Smart Road Legal Treni Ladispoli-Civitavecchia, un’ora e mezza senza corse: la protesta dei pendolari Marco Gramigni 28 August 2026 Citizen Italia Mobility Oltre 80 minuti tra un treno e l’altro nella fascia mattutina: chi deve raggiungere Civitavecchia da Ladispoli si trova costretto a scegliere tra un arrivo troppo anticipato e uno in ritardo Un’ora e mezza di vuoto assoluto. Chi deve prendere il treno da Ladispoli verso Civitavecchia in mattinata, in quella fascia lì, semplicemente non ha scelta: o parte troppo presto o arriva troppo tardi. Non c’è una via di mezzo, e questo – dicono i pendolari – comincia a essere davvero pesante da digerire. Il problema, spiegato bene A denunciare la faccenda è il Comitato Pendolari di Ladispoli, che da tempo tiene d’occhio gli orari della linea e adesso torna alla carica. Nel mirino c’è soprattutto la fascia mattutina, quella più delicata per chi deve timbrare il cartellino o entrare in classe. Il presidente del comitato, Giacomo Maria De Vito, la mette giù senza troppi giri di parole: «Se vuoi andare a Civitavecchia con il treno alle 8 di mattina o arrivi alle 6.48 o alle 8.15. Questo non è ammissibile». Fate un po’ i conti voi: sono oltre 80 minuti di differenza tra un treno e l’altro. Chi lavora o studia a Civitavecchia e deve essere lì per le 8 si ritrova schiacciato tra due estremi – o arriva con un’ora e passa di anticipo, ammazzando il tempo chissà dove, oppure rischia di arrivare tardi. Non proprio una scelta invidiabile. Chi paga il conto di questa storia Treni Ladispoli-Civitavecchia, un’ora e mezza senza corse: la protesta dei pendolari LEGGI ANCHE La telecamera che ha visto tutto: il video del sinistro fa piena prova (e quanto può essere utile alla P.A.) A farne le spese sono soprattutto due categorie: studenti e lavoratori pendolari, quelli che ogni santo giorno macinano chilometri tra Ladispoli e i comuni limitrofi per arrivare a Civitavecchia. Con la scuola che sta per ripartire, il problema rischia di aggravarsi parecchio: più gente sui marciapiedi delle stazioni, più richiesta di corse, e gli stessi identici buchi in agenda. Il rischio concreto? Che molti, stufi di aspettare, mollino il treno e tornino all’auto privata. Il che, detto tra noi, va anche contro ogni logica di sostenibilità e decongestionamento del traffico che si sente sbandierare di continuo. Cosa chiede il Comitato La richiesta è chiara e diretta: il Comitato Pendolari vuole che Regione Lazio e Trenitalia si sieda a un tavolo e ridisegni gli orari mattutini prima che le scuole riaprano a pieno regime. Non servono chissà quali stravolgimenti – dicono – basterebbe inserire una corsa intermedia in quel buco temporale per alleggerire la pressione su chi viaggia ogni mattina. La palla ora passa a Regione Lazio, che ha competenza sulla programmazione del trasporto pubblico locale, e a Trenitalia, il gestore del servizio ferroviario. Vedremo se la protesta dei pendolari laziali – una storia che, diciamocelo, si ripete un po’ ovunque in Italia – porterà a qualche correttivo concreto o se, come spesso accade, tutto resterà lettera morta fino al prossimo esposto.