Smart Road Bologna, ok al protocollo d'intesa col Mit per le opere del Nodo: dal Passante al quadruplicamento della A14, i progetti interessati Francesco Ton... 15 September 2026 Il Comune approva il protocollo d’intesa sottoscritto col Mit per le opere del Nodo di Bologna, obiettivo far partire alcuni cantieri nel 2027 Il Comune di Bologna dice sì al protocollo d’intesa per le opere del Nodo infrastrutturale che porta il nome della città. Quell’insieme di interventi che dovranno portare a migliori collegamenti nei trasporti a beneficio del capoluogo emiliano-romagnolo, del territorio circostante e anche della Regione. Che infatti era tra i partecipanti del tavolo che, a fine luglio, si è riunito nella sede del Mit per la sottoscrizione del protocollo che, il 14 settembre, il Consiglio di Palazzo d’Accursio ha approvato. Dando dunque il mandato al sindaco Matteo Lepore e ai membri della sua giunta di proseguire l’iter che porterà investimenti nelle infrastrutture bolognesi per circa 500 milioni di euro. Con l’obiettivo di cominciare alcuni cantieri nel 2027. Specie gli interventi prioritari, come quello che riguarda il Passante, di cui si procederà con le cantierizzazioni. Oppure l’A14 tra Bologna San Lazzaro e la diramazione Ravenna-Ponte Rizzoli. Il nuovo assetto progettuale prevede l’ampliamento della tangenziale a tre corsie tra l’uscita 3 e San Lazzaro, con quattro corsie nel tratto compreso tra gli svincoli 5 e 8. Mantenendo l’attuale numero di corsie dell’A14. Il protocollo firmato al Mit ha in programma anche una terza corsia sull’autostrada 13, parte di un progetto di rinnovamento del disegno originario. Nello specifico, per il tratto Interporto-Ferrara Sud, l’accordo prevede interventi di rigenerazione dell’infrastruttura esistente. Con la possibilità di introdurre una terza corsia dinamica. A questo si aggiungono l’adeguamento delle opere d’arte e delle barriere di sicurezza, con la razionalizzazione della piattaforma autostradale. E viene confermata la rotatoria sulla SP20 in corrispondenza del casello di Altedo. Bologna, protocollo d’intesa: il Comune preme per le opere di compensazione Bologna, ok al protocollo d’intesa col Mit per le opere del Nodo: dal Passante al quadruplicamento della A14, i progetti interessati LEGGI ANCHE Bologna, il tram è arrivato in città: ecco cosa succede ora Spazio poi agli ammodernamenti dei cavalcavia come quello di San Donato (in coordinamento con la nuova tranvia bolognese) e del ponte sul Reno di nuovo lungo la A14. Il protocollo siglato al Mit prevede poi la realizzazione di altre opere complementari. Intanto il collegamento tra via del Chiù e via del Triumvirato e poi il lotto B dell’Intermedia di Pianura con il nuovo ponte sul Reno. Servirà a migliorare l’accessibilità al sistema autostradale e la funzionalità della rete viaria metropolitana, nonché la rivisitazione del nodo di Funo. Nell’approvare il protocollo d’intesa il Comune di Bologna ha stabilito di non transigere sulla realizzazione delle opere di compensazione. Che riguardano in particolare il verde urbano. Nel documento si parla per esempio di 25,9 ettari di nuovi parchi pubblici e di interventi su 60,2 ettari di parchi esistenti con altri 14 di nuove fasce boscate. Per un totale di circa 15.400 esemplari arborei pubblici comunali da mettere a dimora. Il Consiglio comunale bolognese ritiene vincolante per la prosecuzione dell’intesa la realizzazione del nuovo “Parco sportivo Croce Coperta” di 6,4 ettari e dell’ampliamento del “Parco San Donnino”, doppiamente più grande. Bologna poi chiede garanzie sulle opere di mitigazione acustica e su tutti quelli interventi necessari a ripristinare o realizzare le opere di sicurezza stradale per pedoni e ciclisti, come stabilito dal tavolo tecnico. Infine nel documento si parla anche di sollecitare la definizione e approvazione della Convenzione tra Autostrade, Bologna e Ministero Concedente per la realizzazione da parte del Comune degli impianti fotovoltaici per la potenza complessiva di 18 MW, monetizzati da ASPI al Comune a 2.200 €/KW su immobili pubblici comunali. La gestione dell’energia prodotta e i benefici economici conseguenti dovranno restare nella disponibilità di Palazzo D’Accursio.