50 euro sotto il tergicristallo dell’auto: la nuova truffa nei parcheggi. Ecco come difendersi

50 euro sotto il tergicristallo dell’auto: la nuova truffa nei parcheggi. Ecco come difendersi

Una banconota che spunta dal parabrezza, la curiosità e un gesto istintivo. Ecco cosa si nasconde dietro la trappola dei 50 euro

C’è una banconota infilata sotto il tergicristallo. Cinquanta euro, belli spiegazzati, che sbucano proprio davanti al muso della macchina. Il primo istinto? Prenderli, ovvio. Ed è esattamente lì che casca l’asino.

La Polizia di Stato ha acceso i riflettori su un raggiro che sta girando parecchio nei parcheggi di supermercati e centri commerciali, proprio nel periodo di rientro dalle ferie estive, quando i piazzali sono pieni zeppi e nessuno bada troppo a chi gli gira intorno.

Il meccanismo, spiegato bene

50 euro sotto il tergicristallo dell’auto: la nuova truffa nei parcheggi. Ecco come difendersi

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Il proprietario torna, magari carico di buste della spesa, sale in macchina senza accorgersi di niente. Butta borsa, portafoglio, telefono sui sedili. E solo a quel punto, comodamente seduto al volante, nota il taglio da 50 euro che spunta dal vetro.

Cosa fa la maggior parte della gente? Scende a prenderlo. Due secondi, giusto il tempo di allungare la mano.

Ecco, in quei due secondi la banda colpisce. Mentre il malcapitato è fuori dall’auto, qualcuno si infila dentro e ripulisce l’abitacolo di tutto ciò che trova. Nei casi peggiori, se le chiavi sono rimaste nel quadro o il motore è ancora acceso, se ne va pure la macchina.

Come difendersi

I consigli delle forze dell’ordine sono pochi, ma vanno seguiti alla lettera:

  • Non scendere mai subito. Se ti accorgi della banconota solo da dentro l’auto, riparti. Allontanati per bene e solo in un posto sicuro fermati a controllare.
  • Quella banconota, probabilmente, non vale un centesimo. È solo un’esca.
  • Occhio ai tipi sospetti nei paraggi. Se noti qualcuno che gironzola con fare strano, meglio chiamare subito il numero d’emergenza.
  • Mai lasciare l’auto aperta o con le chiavi dentro, nemmeno per trenta secondi, nemmeno “tanto sono qui vicino”.

Una truffa semplice, quasi banale nella sua meccanica, che però fa leva su un riflesso umano difficile da ignorare: la tentazione di un guadagno facile. Ed è proprio su quello scarto tra istinto e prudenza che i malviventi ci giocano sopra.