle casse regionali, ma è stata fatta una scelta politica ben precisa, che rivendico con orgoglio: quella di aiutare i Comuni a realizzare o integrare i progetti di videosorveglianza”. Chi prende cosa LEGGI ANCHE Estate 2026, soste più sicure in autogrill: visite gratuite, simulatori e assistenza per gli animali Videosorveglianza a Zingonia, Regione Lombardia stanzia 429 mila euro per quattro Comuni Qui la cosa si fa interessante, perché le cifre non sono uguali per tutti. Il Collegio di vigilanza — l’organismo che di fatto ha deliberato e distribuito questi fondi — ha stabilito il seguente riparto: Boltiere: 51.269 euro Ciserano: 125.886 euro Verdellino: 127.815 euro Verdello: 124.805 euro A occuparsi materialmente di realizzare gli interventi sarà Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, l’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica in quella zona della Lombardia, in pratica chi si occupa delle case popolari e, sempre più spesso negli ultimi anni, anche della loro riqualificazione. Un clima disteso, dicono dalla Regione Franco ha raccontato anche il clima in cui è maturata la decisione, descrivendo “un clima sereno, con gli amministratori locali soddisfatti per la decisione di mantenere anche queste risorse sul territorio”. E ha aggiunto che, a suo dire, “Regione Lombardia continua a essere dalla parte degli enti locali, sostenendo le iniziative che potenziano gli strumenti a tutela della sicurezza dei cittadini”. Zingonia e quel passato che pesa ancora Qui però il discorso si allarga, e non poco. Perché parlare di Zingonia significa toccare un nervo scoperto che dura da decenni: quello di un’area a cavallo tra quattro Comuni bergamaschi, nata negli anni ’60 come polo industriale e residenziale, ma diventata negli anni sinonimo — spesso ingiusto, spesso amplificato — di degrado urbano e insicurezza. Franco lo sa bene, e infatti ha collegato l’investimento a un disegno più ampio: “La rinascita di Zingonia passa attraverso interventi concreti su più fronti: rigenerazione urbana, qualità dell’abitare, servizi e sicurezza”. Un ragionamento che ha senso: non basta mettere una telecamera in più se poi non cambia nient’altro intorno. L’assessore stesso lo dice chiaramente, aggiungendo che investire sulla sicurezza serve a “porre le basi per evitare il ritorno a un passato da archiviare definitivamente”. La parola ad Aler Anche chi dovrà materialmente far partire i lavori ha voluto dire la sua. Corrado Zambelli, presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, ha sottolineato come “la sicurezza è un elemento fondamentale anche per valorizzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e garantire una migliore qualità della vita agli inquilini delle nostre case”. E ha promesso impegno, ricordando che si tratta di un lavoro che Aler porta avanti “da anni” nel percorso di riqualificazione della zona. Cosa resta da capire Le cifre ci sono, i beneficiari pure. Quello che ancora manca – e che arriverà solo con il tempo – è capire quanto davvero cambierà la percezione di sicurezza per chi a Zingonia ci vive tutti i giorni. Le telecamere aiutano, questo è indubbio. Ma da sole, come spesso succede, difficilmente bastano a cancellare un’etichetta che ci si porta dietro da troppi anni.