Smart Road Roma, ecco le nuove linee guida per bici e monopattini in sharing: tutte le novità Francesco Ton... 28 August 2026 Il Comune di Roma ha approvato le nuove linee guida per il prossimo bando di sharing di bici e monopattini: integrazione col Tpl, sicurezza e sanzioni le novità principali La sharing mobility di Roma è pronta a cambiare pelle. E il primo atto della rivoluzione è stato approvato dal Comune capitolino nelle scorse ore. Sono infatti pronte le nuove linee guida per l’affidamento del servizio di noleggi di bici e monopattini nella capitale, ovvero i criteri che i candidati dovranno rispettare per essere selezionabili da parte del Campidoglio. Un aggiornamento che rivede le regole previste per le due tipologie di mezzi, che stanno per scadere: il 31 agosto esaurisce il suo tempo l’elenco di dettami per i monopattini, elaborato nel 2022, a fine ottobre invece stop al regolamento per le biciclette, elaborato nel 2023. La revisione delle linee guida era dunque un passaggio necessario e molto atteso, per far sì che la mobilità condivisa di Roma entri in una nuova fase. All’insegna del mantenimento del servizio e del suo miglioramento. I monopattini rimangono Per prima cosa, il Campidoglio va in controtendenza con altre capitali europee: i monopattini restano un mezzo noleggiabile. Questo nonostante le nuove regole volute dal Mit su casco, targa e assicurazione e soprattutto tutte le sanzioni che il Comune ha emesso negli anni scorsi nei confronti degli operatori che hanno violato le regole. Le grandi città d’Europa e anche Firenze e Genova hanno stoppato il noleggio di questo tipo di mezzi anche perché è difficile far rispettare agli utenti il Codice della Strada, non di rado violato. Ma Roma prosegue sulla strada dell’ammettere i monopattini nel bando della sharing mobility. Dice l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè: l’Europa si è divisa in due. Parigi li ha cancellati dopo il referendum del 2023, Madrid ha revocato le licenze ai suoi tre operatori l’anno successivo, e la stessa scelta è stata fatta a Praga e, in Italia, a Firenze. Capisco perfettamente perché: il monopattino rovesciato sul marciapiede, davanti a uno scivolo o a una fermata dell’autobus, è un’immagine che anche a Roma abbiamo visto troppe volte. Non intendo negarlo. Ma credo che vietare sia la risposta comoda e sbagliata: significa rinunciare a uno strumento che copre il primo e l’ultimo miglio, cioè esattamente il pezzo di viaggio che il trasporto pubblico fa più fatica a coprire. La strada che abbiamo scelto è più faticosa: governarli. A Madrid uno dei motivi del divieto è stato che la gente andava in due sullo stesso monopattino: noi, invece di vietare, chiediamo agli operatori un mezzo che in due non parta Aumentano i controlli Non vietare ma controllare quindi. E Roma nelle sue nuove linee guida ha deciso di incrementare proprio il monitoraggio e anche di inasprire le sanzioni qualora ci fossero violazioni da parte degli operatori. Ci saranno sette rilevazioni al giorno delle regolarità su quantità e distribuzione della flotta di bici e monopattini, una ogni centottanta minuti dalle 5:30 alle 23:30. Le irregolarità fanno crescere in automatico il canone del mese successivo. Superata la soglia stabilita scattano una sospensione di sette giorni, poi due sospensioni di trenta giorni con ritiro dei mezzi in deposito e infine la decadenza dell’autorizzazione, con scorrimento della graduatoria. L’operatore in questione continuerebbe a versare il canone anche durante la sospensione. Ogni provvedimento è preceduto da una fase di contraddittorio, con dieci giorni per le controdeduzioni. Una stretta che dunque vincola ancora di più gli operatori che si candidano a rispettare le nuove linee guida romane. Soprattutto per quel che riguarda la distribuzione omogenea in città e anche l’abbandono dei mezzi una volta terminati i noleggi. LEGGI ANCHE Roma, caos auto attorno all’Olimpico: il Campidoglio pensa a una Ztl temporanea Equa distribuzione in tutta Roma e stretta sull’abbandono selvaggio dei mezzi Il Comune si è accorto negli anni che bici e monopattini sharing venivano dislocati dagli operatori soprattutto nel cuore della