Smart Road Trento, al via il nuovo servizio di trasporto per persone con disabilità. I dettagli Marco Gramigni 01 September 2026 Citizen Mobility Scuole, centri diurni, terapie e attività estive: il nuovo servizio della Provincia di Trento punta a garantire spostamenti più sicuri e maggiore autonomia alle persone con disabilità C’è una notizia che, in mezzo a tutto il caos di modifiche viabilistiche e cantieri che di solito riempiono le cronache locali, merita di essere raccontata con un tono diverso. Dal 1° settembre la Provincia autonoma di Trento ha avviato il nuovo servizio di trasporto e accompagnamento per le persone con disabilità, affidato a Dibiasibus srl dopo una gara europea. Non è la solita delibera burocratica: qui si parla di autonomia quotidiana per centinaia di famiglie. Chi viene coperto dal servizio Il raggio d’azione è piuttosto ampio. Si va dalle scuole dell’infanzia alle superiori, passando per centri estivi, centri socio-educativi, sedi di terapia e centri diurni per adulti con disabilità, su tutto il territorio provinciale. Non un dettaglio da poco, se si pensa a quante famiglie organizzano l’intera giornata attorno a un pulmino che arriva puntuale. E non si tratta solo di “portare da A a B”: a bordo ci saranno accompagnatori formati appositamente, pensati per garantire un supporto qualificato durante ogni spostamento — non solo un autista, insomma, ma qualcuno preparato a gestire le esigenze specifiche di chi viaggia. Le parole dell’assessore Trento, al via il nuovo servizio di trasporto per persone con disabilità. I dettagli LEGGI ANCHE Veneto, biglietto unico per treni, bus, tram e vaporetti: ecco quando arriva L’assessore provinciale ai trasporti, Mattia Gottardi, ha inquadrato l’operazione in termini di diritti più che di logistica: “Garantire il diritto alla mobilità significa assicurare inclusione, autonomia e piena partecipazione alla vita scolastica e sociale”. Parole che pesano, soprattutto quando si accompagnano a un dato concreto: il servizio ha coperto un investimento importante, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare concretamente il diritto alla mobilità di tutti gli utenti. Non è propaganda spicciola — è la logica di chi ha deciso di aggiudicare l’appalto tramite una gara europea, quindi con criteri di trasparenza e concorrenza più stringenti rispetto a un affidamento diretto. Mezzi nuovi, più utenti serviti Un paio di numeri e dettagli tecnici che vale la pena sottolineare: Aumento degli utenti serviti rispetto agli anni precedenti — segno che la domanda cresce e la Provincia ha deciso di starci dietro, non di tagliare. Mezzi di recente immatricolazione, in parte elettrici o ibridi: un occhio alla sostenibilità ambientale che non guasta mai. Pedane elettriche e gradini retrattili per rendere salita e discesa più sicure — dettaglio tecnico che fa la differenza reale nella vita di chi usa una carrozzina o ha difficoltà motorie. Un modello già premiato Ultimo aspetto, forse il più significativo: questo non è un progetto nato dal nulla. Il servizio si inserisce infatti in un percorso già caratterizzato da un elevato livello qualitativo, riconosciuto anche a livello interprovinciale come best practice in questo ambito. Trento, insomma, non sta improvvisando: sta consolidando qualcosa che già funzionava, con l’obiettivo — dichiarato dall’Amministrazione — di alzare ulteriormente l’asticella della qualità. Piccola nota finale: in un panorama di notizie locali spesso dominate da ZTL, cantieri e ordinanze di viabilità, un servizio come questo rischia di passare in sordina. Ma per chi ne beneficia direttamente, probabilmente vale più di dieci articoli su nuovi parcheggi o rotonde.