Enforcement Smart Road Veneto, 119 mila euro per formare la Polizia Locale: ecco come saranno spesi Marco Gramigni 20 August 2026 Sicurezza La Regione Veneto mette sul tavolo 119 mila euro per la formazione della Polizia Locale nel 2026 Novantacinque euro qua, trentamila là. No, scherzo: parliamo di cifre ben più consistenti. La Regione Veneto ha appena sbloccato 119 mila euro per la formazione della Polizia Locale nel 2026, e dietro quei numeri c’è un ragionamento che vale la pena raccontare per bene. Chi decide e chi paga La delibera porta la firma di Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione e assessore alla Sicurezza — insomma, l’uomo che in Giunta si occupa proprio di queste materie. Il testo ora deve passare dal Consiglio regionale, che lo esaminerà tramite la commissione competente. Un passaggio burocratico, sì, ma tutt’altro che una formalità: senza quel via libera, i corsi resterebbero sulla carta. I soldi arrivano da una legge del 2020, la 24, quella che in Veneto regola le cosiddette “politiche integrate per la sicurezza” — un termine tecnico per dire, semplicemente, come la Regione organizza e finanzia chi si occupa di tenere sicuri i territori. E qui viene il bello: la torta si divide in due fette. 71 mila euro finiscono al Comando Generale di Polizia Locale del Comune di Venezia 48 mila euro vanno alla Fondazione Università Ca’ Foscari, tramite la sua Ca’ Foscari Challenge School Sul campo si sudano le maniche Veneto, 119 mila euro per formare la Polizia Locale: ecco come saranno spesi LEGGI ANCHE Maltempo in Liguria, fulmine colpisce un Frecciabianca: treno fermo a Riva Trigoso Il corso gestito dal Comando veneziano ha un’anima decisamente pratica. Gli agenti passeranno per la difesa personale, l’uso delle armi da fuoco, tecniche operative vere e proprie e un aggiornamento sul cosiddetto Codice Rosso — la normativa introdotta per accelerare le indagini nei casi di violenza domestica e di genere, dando alle forze dell’ordine strumenti più rapidi per intervenire. C’è pure un corso di guida sicura, perché anche stare al volante di un’auto di servizio richiede allenamento, mica basta la patente. In cattedra, invece, si punta all’albo L’altro percorso ha tutt’altro passo. Cento ore di lezione, tetto massimo di 40 partecipanti, pensato per chi vuole entrare nell’Elenco regionale dei Comandanti di Polizia Locale — praticamente una lista ufficiale che certifica chi ha i titoli per dirigere un comando, non solo per farne parte. Qui Ca’ Foscari Challenge School, la scuola di alta formazione dell’ateneo veneziano, mette in campo competenze più manageriali: gestione, leadership, visione d’insieme. Le parole di chi ha firmato la delibera Pavanetto non gira attorno al concetto: gli agenti della Polizia Locale, dice, sono quasi sempre i primi a presentarsi quando qualcosa va storto. Nelle sue parole, sono “spesso i primi a intervenire, i primi a raccogliere una richiesta di aiuto, i primi a confrontarsi con una situazione di difficoltà o di emergenza, anche a fianco delle altre Forze dell’Ordine“. E aggiunge un ragionamento che, a ben guardare, spiega tutto l’impianto della delibera: la formazione non può essere un episodio isolato, va rinnovata di continuo perché il mondo attorno agli agenti si muove in fretta. Come dice lui stesso, “cambiano le normative, cambiano le modalità operative e i fenomeni con i quali gli agenti sono chiamati a confrontarsi“. Sicurezza urbana, gestione di eventi pubblici, nuove tecnologie, emergenze impreviste: il ventaglio di cose da saper affrontare si allarga anno dopo anno, e la Regione — almeno sulla carta — sembra averlo capito.