capitale. Non è difficile capire il perché: bacino d’utenza più numeroso, maggior quantità di turisti, presenza di ZTL che dunque riducono i mezzi a disposizione per spostarsi. Ma il Campidoglio ha deciso di rendere il più equa possibile l’offerta di mobilità condivisa su tutto il territorio urbano. Le nuove linee guida fissano limiti massimi nelle aree centrali per ciascun operatore e per ciascuna tipologia di mezzo. Trenta unità nella ZTL Tridente, trecento nella ZTL Centro storico diurna al netto del Tridente, settanta nella ZTL Trastevere notturna, ottocento nel resto del I Municipio. Fuori dal centro l’obbligo si rovescia: l’area operativa di ciascun operatore non potrà essere inferiore a novantacinque chilometri quadrati e nelle aree periferiche del Piano generale del traffico urbano dovrà essere garantita una densità minima di dodici monopattini e sei biciclette per chilometro quadrato. Il servizio, in altre parole, deve esserci anche dove rende meno. Le regole di dispiegamento su strada impongono una distanza minima di settanta metri tra i mezzi disponibili dello stesso operatore, raggruppamenti non superiori a cinque unità e almeno due metri tra i raggruppamenti di operatori diversi. La chiusura del noleggio è vincolata all’acquisizione di una fotografia che documenti il corretto stazionamento del mezzo, e le app dovranno impedire la chiusura del noleggio nelle aree in cui la sosta o la circolazione sono inibite. I mezzi lasciati dove non possono stare vanno rimossi entro sei ore dalla segnalazione. In caso di urgenza o inottemperanza interviene l’Amministrazione, con i costi a carico dell’operatore. Qualità dei mezzi più alta Le nuove linee guida prevedono poi anche delle dotazioni diverse da parte dei mezzi. Innanzitutto devono avere targa e copertura assicurativa, per rispettare la normativa nazionale. Serviranno dotazioni a impedire l’avvio del mezzo quando i sensori rilevano due persone a bordo. E questa è la risposta che l’assessore Patanè ha voluto dare per contrastare questo comportamento scorretto da parte di chi noleggia i monopattini. In più i veicoli immessi in servizio non potranno avere più di 2 anni e gli operatori dovranno documentarlo a ogni reintegro della flotta e prima dell’avvio. Il servizio è riservato ai maggiorenni, con registrazione tramite documento d’identità, preferibilmente digitale. Gli erogatori del servizio dovranno garantire un call center attivo 24 ore su 24 in italiano e inglese, autocertificare l’uso esclusivo di energia rinnovabile per la ricarica e le procedure di riciclo delle batterie. Un’altra componente importante per Roma è l’equa distribuzione dei veicoli sharing non solo a livello geografico ma anche temporale. Perché alcuni operatori riducono la presenza di bici e monopattini nei mesi in cui le condizioni meteorologiche sono più sfavorevoli. E dunque le linee guida impongono di assicurare una disponibilità di mezzi non inferiore al novanta per cento della flotta autorizzata da aprile a ottobre e al settanta per cento da novembre a marzo. Integrazione delle tariffe col trasporto pubblico Una delle novità di cui l’Amministrazione capitolina va più fiera è l’integrazione col Tpl del costo dei noleggi. Tutti gli operatori dovranno praticare una tariffa agevolata ai titolari di abbonamento annuale Metrebus zona A in corso di validità, tariffa che non potrà subire maggiorazioni per l’intera durata dell’autorizzazione. Il riconoscimento sarà automatico: Roma Servizi per la Mobilità metterà a disposizione degli operatori la verifica in tempo reale della titolarità dell’abbonamento e lo sconto verrà applicato direttamente nell’app di noleggio, senza rinnovi intermedi, fino alla naturale scadenza dell’abbonamento. In sede di gara sarà inoltre premiata l’estensione del servizio lungo le principali direttrici metro-ferroviarie urbane, per servire l’ultimo miglio a partire dai nodi di stazione. Dice l’assessore Patanè: chi ha l’abbonamento annuale Metrebus avrà una tariffa agevolata su monopattini e biciclette condivise, riconosciuta in automatico dall’app. È il modo di dire che questi mezzi non sono un’alternativa al trasporto pubblico, ma la sua estensione fino al portone di casa