Smart Road Legal Aeroporto di Fiumicino, nuovo svincolo sull’A91: investimento da oltre 40 milioni di euro Marco Gramigni 05 August 2026 Citizen Italia Mobility L’opera migliorerà l’accesso all’aeroporto di Fiumicino, riducendo traffico, tempi di percorrenza ed emissioni. C’è una frase che mi ha colpito leggendo le carte di questo progetto: “attesa da oltre trent’anni”. Trent’anni. Ci nasce un figlio, cresce, si laurea, e nel frattempo uno svincolo autostradale resta lì, sulla carta, ad aspettare il suo momento. Ora però quel momento è arrivato, e succede proprio a Fiumicino, sotto le ali del “Leonardo da Vinci“. Aeroporti di Roma — ADR per gli amici, la società che gestisce lo scalo e fa parte del gruppo Mundys — ha tirato fuori il portafoglio: oltre 40 milioni di euro, soldi suoi, per costruire un nuovo svincolo sull’autostrada A91, quella che unisce Roma a Fiumicino. I lavori sono partiti a novembre 2024. Chi passa spesso da quelle parti li avrà già notati, tra gru e recinzioni. Fine prevista: primavera 2027. Perché serviva proprio ora Semplice: perché il Cargo, cioè l’area merci dell’aeroporto, sta letteralmente esplodendo. Un +7% di traffico rispetto all’anno scorso non è un dato che si ignora. E poi c’è il parcheggio Lunga Sosta, quello dove migliaia di viaggiatori lasciano l’auto prima di partire. Due zone strategiche, oggi imbottigliate nella viabilità interna dell’aeroporto, che presto avranno un accesso diretto e autonomo dall’autostrada. Come? Con due rampe nuove, collegate alla carreggiata est dell’A91 in direzione Roma: una porta chi arriva da Fiumicino dritto verso Cargo City l’altra fa uscire i mezzi da Cargo e Lunga Sosta e li smista subito verso la Capitale Niente più codine tra camion, furgoni e navette dentro le strade interne dello scalo. Un traffico, quello merci e passeggeri, che finalmente si separa. I numeri che, secondo me, raccontano più di ogni comunicato Aeroporto di Fiumicino, nuovo svincolo sull’A91: investimento da oltre 40 milioni di euro LEGGI ANCHE Palermo, Ponte Corleone: ultimo impalcato completato: ecco quando finiranno i lavori Queste cifre rendono l’idea meglio di mille descrizioni: circa 1.100 veicoli al giorno useranno i nuovi collegamenti, tra cui 45.000 mezzi pesanti l’anno (camion, furgoni, autoarticolati) ogni tragitto si accorcia di 5,5 km si risparmiano circa 8 minuti a viaggio — pochi, se presi singolarmente, ma moltiplicati per 400.000 passaggi annui diventano tantissime ore tolte al traffico la riduzione complessiva sfiora i 2 milioni di km percorsi ogni anno con un beneficio ambientale di 680 tonnellate di CO₂ in meno immesse in atmosfera È proprio questo il punto più interessante della storia: non lo svincolo in sé, ma l’effetto a catena che genera. Meno chilometri vuol dire meno gasolio bruciato, meno codine, meno stress per chi guida un TIR alle sei del mattino per consegnare merce in tempo. Il vero lavoro sporco è sottoterra Qui poi la faccenda si fa tecnica, ma vale la pena raccontarla perché non è cosa da poco. Il terreno di quell’area non è dei più semplici, dal punto di vista geotecnico, e quindi gli ingegneri hanno dovuto scavare parecchio in profondità per garantire stabilità. Risultato: circa 150 pali di fondazione infissi nel terreno, alcuni fino a 85 metri sotto il livello del suolo, con una lunghezza media sopra i 70 metri. Numeri da grattacielo, altro che semplice svincolo stradale. E alla fine, chi se lo tiene? Dettaglio che in pochi notano ma che cambia parecchio la prospettiva: una volta completata l’opera, quel pezzo di terra — oggi dentro il sedime aeroportuale, quindi territorio privato ADR — passerà al demanio stradale. A gestirlo sarà l‘ANAS, l’ente statale che si occupa delle strade italiane, che lo integrerà nella rete pubblica al servizio dell’aeroporto e di tutto il territorio. In pratica: un investimento privato che, a lavori conclusi, diventa un’infrastruttura di tutti. Pendolari, autotrasportatori, famiglie che partono per le vacanze.