Smart Road Legal Palermo, Ponte Corleone: ultimo impalcato completato: ecco quando finiranno i lavori Marco Gramigni 05 August 2026 Citizen Italia Mobility Palermo compie un passo decisivo verso il completamento del Ponte Corleone: posato l’ultimo macroconcio dell’impalcato. C’è qualcosa di quasi cinematografico nel guardare una gru sollevare un pezzo di cemento armato da centinaia di tonnellate e vederlo scendere, millimetro dopo millimetro, fino a incastrarsi esattamente dove doveva stare. Ecco, a Palermo è successo proprio questo. Ieri, sul fiume Oreto, è stato posizionato l’ultimo tassello del Ponte Corleone — tecnicamente si chiama “macroconcio”, e no, non è un termine che si usa tutti i giorni — dell’impalcato che porterà verso Catania. Si chiama M4, come una specie di codice segreto, ed è servito a chiudere il cerchio: ora le due sponde, quella di Trapani e quella di Catania, sono collegate. Punto. Fatto. Cosa significa, in pratica, per chi vive a Palermo Diciamocelo senza troppi giri di parole: chi guida a Palermo lo sa bene, quella zona è da anni un incubo. Il progetto dei ponti laterali sul fiume Oreto nasce esattamente per questo — sciogliere un nodo di traffico che si trascina, letteralmente, da decenni. E ANAS (l’ente statale che si occupa di strade e autostrade in Italia, per chi non masticasse la sigla) ci sta lavorando fianco a fianco col Comune. Qualche dettaglio tecnico, giusto per capire la portata della faccenda: L’operazione ha riguardato la carreggiata direzione Catania È stata usata la modalità “stop and go” — praticamente hanno fermato il traffico a intermittenza, cinque minuti alla volta, invece di bloccare tutto per ore Il risultato? Pochissimi disagi per chi era in macchina in quel momento Ed è qui che sta il vero colpo di classe di questo cantiere: riuscire a fare un lavoro così delicato senza mandare in tilt mezza città. Non è scontato. Chi ha parlato e cosa ha detto Palermo, Ponte Corleone: ultimo impalcato completato: ecco quando finiranno i lavori LEGGI ANCHE Osservatorio Telepass: nell’estate del 2026 cresce sempre di più l’interesse per le vacanze in auto Sul posto c’erano anche il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore alle Opere pubbliche Salvatore Orlando — non semplici comparse, ma le due figure che stanno seguendo l’opera passo dopo passo dal lato istituzionale. Nicola Montesano, che dirige la Struttura territoriale Anas Sicilia (in pratica il responsabile ANAS per tutta l’isola), ha voluto rassicurare tutti quanti: “Le operazioni di varo dell’impalcato di monte, relativo alla carreggiata in direzione Catania dei ponti laterali sul fiume Oreto, si sono concluse positivamente e in piena sicurezza”. Lagalla, dal canto suo, ha buttato lì una promessa niente male: “I lavori relativi a questa carreggiata potranno essere completati entro la fine dell’anno, nel rispetto del cronoprogramma”. Parole che pesano, considerando quante volte i palermitani hanno sentito promesse simili andare in fumo con altre opere pubbliche. Orlando invece ha puntato l’attenzione su un aspetto che viene spesso sottovalutato: il lavoro delle persone. Ha ringraziato esplicitamente “le imprese impegnate nel cantiere, i tecnici dell’assessorato e tutte le maestranze” — cioè gli operai, i tecnici, tutti quelli che davvero, fisicamente, hanno messo le mani su quel cemento. E adesso? Il cantiere non chiude i battenti, tutt’altro. Nei prossimi giorni si passerà alla chiusura dei giunti e alle verifiche strutturali — la parte meno spettacolare ma altrettanto delicata di tutta l’operazione. Diciamo che siamo all’ultimo miglio, non alla fine della corsa. Resta il fatto che, se le promesse verranno mantenute, entro dicembre Palermo potrebbe avere una delle sue arterie più critiche finalmente sbloccata. Chissà se sarà davvero così — le opere pubbliche italiane, si sa, non sono famose per rispettare sempre le tabelle di marcia. Ma intanto, oggi, un pezzo enorme di cemento è andato esattamente dove doveva andare. E non è poco.